Noi e i nostri ragazzi: perché bisogna fare tutto il possibile per evitare la didattica a distanza

Venerdì 14 Gennaio 2022

Gentile Direttore,
sono entrato in contatto con quella che viene ormai considerata l'ultima spiaggia dell'apprendimento scolastico. Mi vergogno di non averne capito la devastante esperienza per tutto il lockdown dello scorso anno. Vi è una situazione kafkiana dove si trascorre 60-70% del tempo nel disquisire sui problemi di connessione ovvero su chi vede cosa o sente cosa. Vi si alterna un maestra posso andare in bagno al maestra posso bere?. Interruzioni che mettono alla prova la già precaria connessione e la comprensibilissima esasperazione della docente collegata. Aggiungiamo un maestra vado a vedere i cani che fanno rumore , maestra mi si scarica il computer, posso prendere il cavo?e abbiamo quasi del tutto occupato il tempo della lezione. Mi sento di ringraziare le maestre che non mollano, i bambini che stanno in silenzio ad ascoltare e chiunque possa fare di tutto per evitare questa situazione permanga. Io ho mal di testa solo per aver dovuto condividere la stanza con unalunno, anche perchè il segnale Wi-Fi deve essere utilizzato, per motivi lavorativi, pure da me

G.G.Treviso

Caro lettore,
la didattica a distanza ha certamente contribuito a far fare un salto in avanti tecnologico al nostro sistema scolastico e anche ad insegnanti e studenti. Ma occorre fare tutto perchè resti una soluzione d'emergenza, da non ripetere più, almeno su larga scala e per lungo tempo. La sua personale esperienza spiega bene quali e quante siano le difficoltà che l'insegnamento a distanza, tra le mura di casa, può creare. Ma c'è un aspetto forse più importante da considerare. La Dad può, nel migliore dei casi, garantire ai bambini e ai ragazzi un sufficiente livello di apprendimento. Ma ne frena e condiziona comunque in modo grave il percorso di crescita e di formazione sociale e civile. La scuola non è solo trasmissione di contenuti e informazioni, ma anche un luogo di relazioni e di socialità. Con la didattica a distanza ai ragazzi non viene a mancare semplicemente uno spazio fisico, ma soprattutto lo spazio psicologico fondamentale per il loro cammino futuro. Ed è un deficit formativo che, secondo gli esperti, è destinato a lasciare un segno nel tempo. Un'indagine condotta dagli psicologici italiani ha rilevato che il 54% per cento dei ragazzi durante il lockdown dichiarava di sentire molto la mancanza della scuola in presenza. Ma soprattutto è emerso che la maggior parte degli studenti associa la scuola a socialità, crescita e confronto, mentre le lezioni a distanza a fatica, stress e noia. Un segnale che non può essere ignorato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA