Italia poco accogliente? No, è il Paese in cui più stranieri ottengono la cittadinanza

PER APPROFONDIRE: ius soli, papetti
Egregio direttore,
mi permetta di intervenire nel dibattito sullo Ius soli e sulla lettera del signor Pavanello pubblicata ieri.
Dire che le persone normali con cui discute il signor Pavanello non vogliono la legge, non mi sorprende più di tanto in questo Veneto leghista che cerca di far passare questa legge come una sanatoria, quando, invece parliamo di integrazione di figli di immigrati nati in Italia da genitori non comunitari con regolare permesso di soggiorno da almeno 5 anni con un reddito e un'abitazione idonea che parlino Italiano oppure che sono arrivati sotto i 12 anni ma che hanno completato un ciclo di studi di almeno 5 anni. Mi sorprende che la sua risposta dica dovrebbe consentire a chiunque nasca in Italia di diventare cittadino italiano. Non è così.
Inoltre mi permetto di dissentire con lei sui tempi non consoni. Questa legge se è giusta, va fatta. Ci sono scelte che vanno fatte a dispetto dei voti presunti che il centrosinistra perderebbe. Ci sono battaglie sacrosante che vanno combattute e questa è una di quelle.
Alessandro Nart
Venezia

Caro lettore,
conosco i contenuti della legge e rispetto la sua opinione, ma continuo a ritenere questa legge frutto di una scelta essenzialmente ideologica. Alle considerazioni che ho esposto ieri, ne aggiungo altre due. La prima: non si capisce quale sia la necessità della nuova normativa. Anche in assenza dello Ius soli l'Italia è il Paese europeo in cui un maggior numero di stranieri diventa cittadino italiano. Le acquisizioni di cittadinanza sono passate da meno di 50mila del 2011 alle 185mila del 2016. Se limitiamo il confronto al 2015 in Italia sono diventati cittadini 178mila persone (è il 21% del totale europeo) contro le 118mila della Gran Bretagna, le 113mila della Francia e le 110 mila della Germania, dove pure esiste una forma seppur limitata di Ius soli.
Dunque, numeri alla mano, a dispetto di chi descrive l'Italia come un Paese chiuso e poco solidale, siamo già la nazione più aperta alla cittadinanza. È proprio necessario, in una fase storica come l'attuale, creare nuove norme che incentiverebbero l'arrivo di altri immigrati?
Seconda considerazione. Forse dovremmo considerare la cittadinanza non un automatismo, ma un obiettivo: arrivo in un Paese, ne imparo la lingua, ne condivido i valori e al termine di questo percorso chiedo di diventarne cittadino. La vera integrazione non si costruisce con i decreti legge, ma con le scelte concrete, giorno per giorno.
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Sabato 18 Novembre 2017, 05:02






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5 di 21 commenti presenti
2017-11-20 19:39:27
Oltre all'eventuale ius soli -per stranieri meritevoli-, suggerisco si faccia anche una legge per togliere la cittadinanza agli italiani che evadono le tasse o si macchiano di reati plurimi...
2017-11-19 06:46:30
Ci si dimentica sempre delle centinaia di migliaia gia' accolti in passato, dotati di casa e lavoro, per concentrarsi sulle vicissitudini di quanti e quante sono appena giunti e non si sa come fare a collocare dignitosamente...( altri sanno come fare a impiegare in occupazioni ai limiti e pure oltre della legalita'e si sospetta che siano essi ad alimentare i flussi).Il fatto che spariscano i documenti di identita' originari la dice lunga, cosi' possono raccontare di tutto e per verificare ci vuole tempo...intanto qualcuno li assiste in pratiche , petizioni, ricorsi e proteste..con tanto di bandiere non improvvisate ma industriali.Un cittadino italiano che ricorre ad avvocato...comincia a sborsare appena gli intestano una cartellina aancora vuota di documentazione.
2017-11-18 21:19:49
Che la vera integrazione non si costruisca con i decreti legge, ma con le scelte concrete, giorno per giorno, non ci piove sopra.
2017-11-18 20:59:48
Concordo con quello che ha scritto il Direttore di questo Quotidiano.
2017-11-18 20:33:29
devo ripetermi... gli italiani sono un paese razzista..forse il paese d'europa più razzista. con l'aggravante che ci sono italiani dappertutto in giro per l'europa. però non va bene che gli altri vengano qui. ho gia scritto altre volte che un paese che insieme a tanti grandi lavoratori ha però esportato anche la mafia dovrebbe avere un pò più di freddezza a parlare di questi problemi. il problema dell'italia è che se tanta gente riflettesse con il cervello anzichè con altre parti capirebbe che dall'immigrazione si possono avere tanti aspetti positivi. Il che non vuol dire tutti dentro... vuol dire riflettere su ciò che è meglio per il paese.... p.s. chi mi dà del comunista mi fa un complimento visto che qui comunista è chi riflette e va contro la pancia comune