La caduta del Muro ha cambiato il nostro mondo, ma l'Europa ha mostrato tutta la sua fragilità

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Caro direttore,
oramai mi pare il momento, a trent'anni dell'abbattimento del muro di Berlino, il muro del comunismo, di revisionare la storia contemporanea, partendo seriamente dalle scuole. Si sta facendo più danno culturale, tranne quelli che non si fanno usurare psicologicamente dalla stessa musica dell'antirazzismo e dalla paura del diverso. La paura del fascismo, dell'antisemitismo ecc. Si confonde il teppismo degli stadi e nelle strade, dando la colpa agli estremismi politici. Abbiamo bisogno di un gesto di Salvini e figlia per stemperare il clima di odio?
Francesco Pingitore
Belluno



Caro lettore,
non bisogna aver paura della storia e bisogna aver consapevolezza del presente. La caduta del Muro fu un grande giorno di libertà e segnò la fine di una tragica illusione. Costata milioni di morti. Ma quell'evento così carico di simboli, segnò anche la fine di un mondo in cui la politica traeva la sua principale legittimazione dall'essere contro qualcosa. L'anti-comunismo e l'anti-capitalismo erano le travi su cui si reggevano i fragili equilibri internazionali ma che regolavano anche gli equilibri politici interni e continentali. Caduto il Muro, non è solo crollato il sistema sovietico, è cambiato il mondo, almeno il nostro mondo, di europei e di occidentali. Ma l'Europa del dopo Muro ha mostrato tutte le sue debolezze: è diventa più grande, allargandosi a molti dei paesi subito usciti dall'orbita sovietica, ma ha mostrato anche tutta la sua fragilità. Venuto meno il collante anti-sovietico, l'Europa non ha saputo darsi una nuova e forte identità e ha smarrito il suo ruolo guida nel mondo. Il risultato è ciò che abbiamo oggi sotto gli occhi a 30 anni dalla caduta del Muro: una democrazia stanca, come è stata efficacemente definita, con classi dirigenti logorate e cittadini disillusi. Che in un contesto di questo tipo, ulteriormente deteriorato da una lunga crisi economica, trovino terreno fertile estremismi, nazionalismi esasperati e fenomeni deteriori come i rigurgiti antisemiti, non è purtroppo strano. Ma la risposta che queste derive impongono non può arrivare da letture semplicistiche della realtà. Non basta rispolverare l'antifascismo o urlare all'emergenza democratica per coprire le proprie inadeguatezze. Non è il passato che dobbiamo temere. Ciò che ci deve preoccupare è l'incapacità di fare i conti con il presente e la sua nuova idea di democrazia. Un presente che è figlio diretto della caduta del Muro.
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Domenica 10 Novembre 2019, 05:05






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5 di 10 commenti presenti
2019-11-12 10:53:18
Nulla da festeggiare per questo anniversario. Avevo 25 anni e ricordo bene l'euforia che permeava tutti noi. Ci eravamo illusi. Doveva essere la vittoria dell'Occidente. Doveva essere la vittoria della Democrazia sul Totalitarismo. Doveva essere l'anno della "liberazione dell'Uomo" ed invece s'è rivelato essere l'anno della "liberazione del Capitale". Se prima infatti il mondo era diviso in due blocchi dalla politica, mantenendo una sorta di equilibrio, successivamente si è assistito allo strabordare del potere finanziario sulla ragion di stato, togliendo progressivamente diritti ai cittadini e ai lavoratori, togliendo frontiere e annacquando le identità nazionali a favore di un mondo sempre più globalizzato e finalizzato a favorire esclusivamente l'oligarchia della classe dominante.
2019-11-11 12:30:24
La paura della dittatura comunista è stata un forte collante per tutta l'Europa e non solo. Ora abbiamo sperimentato che perso questo, non rimane molto che ci accomuni.
2019-11-10 21:30:32
… in peggio..
2019-11-10 20:04:36
La caduta del muro dovrebbe far riflettere e sopratutto non dimenticare le origini di una maggioranza della sinistra italiana, nipoti dei padri del gulag 100 milioni di morti, causati da questa becera totalitaria ideologia!! ogni anno si celebra giustamente la giornata del ricordo per non dimenticare i campi, le reti, i forni,milioni di vittime e mai i gulag Troppo comodo !! un attento esame di coscienza a chi da sempre maschera le loro colpe ideologiche nefaste renderebbe più facile una civile convivenza . La storia serve sopratutto per riflettere e non farsi abbindolare da cattivi maestri del dividere per imperare!!! Nullità assolute, muri eretti con forza e pallottole per impedire la fuga verso la libertà La storia non è ipocrisia ma cruda verità Le ciarle millenarie sono dogmi per cervelli in vendita contrari al necessario progresso
2019-11-10 19:36:48
Per battere il nazifascismo ci sono voluti 5 anni di massacri, una guerra totale e 2 bombe atomiche, per battere il comunismo un Gorbaciov e un Woitila.