L'accoglienza indiscriminata non è più possibile: lo stiamo verificando anche con l'emergenza Covid

Martedì 4 Agosto 2020
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Leggo la risposta che il direttore fornisce al sig. Cascone di Padova in materia di migranti e solidarietà: il problema che si pone è la ridistribuzione fra i paesi dell’Europa dei flussi migratori con riferimento all’accordo di Malta. Di sicuro la redistribuzione dei migranti in periodo Covid risulta impossibile da attuare per cui coloro che sbarcano sulle nostre coste sono a carico nostro. Lei direttore pone delle questioni, osserva che in mancanza di un aiuto europeo è necessario “imporre dei limiti più severi di quelli attuali”, con la consapevolezza che occorre aver chiaro che tipo di aiuto o meno avremo dall’Europa e quindi agire di conseguenza con strategia e non slogans. Mi sorge un dubbio: tutti questi miliardi concessi all’Italia non sono anche in parte un aiuto economico per fronteggiare e mantenere i migranti a casa nostra? Parliamoci chiaro i soldi vengono concessi sulla carta per presentare progetti di riforma sostanziale per modificare la struttura base del paese Italia in materia di giustizia, lavoro, fisco, infrastrutture insomma un contributo per modernizzare lo Stato con riferimento all’arretratezza presente in alcune aeree specialmente al sud. Poi visto che da soli non possiamo farcela proponga Lei direttore qualcosa di concreto per fermare gli sbarchi perché siamo tutti d’accordo nel lanciare gli allarmi però non vorrei che qualche categoria si limitasse soltanto a questo. Io propongo per esempio se non è possibile la ridistribuzione di fermare i soggetti con blocco navale ai limiti delle coste dei loro stati. 
Romano G.

Caro lettore, 
siamo tutti consapevoli che non è un problema semplice da affrontare e ancor più da risolvere. Che ci sono difficoltà politiche, problemi etici, relazioni internazionali da considerare. Realizzare un vero ed efficace blocco navale, presidiando cioè tutto il Mediterraneo, è più facile da immaginare che da realizzare. Credo che sarebbe più opportuno vietare l’ingresso in Italia ed agire di conseguenza. Chi arriva e non ha i requisiti per rimanere nel nostro Paese, viene riportato nel Paese di residenza. Mi rendo conto che si tratta di una scelta onerosa da molti punti di vista e anche politicamente criticabile. Ma vorrei capire quali sono le alternative. Se gli altri paesi europei non accettano la redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia, non si può fare diversamente. Lo verifichiamo in questi giorni: con l’emergenza Covid l’accoglienza indiscriminata non è praticabile. E non è accettabile innanzitutto dalle popolazioni che devono in prima istanza sopportare i disagi e le conseguenze di queste ondate di arrivi. Ripeto quello che ho già scritto: non si tratta di fare speculazioni politiche, ma di assumersi la responsabilità di scelte difficili e anche impopolari (almeno nei confronti di una parte dell’elettorato), ma non ci sono alternative. L’unica cosa che non possiamo permetterci è far finta di niente. © RIPRODUZIONE RISERVATA