L'albero di Plessi e i bambini: giusto farli esprimere. Ma anche insegnar loro il valore delle cose e il rispetto

Giovedì 24 Dicembre 2020
L'albero di Plessi e i bambini: giusto farli esprimere. Ma anche insegnar loro il valore delle cose e il rispetto

Caro Direttore,
noto, a giudicare dai vostri articoli di questi ultimi giorni, che criticare l'albero di Plessi, anche avvicinandosi a leggere un cartello, è equiparabile ad un reato di lesa maestà. Per questo lei ha politicamente cestinato la mia lettera del 7 dicembre in cui criticavo l'opera e ancor più la scelta della localizzazione; localizzazione che ovviamente sfugge ai foresti - ancorchè assurti a posizioni di autorità - ma offende profondamente i veneziani. Mi chiedo che ne sarà dei bambini che hanno fatto i cartelli rimossi dalla Piazzetta dei Leoncini: basterà metterli nell'angolino, togliergli la paghetta, denunciare i loro genitori... non vorranno mica sculacciarli per lesa maestà?
Anna da Schio (Vi)


Cara lettrice,
ma davvero pensa che le sue opinioni siano talmente temerarie, scomode o urticanti da meritare l'onore e l'onere della censura, anzi di una censura politica? Non esageriamo: non basta vergare qualche riga contro l'albero di Natale di Fabrizio Plessi in piazza San Marco per assurgere al ruolo di martire della libertà di pensiero. Semplicemente non tutte le lettere, per ragioni di spazio, possono entrare in pagina.

È successo questa volta anche alla sua. Non se ne abbia a male. Sulla controversa opera di Plessi abbiamo pubblicato diverse opinioni, alcune anche molto critiche, e qualche giudizio positivo. Abbiamo dato spazio anche a Vittorio Sgarbi e Stefano Zecchi che hanno potuto esprimere liberamente la loro opinione sul tema. Sull'albero e sulla sua collocazione si è sviluppato un dibattito che ha attraversato la città di Venezia e a cui abbiamo dato spazio, convinti come siamo che il confronto, e non la saccente presunzione di essere depositari della verità, sia un elemento vitale di una comunità. Vale ovviamente per tutti. Anche per i bambini a cui nessuno può negare il diritto di manifestare aspettative, delusioni, richieste. Anzi. Ma a questi stessi bambini, ansiosi di far sentire la loro voce, qualche adulto potrebbe e spiegare il valore, non solo storico, anche di un pozzo di così rilevante importanza come quello di Piazzetta dei Leoncini. Che, proprio per questo, non può essere trasformato in un tazebao in cui ognuno può appiccicare quando e come vuole i propri pensieri o le proprie proteste, giuste o sbagliate che siano. Non è questione politica. E non servono castighi e reprimende. Basta la buona educazione. Civica e non solo.
Ps: un sereno Natale a tutti. Ne abbiamo bisogno

Ultimo aggiornamento: 17:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA