Rispetto, solidarietà e umana vicinanza: questo dobbiamo a tutti i familiari di Giulia. Non critiche ingiuste

Martedì 5 Dicembre 2023

Egregio direttore,
mi spiega perché il nuovo tatuaggio di Elena dovrebbe essere una notizia che può interessare all'opinione pubblica? (...e ai lettori del Gazzettino?). E c'è una spiegazione psicologica a questa smodata voglia di apparire che attanaglia la sorella e da ultimo pure la nonna?
Questa new entry ha sbalordito tutti, lasciando esterrefatti per i suoi atteggiamenti "salottieri" e soprattutto la malcelata soddisfazione per la notorietà che questa pimpante signora, aspirante scrittrice, ha ottenuto insperatamente. Mi dispiace ma cosi perdo ogni vicinanza umana verso certi parenti.

Bruno Sandrin


Caro lettore,
lei non è la prima persona che ci scrive criticando o esprimendo forti perplessità per alcune affermazioni o per scelte ritenute discutibili e inopportune dei congiunti di Giulia Cecchettin.

Di fronte a queste lettere, ho provato a interrogarmi su come avrei reagito io se mi fossi trovato al centro di un frastuono e di una pressione mediatica pari a un decimo di quella che ha coinvolto la famiglia della 22enne studentessa padovana. Persone normali che, improvvisamente, oltre a dover sopportare l'immenso dolore della scomparsa di una figlia e l'atroce orrore di un'attesa e poi di una fine così terribile come quella di cui è stata vittima Giulia, sono stati costretti a convivere con giornali e televisioni che stazionavano fuori dalla loro abitazione 24 ore su 24, hanno dovuto apparire e lanciare messaggi in tv, rilasciare dichiarazioni, rispondere a domande strazianti e in qualche caso anche crudeli. Tutte situazioni nei confronti delle quali nessuno di loro era preparato e che hanno dovuto affrontare nella stagione peggiore della loro vita, quella in cui, giorno dopo giorno, vedevano allontanarsi inesorabilmente la possibilità di avere e vedere ancora al propria fianco una figlia, una sorella, una nipote. Lo confesso: non sono in grado di sapere o di dire come mi sarei comportato io, come avrei reagito. Ho visto invece come lo ha fatto la famiglia di Giulia e devo confessarle che ne ho più volte apprezzato, direi anzi ammirato, la compostezza, la dignità, la capacità di non farsi travolgere dagli eventi pur così tragici e disumani. Se poi in alcuni momenti, qualcuno dei parenti, per la sua giovane età o per l'impossibilità di gestire altrimenti tanta crudele sofferenza, è sembrato esternare con eccessivo protagonismo i propri sentimenti e la propria disperazione, penso che potremmo anche cercare di comprenderlo e di accettarlo. Anche se, in tutto o in parte, non lo condividiamo. Del resto non è sempre necessario giudicare gli altri. Soprattutto quando si è di fronte a un dolore così lacerante e travolgente, dovremmo piuttosto far prevalere la pietà e l'umana solidarietà.

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