La storia non si fa con i se e i ma: la responsabilità dell'aereo abbattuto è dell'Iran, non di Trump

Martedì 14 Gennaio 2020
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Gentile Direttore,
in merito all’abbattimento dell’aereo ucraino in Iran, credo se ne debba dare la responsabilità sostanziale agli Stati Uniti e non all’Iran. Come sempre, l’America ha esportato democrazia uccidendo e portando guerra a casa d’altri e nell’ambito di una guerra, purtroppo, succede che l’aviazione civile ci vada di mezzo. È vero che a sparare contro l’aereo sono stati materialmente gli iraniani, per un clamoroso errore, ma se gli americani non avessero fatto il primo passo bellico in Irak, sarebbe successo?

Angelo Mercuri

Caro lettore,
la storia non si fa con i se e neppure con i ma. Seguendo il filo del suo ragionamento potremmo sostenere che, molto probabilmente, se qualche giorno prima dell’uccisione di Soleimani, migliaia di militanti sciiti filo-iraniani non avessero preso d’assalto l’ambasciata americana a Baghdad, riportando alla mente quanto accaduto 40 anni prima, la Casa Bianca non avrebbe deciso il blitz contro il generale iraniano, considerato l’ispiratore e il comandante fantasma di quelle manifestazioni e, più in generale, della strategia militar-espansionistica di Teheran. Di fronte a eventi così complessi e tragici, stabilire in modo netto il confine della ragione o di ciò che è giusto o sbagliato, è sempre molto difficile. Le guerre, tradizionali o asimmetriche che siano, non sono mai giuste. Possono essere necessarie o utili. E da questo punto di vista vanno valutate.
La responsabilità della morte di Soleimani è sicuramente di Trump che ha deciso l’attacco. Ma, altrettanto chiaramente, l’abbattimento dell’aereo ucraino è responsabilità degli iraniani che, seppur per errore, hanno lanciato il missile e colpito il velivolo provocando la morte di 176 civili del tutto estranei al conflitto in corso tra Usa e Iran. E non ha certamente giovato alla credibilità del regime di Teheran aver cercato di negare fino all’ultimo un proprio ruolo nel tragico evento. Questi sono i fatti. Naturalmente se si parte dal presupposto che gli Stati Uniti sono una sorta di regno del male, è quasi impossibile trovare un punto di equilibrio. Lei afferma che l’America «come sempre ha esportato democrazia uccidendo e portando guerra». Tesi non nuova. Ma la Repubblica Islamica Iraniana, con la sua politica espansionistica, con le morti seminate da Hezbollah, con gli assalti alle ambasciate occidentali, cosa esporta o cosa vuole esportare? È una domanda forse scomoda e politicamente scorretta, ma a cui provare a rispondere non è tempo sprecato.
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