Il 25 aprile una festa di tutti piegata agli interessi di parte. Come la canzone "Bella Ciao"

PER APPROFONDIRE: 25 aprile, bella ciao, lettera, papetti
Caro direttore,
ecco il 25 Aprile, forse la data che indica il giorno più paradossale del calendario per quanto attiene alla storia d'Italia: l'Anniversario della Liberazione. Una giornata che dovrebbe rappresentare il momento più importante di unione per un popolo tornato alla libertà dopo anni di dittatura e una guerra disastrosa, porta invece ancora oggi, a più di settant'anni, il germe della discordia e della divisione. Il motivo a mio modo parere è che anziché vedere il 25 Aprile come un simbolo di libertà e democrazia, valori sui quali tutti possiamo concordare tranne piccole frange di irriducibili nostalgici che la storia ha emarginato, lo si vuole connotare politicamente. Ecco quindi che da sinistra lo si festeggia evidenziando il contributo degli uomini che diedero vita alla lotta partigiana, dimenticando che non tutti i partigiani erano di sinistra e che l'Italia venne liberata dagli Alleati e nascondendo anche i lati meno nobili della Resistenza che ebbe però sicuramente il grande merito di rappresentare un momento di riscatto per un popolo che fino al 25 luglio del 1943 era stato pressoché interamente fascista.

Da destra invece si vede nel 25 Aprile la data che segnò la sconfitta del nazi-fascismo e quindi degli uomini e delle donne che per il fascismo e per la Repubblica Sociale combatterono e morirono. A quei caduti si vorrebbe fosse riconosciuta la buona fede e quindi la stessa dignità di coloro che si immolarono per la libertà, dimenticando però che la buona fede non può giustificare una scelta di campo sbagliata a fianco di chi volle la guerra, le leggi razziali e i campi di sterminio. In conclusione il 25 Aprile dovrebbe essere la festa di tutti, la festa del domani, da cui ripartire per costruire una Italia migliore partendo dalla nostra Carta Costituzione e ricordando le parole di Pietro Calamandrei: Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. Calamandrei disse dovunque è morto un italiano quindi penso che si possa tranquillamente continuare a intonare O bella ciao senza dimenticare che il primo grande atto di Resistenza fu quello della Divisione Acqui che a Cefalonia fu massacrata perché, in nome del giuramento fatto al Re e alla loro dignità di soldati, rifiutò di consegnare le armi ai tedeschi.

Maurizio Conti
Portogruaro (Ve)



Caro lettore,
sono d'accordo con lei. Purtroppo quella che dovrebbe essere una festa di tutti viene ogni anno piegata alle esigenze tattiche del momento e diventa l'occasione non per affermare e festeggiare ciò che ci unisce, ma per sottolineare ciò che divide. Anche a Bella Ciao del resto è toccata la stessa sorte. Questa canzone deve la sua fortuna e popolarità anche al fatto che, a differenza di altri brani più noti della Resistenza, era poco o nulla connotata politicamente. Il suo testo non contiene riferimenti di parte, alla lotta di classe o a bandiere di qualche colore. E' solo contro l'invasore, di cui l'Italia si doveva liberare. Un elemento unificante e trasversale. Ma anch'essa, come bene sappiamo, è stata trasformata in una canzone di parte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 24 Aprile 2019, 05:05






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Il 25 aprile una festa di tutti piegata agli interessi di parte. Come la canzone "Bella Ciao"
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 26 commenti presenti
2019-04-26 10:07:15
Diario di Fania Fenelon,cantante lirica e cabarettistica "Ad Aushwitz c'era un'orchestra" con film interpretato da Vanessa Redgrave. I Capi ss volevano da Lei, spesso ,"...Un bel di' vedremo levarsi un fil di fumo"con intenzioni non certo artistiche ma canzonatorie della sorte nei crematori. Che facciamo, aboliamo la Turandot dai palinsesti dell'Opera ???'Nlelfilm Shindler lList si vede ed ascolt ala serie4 di musichette allegre che accompagnavano diffuse da altoparlanti le famigerate selezioni.Ce la pigliamo con gli autori di quelle musichette, ?'.
2019-04-25 12:42:27
Ad essere pignoli gli invasori, con i ripetuti sbarchi in Sicilia, Calabria, Salerno, Anzio erano gli anglo-americani, senza contare i vari alleati franco-marocchini, neozelandesi, indiani, brasiliani, polacchi, etc. I tedeschi erano "graditi ospiti" (almeno fino all'8 settembre). Corsi e ricorsi ?
2019-04-25 12:06:09
Purtroppo la festa del 25 Aprile è stata anch’essa egemonizzata dalla sinistra come la bandiera arcobaleno. Questa parte politica sta vivendo da settanta anni di rendita sbandierando l’antifascismo come fosse una sua proprietà. Non hanno capito che hanno stufato tutti, basta vedere quanti sono gli italiani che scendono nelle piazze a festeggiare questa data. Se non ci fosse la costrizione di qualche scolaresca sarebbero quattro gatti. Spiace dirlo ma l’ANPI è diventata un’associazione, come la CIGL, al solo ed esclusivo servizio della sinistra, ignorando che la resistenza e l’antifascismo non è una proprietà di una parte ma di tutti gli Italiani. Spiace constatare che gli unici che si esaltano per queste ricorrenze sono solo i giullari, lautamente pagati, dei partiti di sinistra che ancora assediano la maggioranza dei posti di divulgazione delle notizie, RAI in primis.
2019-04-25 08:36:45
Un tempo festeggiavo il 25 aprile: tutta la classe a messa con il grembiule, la bandiera con il maestro e i portabandiera vicino all'altare. Poi tutti in processione al monumento ai caduti per l'orazione del sindaco e dei rappresentanti degli ex combattenti ed ex partigiani. Gli ex deportati stavano in silenzio, ancora atterriti dai ricordi, non parlavano. Poi e' diventata la festa della sinistra che con una manovra politica, dal '68 ha iniziato ad impossessarsi della festa, estromettendo tutti gli altri. Da allora non festeggio piu'.
2019-04-25 09:58:07
Invece festeggiamola impedendo che ialefici trinariciuti se ne approprino. Il 5aprile appartiene ai nostri genitori, nonni e di tutti coloro che hanno avuto la forza e il coraggio di conquistare qella libertà che il comunismo voleva scipparci.