Francesco Pannofino protagonista di corto su Sclerosi Tuberosa

Circa 1 persona su 6.000 nasce con la ST e più di 1 milione nel mondo ne soffre

Mercoledì 18 Maggio 2022
Francesco Pannofino protagonista di corto su Sclerosi Tuberosa

Libero è un ragazzo affetto da Sclerosi Tuberosa che sogna di trovare un lavoro, emanciparsi e andare a vivere con i suoi amici ad Ostia. Questa la storia raccontata nel film breve «Libero – The rhythm of my life» diretto da Maurizio Rigatti e prodotto dall’ associazione Sclerosi Tuberosa Aps e da Unicorno Visioniparallele, in collaborazione con Alfiere productions di Daniele Urciuolo. Il progetto, le cui riprese sono da poco terminate, è stato presentato in occasione del 25esimo anniversario dell’associazione di famiglie che si occupa di questa rara malattia genetica che comporta la proliferazione di tumori benigni in diversi organi e tessuti, andando a comprometterne le funzionalità, principale causa genetica di epilessia e disabilità intellettive.

Il giovane attore scelto per interpretare il protagonista è Brando Pacitto, noto per aver recitato nelle serie «Braccialetti Rossi» e «Baby», e nei film «L’Estate addosso» di Gabriele Muccino e «La Svolta» di Riccardo Antonaroli, da pochi giorni disponibile su Netflix.

Nel cast anche Anna Ferruzzo, Pietro Bontempo, Matteo Guadagno e l’amichevole partecipazione di Francesco Pannofino. «Il cinema è raccontare storie e ogni autore sceglie quali, in base alla propria sensibilità e visionarietà. Da sempre sono dalla parte delle minoranze, delle persone che non hanno voce e ormai da anni sostengo la missione dell’associazione Sclerosi Tuberosa Aps. Questo corto rappresenta una nuova occasione per ricordare a tutti che raro non è invisibile», così Maurizio Rigatti, da anni impegnato nella comunicazione per il sociale tra cinema e teatro.

«Circa 1 persona su 6.000 nasce con la ST e più di 1 milione nel mondo ne sono affette. Purtroppo gode di scarsa attenzione da parte di politica, sanità e aziende farmaceutiche. Benché siano stati fatti importanti progressi clinici e genetici, la malattia è attualmente senza cura: si possono trattare alcuni sintomi, ma non si può prevederne l’evoluzione e le sue manifestazioni. La speranza è affidata alla ricerca e una maggiore attenzione delle politiche socio-sanitarie», così Francesca Macari, Presidente dell’associazione.

Il corto è sceneggiato da Alessandra Arcieri, mentre la direzione della fotografia è di Gianni Mammolotti, i costumi di Stefano Giovani, le musiche di Luca Longobardi e il montaggio di Maurizio Baglivo. Tra i partner tecnici Cda Studio Di Nardo, Skate Park di Ostia, Gruppo Todis di Ostia, Upside Agency e Rea Academy.

Ultimo aggiornamento: 14:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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