Combattere il doping è difficile perchè ad alimentarlo non sono solo gli atleti ma i dirigenti e i governi

PER APPROFONDIRE: doping, lettere al direttore
Egregio direttore,
i vecchi vizi sono sempre duri da morire. Parliamo del doping. Stavolta, ci siamo imbattuti in un personaggio che prende a calci lo sport, dissociandosi dall'etica professionale, dai suoi principi morali. Il tipo, in questione, si chiama Alberto Salazar ed è un allenatore d'atletica leggera. È stato incastrato dopo ben quattro anni di indagini a tutto campo e in un certo senso ha macchiato la sua carriera di monarca della maratona di New York, dove aveva fatto il bello ed il cattivo tempo per diverse edizioni. Una stangata che se la ricorderà a lungo ma chi come dicevano un tempo è causa del proprio mal pianga sé stesso. Sospensione di quattro anni dall'attività agonistica con una accusa da far venire la pelle d'oca: traffico di sostanze proibite a base di testosterone, connesse a trasfusioni in dosi elevate. La sentenza porta la firma della Usada, l'agenzia antidoping Usa. Strana la vita: da alieno (in pista), a demone (come mister). Un po' come il dottor Jekyll e mister Hyde. Che tristezza!

Giuseppe Da Sacco
Belluno

Caro lettore,
il doping nello sport esiste perché non solo tanti atleti ne fanno usao. Ma perchè tanti dirigenti sportivi, ad ogni livello, ma anche molti Stati o enti governativi, direttamente o indirettamente, lo incentivano o preferiscono fingere che non sia un problema. Il che non è meno grave. Per capire quanto il mondo dello sport abbia a lungo sottovalutato questo tema cruciale, basti pensare che la Wada, cioè l'agenzia pubblico-privata che si occupa del contrasto del doping a livello mondiale, è stata creata dal Cio, il Comitato olimpico internazionale, solo nel 1999, cioè appena 20 anni fa. Ma ci sono questioni di fondo che restano sempre aperte.
La prima: le strutture che a livello nazionale si occupano di anti-doping sono quasi sempre emanazione dei Comitati olimpici. Cioè non sono vere autorità indipendenti. Anzi sono in larga parte finanziate da quegli stessi organismi che hanno tra i loro obiettivi principali quello di far vincere il maggior numero di medaglie agli atleti dei loro Paesi. Un conflitto di interessi latente se non sostanziale che, infatti, ha portato a degenerazioni clamorose come quelle della Russia, dove si può tranquillamente parlare di doping di Stato. Per questo, finché non si creeranno delle vere autorità indipendenti anti-doping e non si estenderanno le sanzioni, oltreché agli atleti, anche alle società sportive, ai loro dirigenti e agli organismi nazionali coinvolti, sarà difficile parlare di vera lotta al doping.
 
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Sabato 19 Ottobre 2019, 12:35






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5 di 5 commenti presenti
2019-10-20 11:11:18
beh a quanto pare i russi si dopano, inglesi ed americani sono tutti asmatici...L'allenatore di pluri campioni olimpici e mondiali viene squalificato per induzione al doping ma nessuno dei suoi atleti trovato positivo...il caso Schwazr è l'emblema ,il suo allenatore ha osato rivelare i metod di certi personaggi e fatalità sembra che WADA e IAAF abbiano manomesso le provette
2019-10-20 06:09:06
Leggendo la storia dell'alpinismo non retorica...si viene a scoprite che anfetamine (Prima Nord dell'Eiger, poi le anfetamine passarono dalla sperimentazione alla somministrazione di massa in Germania nazista sotto forma di pasticche Pervitin), cardiotonici ed altri aiutini ecc vennnero usati... Ricordo che alla vigilia di una Marcialonga sciistica, c'era la coda in farmacia per comprarsi la carnitina,ed erano privati senza sponsor . Molti preparati cambiano nome commerciale, , eccipienti, ma non principio attivo. Nei dintorni di scuola superiore con parecchi nidirizzi e quindiiscritti, giaccionio distese di cicche e lattine di beveroni energy.Dal logo si capisce che sono gli stessi sponsor di attivita'sportive "x-treme-no limits" Ma anche birra che al mattino o dopo pizza o kebab come pasto prima di lezioni pomeridiane fa abbioccare parecchio.parecchio.
2019-10-19 14:23:40
Esattamente come per le mafie. Si chiama Italia. Se la metta via.
2019-10-19 13:06:59
Direttore La condivido, mi basta solo il suo titolo per capire quanto sia grande il problema.
2019-10-19 12:49:47
Il problema e' dato dal pensiero malato di tanta gente, troppa gente. Per tantissime persone doparsi o drogarsi e' considerato un atto di furbizia, un'espressione di libera determinazione del proprio corpo. Basterebbe mettere alla gogna chi si droga o fa uso di sostanze dopanti, sarebbe il migliore esempio da dare alla gioventu'. Una volta la gente sputava tranquillamente per strada, adesso nessuno si sognerebbe di farlo, in questo caso non e' stata necessaria una legge che lo vietare, e' bastata la riprovazione sociale verso chi si permetteva simili atti