Selvaggia Lucarelli e il post sui tassisti di Roma: "Altro che Uber, scioperate contro i colleghi furbetti"

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Selvaggia Lucarelli e il post sui tassisti di Roma: "Altro che Uber, scioperate contro i colleghi furbetti"
«Io non ce l'ho con i tassisti, giuro, è che proprio ce la mettono tutta per non farsi amare. Tutta. Tutte le settimane vado a Roma e tutte le settimane devo prendere dei taxi dalla stazione». Comincia così il racconto delle disavventure romane della giornalista Selvaggia Lucarelli che posta su Facebook uno sfogo contro i futbetti delle auto bianche.
 


«La prima settimana arrivo a Roma con due valigie, salgo sul taxi, arrivo a destinazione, sono 14 euro e il tassista mi fa: «So' 14, 16 co' le valigie».
Lì per lì pago senza chiedere spiegazioni perché non ricordo la politica romana in proposito, poi in hotel leggo dietro alla ricevuta del taxi "«La prima valigia è gratis, le successive costano 1 euro l'una». Mi ha fregato un euro, ok.
Il tassista del ritorno il giorno dopo, onesto, mi fa pagare un euro la seconda valigia. Ritorno a Roma questo sabato.
Appena salita il tassista comincia a spiegarmi che ci sono problemi di viabilità "per il papa", che non si sa cosa voglia dire ma vabbè. Poi per Roma-Napoli. Poi, prima di decidere la strada premette "Non so se conoscete Roma...", giusto per sondare. Gli dico "Sì, sono romana". "Ah".
Taglia per il centro e all'altezza su via Arenula inizia: "Tra poco ricominciamo lo sciopero". "Si rifermano i taxi?"
"E pe' forza. Lei lo sa quanto chiedeva Uber alla gente pe' anná all'aeroporto durante lo sciopero? 280 euro! Capito?". "Ah.". Capisce che con me casca male e interrompe lo spot anti Uber.

«Senta la lascio all'incrocio co' Via Crescenzio, le va bene uguale? - continu a raccontare la Lucarelli -  A quel punto il mio fidanzato apre il navigatore e gli spiega che se taglia prima per una via arriva direttamente davanti all'hotel".
Sai com'è, piove a dirotto. "Ah, hai messo er navigatore!?". "Sì.". Visibilmente scocciato fa come dice Lorenzo e arriva davanti all'hotel. "15, 17 co' le valigie.".
Gli diciamo educatamente: "Scusi, la prima valigia è gratis, quindi dovrebbe essere 16, no?". Silenzio. Poi si ripiglia.
"Ah perché nun c'avete tre valigie? " No, due. Me so' sbajato, però guardate visto che pensate che io ve sto' a frega' ve le regalo pure!". Veramente non abbiamo detto nulla, solo che avevamo due valigie e la prima è gratis.
No,no, nun c'è problema, tiè er resto, ve l'ho regalate.". Il tutto detto con insopportabile irritazione.
Ora, io al tassista non ho detto "Sei in disonesto" perché conosco i soggetti come lui e non volevo litigare, ma davvero, è sempre la stessa storia, amici tassisti.

E conclude con un consiglio ai tassistii di Roma: «Le filippiche e gli scioperi su Uber fateli pure, io però inizierei con gli scioperi nei confronti dei colleghi che distruggono la reputazione della categoria. E non è certo l'euro il problema. Il problema è sempre questa sgradevole sensazione di dover salire su un taxi stando attenti che il tassista non provi a fotterti mentre ti spiega come Uber prova a fottere lui».
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Lunedì 6 Marzo 2017, 10:34






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2 di 2 commenti presenti
2017-03-06 15:25:25
Uber rimane una sanatoria di massa, gente che faceva l'abusivo fino al giorno prima e poi, per magia della silicon valley, diventa regolare. New economy, io lavoro per un tozzo di pane, tu incassi e non paghi le tasse in Irlanda o simili, l'ennesima guerra tra poveri. Dopo che hai pagato una licenza decine e decine di migliaia di euro, ci sta che il primo che passa ti porti via il lavoro, aggirando le regole con una app? NO!
2017-03-06 11:20:35
corretto ! si poteva sintetizzare in predicare bene e razzolare male