La politica non ha fatto valere la sua autonomia. Così qualche Pm ha agito in sintonia con certi partiti

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Egregio Direttore,
nei momenti cruciali riecco la magistratura in campo; nelle pagine del quotidiano che Lei dirige, il Dott. Nordio scrive che questa Istituzione fa il proprio mestiere, semmai la colpa è della politica che non legifera. 
Da Mani Pulite ad oggi rari politici osano parlare di riforme che questa istituzione avrebbe bisogno, sembra porti sfiga solo a nominarle, una sorta di cappa protettiva che la rende impenetrabile a modifiche. Pur non nei miei favori politici, tanto di cappello a Roberto Giacchetti che nel suo programma per la presidenza alle scorse primarie del PD aveva messo la necessità di una riforma della giustizia, che forse gli è stata fatale.
Mi scoccia che l'Italia sia stata, per un uso discutibile di questo ordinamento, privata di tante figure politiche che con altre visioni forse, avrebbero potuto rendere il nostro Paese diverso da questo che ci ritroviamo. Serena Pasqua.


Giuseppe Ave


Caro lettore,
come spesso mi capita la penso come Carlo Nordio. Non perché ignori il protagonismo di alcuni magistrati o sottovaluti lo strabismo politico di alcune inchieste giudiziarie. È sin troppo evidente che, in alcune fasi della recente storia di questo Paese, pezzi della magistratura abbiano operato in sintonia, se non addirittura in sinergia, con qualche partito. Ma se la politica avesse fatto valere la sua autonomia e avesse fatto la sua parte, anche sul piano legislativo, non saremmo arrivati a questo punto e ne avrebbe guadagnato l'equilibrio dei poteri. Non è invece accaduto nulla di tutto ciò. Anzi, soprattutto alcuni partiti, non hanno saputo far di meglio che corteggiare i magistrati perché si candidassero sempre più numerosi nelle loro liste.
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Domenica 21 Aprile 2019, 11:57






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5 di 17 commenti presenti
2019-04-24 07:04:47
Anche per contenzioso di tutti i giorni, occorrerebbe dare un freno a cause intentate per puro mobbing nei confronti di chi si sa vulnerabile psicologicamente e nel denaro scarso per pagare un avvocato...e venire poi assolto con formula piena.Il danno resta comunque.Dare un freno notevole alle cause temerarie , con richieste di denaro del querelante per ritirare denunce, e mantenute in calendario da PM...pignoli , che cercano il minimo appiglio per proseguire...o si distraggono per troppa fretta e troppi impegni..
2019-04-23 19:04:52
il dottor nordio ha poco da lamentarsi che i politici non hanno legiferato per la loro autonomia. perchè se io legifero ad esempio non rubare è inteso che non devo appropriarmi delle cose altrui e le due parole dicono già tutto. ma se poi il giudice comincia poi a fare dei distinguo perchè lui pensa che il non rubare sia da interpretare c'è poco da legiferare ed aggiungere capitoli di legge a quelle due semplici parole che dicono già tutto. ed un vero giudice dovrebbe essere completamente fuori dalla politica. dirò di più. un vero giudice non dovrebbe nemmeno far capire per quale partito vota o parteggia. ed anche per questo motivo non dovrebbe mai entrare in politica ed invece hanno al loro stesso interno più correnti politiche del parlamento stesso. un giudice che si permette di mettere sotto accusa un ministro per il semplice fatto che ha fatto il suo dovere dovrebbe essere mandato subito a casa.
2019-04-23 10:40:47
Giusto come controllo dei fatti, quale sarebbe il partito nelle cui file si candidano sempre più magistrati? i numeri dicono che i magistrati che si candidano sono in diminuzione.
2019-04-23 11:52:29
# domanda retorica immagino,visto che lo sanno anche i gatti: Partito Comunista Italiano ( P.C.I. Le altre sigle sono farlocche).
2019-04-23 16:21:10
scusa scettico, ma perché mai i magistrati dovrebbero candidarsi? gli conviene continuare a politicare con la toga addosso, senza vincolo né scadenza di mandato