I giovani prima di essere criticati vanno ascoltati e capiti: il caso di un 19enne che ha deciso di fare il fornaio

PER APPROFONDIRE: fornaio, lavoro, lettere direttore, papetti
Caro Direttore,
volevo fare i complimenti al ragazzo che ho notato in un panificio della zona di Favaro Veneto (Mestre) in quanto non è da tutti intraprendere un lavoro di questi tempi e a soli 19 anni... lavoro per il quale devi alzarti alle 4 del mattino e impegnarti ad imparare un lavoro manuale e artigianale dando così una nuova linfa a lavori che noi italiani tralasciamo per chissà quali ambizioni di potere. Infatti di solito vengono svolti da persone non italiane. Bravo e bravo al titolare che ci ha creduto. Forza ragazzi con umiltà e volontà darete forza al futuro vostro e del nostro paese.
Vladimiro Ruzza

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Caro lettore,
la ringrazio per la sua segnalazione. Il 19enne neo-fornaio va sicuramente apprezzato per lo spirito e la scelta di cimentarsi in un mestiere tutt'altro che facile. La sua lettera mi suggerisce però una considerazione: una certa idea, diffusa anche dai mezzi di comunicazione, che oggi i giovani e giovanissimi siano incapaci di comprendere le fatiche e il senso della vita, non abbiano progetti per il futuro ma nemmeno per il loro presente, non mi trova molto d'accordo. O meglio: penso fotografi solo una parte della realtà. Certo, molti ragazzi considerano il benessere in cui vivono e che li circonda come una condizione acquisita e non come una conquista da difendere quotidianamente; spesso confondono la realtà virtuale trasmessa dagli onnipresenti smartphone con la realtà vera e hanno una predisposizione al sacrificio diversa da quella di chi li ha preceduti. Ma se ci guardiamo intorno non possiamo non vedere anche tantissimi giovani che si impegnano, studiano, fanno esperienze lavorative, sport e volontariato al servizio delle loro comunità o di chi sta peggio. E spesso con ottimi risultati. Agli occhi di molti padri, nonni e bisnonni i ragazzi hanno però il torto di affrontare la vita con una prospettiva diversa dalla loro. Di agire secondo un sistema di valori differente. Ma non va dimenticato che questi ragazzi si devono confrontare con un mondo complesso: più incerto, più vasto e, al di fuori dei confini familiari, anche meno protetto. Entrano nel mondo degli adulti sostenuti da un bagaglio di esperienze meno solido e devono affrontare una realtà che ha nell'incertezza e nella fragilità dell'oggi e del domani i suoi tratti distintivi. Prima di giudicarli, forse, dovremmo sforzarci di ascoltarli e di capirli di più. Non per giustificare i loro errori e i loro sbagli. Ma per aiutarli a commetterne di meno.
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Sabato 10 Novembre 2018, 05:05






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5 di 16 commenti presenti
2018-11-11 14:07:31
piu' che sforzarci di ascoltare e capire i giovani, come suggerisce il direttore, bisognerebbe sforzarci per aiutare e capire i genitori, veri malati di questa società.
2018-11-11 12:44:36
Il mestiere del fornaio sarebbe tutt'altro che facile? Perché? Si va a letto presto e ci si alza presto per poi andare presto. Un barista o ristoratore va a letto tardi, si alza tardi per poi andare tardi. La mentalità, introdotta dai sinistri, dei "lavori che gli italiani e veneti non vogliono fare" si accentuerà con il reddito di fannullanza.
2018-11-11 10:23:08
Ai miei tempi si studiava per poi fare carriera, adesso che ben o male tutti hanno la possibilità di prendersi minimo un diploma se non la laurea è chiaro che anche l'approccio allo studio deve ed è stato modificato. Oggi si studia anche per fare il fornaio, anche per fare il muratore o il geometra oppure il ragioniere, per questo più che i giovani bisogna che i genitori cambino atteggiamento verso i propri figli, convincendosi che si può anche ascendere nella graduatoria o scala sociale ma che la normalità non è anche mungere una mucca o zappare la terra.
2018-11-11 10:05:37
Anche per i giovani (come per i meno giovani) quando è possibile o reso possibile, la regola primaria ed istintiva è “minimo sforzo e massimo guadagno”. //Quasi sempre, ove possibile e concesso, ci si orienta a questo nel momento presente ed in considerazione che “del doman non vi è certezza”….un po’ come dire: meglio l’uovo oggi con il brodo di gallina! Mah…
2018-11-11 02:58:28
Quello che ho notato e' che i giovani devono essere aiutati da tutti ---dagli insegnanti e famigliari anzitutto --anche dai giornali -- e spesso NON lo sono; si chiedono ai propri figli di essere "questo e quello" e non si accettano i loro talenti o opportunita' ...si preferisce (a volte si e' pure obbligati dal tribunale) spesarli per 10 - 20 anni ed oltre, che accettare la LORO realta'...per questo --penso molti di loro vanno fuori Italia, ma l'Italia e il Veneto ha bisogno di loro.