​Chiesa e politica: perché sempre più cattolici fanno scelte autonome e non ascoltano le gerarchie ecclesiali

PER APPROFONDIRE: chiesa, politica
Caro Direttore,
ho letto ed attenzione il servizio, pubblicato sul Gazzettino, relativo all'importanza decrescente del fenomeno religioso nel Nord Est. Da credente, ovviamente me ne dispiace, ma credo occorra accettarlo serenamente, così come già ci avvertiva il mai dimenticato arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, in un noto discorso. Penso poi che, chi opera in politica ed ha anche una dimensione di fede, debba saper accogliere, con maggior vigore e consapevolezza, la sfida, ben più difficile di un tempo, di collaborare con altri, da posizioni di minoranza, alla ricerca del bene comune, e ciò, più che brandendo rosari, individuando, semmai, cammini positivi che possano suscitare convergenze, almeno parziali o temporanee. Mi permetto di segnalare comunque un rischio che penso sia assai più concreto di quanto possa sembrare. Laddove l'uomo esclude Dio dal proprio orizzonte, fatalmente finisce per adorare solo gli idoli di turno (successo, denaro, benessere, ecc.) i quali, fingono di liberarlo, ma, in pratica, tendono ad impadronirsene. La traduzione storica di un simile atteggiamento ha avuto punte drammatiche, basti pensare al nazismo o allo stalinismo, concezioni politiche nelle quali l'uomo aveva assunto se stesso, come l'esclusiva misura del bene e del male. 

Fracesco Sormani

Caro lettore, 
per un numero sempre più elevato di persone la dimensione religiosa non rappresenta più un sistema di valori in grado di orientare scelte e decisioni. La fede non contribuisce più, come un tempo, a determinare un senso comune. Le conseguenze sul piano etico-sociale sono evidenti. Basti pensare al tema della vita. Oggi per settori consistenti della società la vita ha perso la sua sacralità. Da valore assoluto è diventato un bene, una proprietà individuale su cui destini, il singolo si sente in diritto di poter decidere. Questo processo di secolarizzazione e di distacco dal sacro ha modificato anche il senso e il peso della partecipazione dei cattolici alla vita politica in Italia. In almeno due direzioni. Una parte dei credenti ormai non basa più le proprie opzioni politiche sul credo professato: è cattolica nella dimensione privata, ma nella sfera politica si ritiene libera di fare scelte autonome, anche quando queste contrastano con le indicazioni delle gerarchie ecclesiali. Un'altra parte di cattolici, preoccupata da forme di relativismo che mettono in discussione i simboli stessi del cattolicesimo, guarda con favore chi invece difende e non teme di ostentare questi stessi simboli. Il successo elettorale della Lega in territori bianchi come il Veneto o la Lombardia si spiega anche così. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 21 Giugno 2019, 13:23






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
​Chiesa e politica: perché sempre più cattolici fanno scelte autonome e non ascoltano le gerarchie ecclesiali
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 14 commenti presenti
2019-06-22 11:24:23
La demagogia buonista della Chiesa si scontra con la realta' che l'uomo comune deve affrontare tutti i giorni.
2019-06-22 10:35:57
signor Sormani, lei dice di essere cattolico e, quindi, ritengo che abbia avuto una istruzione cattolica e con tutti i suoi limiti. forse non le avranno mai parlato di slogan (Deus vult!) dove i preti mandavano migliaia di "credenti" a morire per ... per ... già, per chi o per che cosa? no, il fatto è che (purtroppo per i preti) la gente è passata dallo stato di servus a quello di un po' più istruita e così ha potuto farsi tante domande e, conseguentemente, capire taaante cose. adesso la gente va' meno in chiesa e lei si pone la domanda e si da una risposta parzialmente autonoma dato che continua a seguire quanto i preti hanno detto: l'uomo si allontana da Dio e pecca di egoismo e presunzione! ma, ripeto, questo è quello che dicono i preti da quando hanno iniziato a perdere il potere temporale: ma era questo che diceva il "tizio" che altri preti hanno mandato sulla croce? non mi pare ma sicuramente ad "alcuni" ha dato e continua a dare fastidio. a proposito di Chiesa, noi miseri mortali siamo la Chiesa, quelli che si atteggiano a "perfecta verba" sono preti, boiardi che, spesso, molto spesso, hanno intrapreso quella strada per comodità e dopo aver osservato i loro predecessori. cordialità.
2019-06-22 09:46:26
La chiesa e' rimasta indietro mentre la societa' cambiava. Non puoi dire oggi porgi l altra guangia o aiuta il prossimo senza dire come e perche'...
2019-06-22 05:32:07
La chiesa non ascolta piu' Dio
2019-06-21 21:57:15
Forse perche' hanno capito che e'un'organizzazione con solo scopo di lucro? Forse perche' ci fanno la morale mentre sono pieni di delinquenti sessuali? Forse perche' negli ultimi anni vogliono innondarci di clandestini? ....Sono feccia della peggior specie e con loro tutte le sette religiose!