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L'imbecille aggressione all'atleta azzurra di colore e la tendenza a piegare la realtà in base ai colori (politici)

Domenica 5 Agosto 2018
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Egregio direttore, 
contrordine compagni: non è razzismo, ma goliardia. Una settimana a sventolare l'emergenza razzismo e poi si scopre che uno dei lanciatori d'uova è figlio di un consigliere Pd. Resosi conto di aversi dato la zappa sui piedi, i cosiddetti antirazzisti hanno declassato il lancio dell'uovo da infame atto razzistico a bravata goliardica. Ma non solo. Si è scoperto che nel 2007, il padre di Daisy Osakue, è stato condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata rapina e spaccio di droga. Nel 2002 Iredia Osakue, all'epoca 29enne, era stato arrestato con altri connazionali clandestini, tra i quali la convivente Lovely Albert, madre di Daisy, per sfruttamento della prostituzione. Nel 2006 l'ultimo arresto da parte della Polizia locale di Torino ancora una volta per una vicenda legata alla tratta delle ragazze nigeriane. Oggi Iredia gestisce un centro pratiche per immigrati, oltre a fare il mediatore culturale in una cooperativa che gestisce l'accoglienza in ben 15 strutture piemontesi. Quando chi grida attenti al lupo prenderà atto che la falsa indignazione è la più ripugnante forma d'ipocrisia, sarà sempre troppo tardi. 


Gianni Toffali 
Verona 


Caro lettore,
purtroppo è diffusa l'attitudine di piegare la realtà alle proprie convenienze e ai propri convincimenti. A molti osservatori ed esponenti politici, convinti che l'Italia sia vittima di un'ondata di razzismo, non sembrava che una ragazza di colore che difende sui campi d'atletica il tricolore, fosse stata vittima di un agguato e ferita. E si sono scatenati dando per scontato ciò che scontato non era. Non si trattava di un gesto razzista ordito da un gruppo di estremisti ma di una goliardata opera di un gruppetto di imbecilli. Si potrebbe ironizzare molto sulla vicenda. Ma sarebbe sufficiente che qualcuno tragga qualche insegnamento dall'esperienza. E la prossima volta prima di lanciarsi sul cellulare per lanciare tweet e comunicati, conti fino a 100. E magari attenda l'esito delle indagini prima di esprimere certezze e anatemi privi di senso.
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