Sono ingiustificabili 5 ore in attesa di un'ambulanza ma non prendiamocela con chi è in prima linea

Giovedì 9 Dicembre 2021
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Caro direttore,
scrivo per segnalare un episodio non solo spiacevole ma anche abbastanza grave, accaduto nella giornata di ieri 6 dicembre a Venezia al punto di primo soccorso in Piazzale Roma. In base al tampone effettuato alle ore 14.15 sono risultata positiva al Covid-19. Mi è stato comunicato dal personale sul posto che avrei dovuto attendere finché non vi fosse stata un'ambulanza disponibile che mi permettesse di rientrare al mio domicilio al Lido di Venezia. Ho quindi atteso pazientemente come indicato. Dopo circa un paio d'ore ho chiesto se non vi fossero dei servizi igienici disponibili, mi è stato risposto che non era previsto uno spazio ad hoc per chi è nella mia stessa situazione. Ho continuato ad attendere all'aperto che vi fosse un mezzo disponibile per scortarmi a casa ma solo alle 19.15, dopo 5 ore di attesa all'addiaccio sono stata ricondotta alla mia abitazione. Non intendo certo muovere accuse al personale, peraltro cortese e disponibile, ma mi chiedo se al posto mio ci fosse stata una persona anziana o molto più debilitata di me?


Angela Italiano


Cara lettrice,
cinque ore di attesa di un'ambulanza sono un tempo infinito e insostenibile anche per una realtà molto particolare e complicata dal punto di vista dei trasporti come Venezia. Tantopiù se a questo si aggiunge l'assenza (ingiustificabile) di servizi igienici. In questi giorni riceviamo molte lettere da chi si è recato nelle strutture allestite per vaccini e tamponi. Qualcuno elogia l'efficienza della macchina sanitaria e la dedizione del personale, altri, come nel suo caso, lamentano tempi lunghi o disorganizzazione. Segnalare malfunzionamenti ed errori è giusto e utile: aiuta i responsabili a correggere e migliorare il servizio nell'interesse di tutti. Continuate dunque a farlo: ascoltare la voce dei cittadini è fondamentale. È però bene anche ricordare che in questo particolare momento chi è in prima linea nell'attività di prevenzione e controllo del Covid, dagli operatori ai dirigenti, è chiamato a gestire una situazione e una pressione del tutto eccezionali. Ricordo solo qualche numero: nella sola giornata di martedì in Veneto sono stati somministrati oltre 47 mila vaccini. Mentre nell'ultima settimana sono stati effettuati circa 100mila tamponi al giorno in Veneto e 25mila in Friuli Venezia Giulia: le regioni nordestine sono tra l'altro quelle in cui viene effettuato il maggior numero di test in rapporto alla popolazione. Sappiamo bene che, soprattutto quando si parla di salute e sanità, la quantità della domanda non deve andare a discapito della qualità del servizio: i cittadini pagano le tasse e giustamente si attendono di essere curati e seguiti in modo adeguato, soprattutto se si tratta di anziani e bambini. E questa non è una pretesa, ma una aspettativa del tutto legittima. Basta associare ad essa anche la consapevolezza dello sforzo enorme che tantissime persone, ad ogni livello, stanno facendo in difesa della salute di tutti noi.

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