Bisogna ritrovare fiducia nella scienza e nella ragione per sconfiggere l'isteria da Coronavirus

Giovedì 27 Febbraio 2020
Egregio direttore,
qualche giorno fa il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, affermava che l'impatto dell'epidemia di Coronavirus, sull'economia del nostro Paese, poteva essere stimato allo 0,2% del PIL. Ho la netta sensazione che, come per il passato in altri casi ( vigilanza su banche decotte ), le sue previsioni siano fuori di ogni logica. Con tutto quello che sta accadendo e valutando solo le ricadute sui molteplici fattori produttivi, finanziari e commerciali che colpiscono e colpiranno le Regioni italiane più produttive, credo che la previsione del Governatore sia sottostimata. Molto sottostimata e senza voler fare l'uccello del malaugurio.
Vittorio De Marchi
Albignasego (Pd
)


Caro lettore,
non sono in grado di dire se le previsioni del governatore della Banca d'Italia siano eccessivamente ottimistiche. Sono certo però che se continueremo a dare al mondo l'immagine di un Paese in preda al panico dilagante, a rappresentare una realtà che non c'è, a dar corda ad ogni allarmismo e a non guardare e valutare i numeri per quello che sono, probabilmente l'emergenza economica e sociale avrà effetti più gravi di quella sanitaria. Il coronavirus va combattuto con forza e determinazione. Ma ugualmente va combattuta l'isteria-virus. Quell'atteggiamento irrazionale e istintivo che, di fronte a un nemico invisibile, ci fa vedere e immaginare una minaccia in ogni dove e in ogni nostro simile. Dimenticando che non siamo più nel XV o nel XVII secolo e che, oggi a differenza di allora, abbiamo la scienza e la medicina. Questo non ci rende invincibili e invulnerabili. Ma ci da gli strumenti per difenderci. Riflettiamoci. E usiamo la nostra razionalità. Se non lo facciamo, allora sì, la nuova peste potrà davvero vincere. Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 14:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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