Genitorialità gentile, l’esempio di Hannah: «No alle punizioni, i figli decidono se fare i compiti, si creano le loro regole e scelgono cosa studiare»

Mercoledì 29 Novembre 2023 di Hylia Rossi
Genitorialità gentile, l’esempio di Hannah: «No alle punizioni, i figli decidono se fare i compiti, si creano le loro regole e scelgono cosa studiare»

Hannah Megan, 34 anni, è una mamma con tre figlie in età scolare. Nessuna delle tre, però, va a scuola nel senso più tradizionale del termine. Infatti, è lei stessa a insegnare loro ciò di cui hanno bisogno dato che, a suo dire, il sistema educativo non è altrettanto efficace. Ma non è finita qui, perché i metodi di Hannah sono diversi dal solito anche per ciò che riguarda tutti gli altri aspetti relativi all'essere genitori

Come fare i genitori secondo Megan

La 34enne fa riferimento al "gentle parenting", vale a dire la genitorialità gentile, un approccio alla cui base c'è la totale assenza del concetto di punizione e la necessità di lasciare i figli liberi di prendere decisioni riguardanti la propria vita, su ciò che vogliono o non vogliono fare. 

Tramite una serie di video, Hannah ha spiegato in cosa consiste il metodo della genitorialità gentile, come funziona l'educazione da casa e, soprattutto, quali sono i benefici per i propri figli.

@hannahhomeeducates Living without reward and punishment IMO makes relationships more genuine and authentic because we’re not treading on eggshells around each other or manipulating each other. If you’d like to know the steps I take when I do feel one of my kids needs to learn something important, let me know! #gentleparenting #nopunishments #respectfulparentinghack #gentleparentinghack #positiveparentingtips101 #gentleparentingtips @hannahhomeeducates ♬ original sound - Hannah Home Educates

 

L'istruzione democratica

«Vivere senza premi e punizioni rende le relazioni più autentiche e genuine», dice Hannah, «perché non dobbiamo sempre stare sull'attenti quando abbiamo a che fare con gli altri, né c'è necessità di manipolare». In uno dei suoi video, infatti, la mamma affronta un concetto estraneo a moltissimi genitori e che viene visto con sospetto dai più: l'assenza di punizioni

Hannah spiega come affrontare le situazioni in cui normalmente si ricorrerebbe a una punizione e propone delle soluzioni alternative: «Per far si che non ripetano un certo comportamento utilizzo sempre il concetto di "conseguenza naturale".

In pratica non c'è bisogno che io faccia niente, lascio che le conseguenze delle loro azioni parlino da sé, narrandole per far capire meglio come determinate azioni abbiano causato ciò. Poi, spiego come il loro comportamento mi ha fatto sentire».

«Però», sottolinea Hannah, «non faccio seguire alle mie parole qualcosa di completamente scollegato al discorso, come il fatto che non potranno guardare la tv o usare l'iPad per una settimana. Non è che io voglia essere sempre dolce e carina con loro, ma credo che uno degli strumenti più potenti che abbiamo per modificare i comportamenti sia il senso di colpa, quello spontaneo e naturale».

L'istruzione democratica

Per quanto riguarda l'istruzione dei propri figli, l'approccio usato da Hannah, che lavora nell'ambito del marketing, si basa su alcuni principi generali. Innanzitutto, la mamma sottolinea l'importanza del risvolto pratico dell'insegnamento per cui, ad esempio, per migliorare in matematica ci si esercita a convertire tra diverse valute di denaro. Inoltre, i gruppi di insegnamento sono "democratici", il che vuol dire che sono i giovani a scegliere cosa imparare, i compiti sono opzionali e l'insegnante (o gli insegnanti) sono sottoposti a colloquio da parte degli studenti. 

Si tratta di momenti di discussione e confronto e Hannah afferma che la priorità numero uno è quella di far si che i propri figli abbiano fiducia in se stessi e migliorare la comunicazione. Infatti, riguardo le sue bambine, Hannah spiega: «Loro sono ben educate perché le tratto come adulte». C'è anche un altro risvolto della questione, riguardante l'importanza della scelta: «Dico sempre alle mie bambine che possono iniziare ad andare a scuola, se è quello che vogliono».

Poi, Hannah aggiunge: «Siamo così abituati a controllare i bambini. Il 40% dei lavori che i nostri figli faranno, non sono ancora stati inventati, eppure insegniamo loro nozioni fuori dal tempo in ambienti sterili con soli banchi e sedie. A casa possono imparare ciò che è rilevante e significativo, capire come gestire il budget, cucinare. Quando viaggiamo, sperimentiamo e leggiamo su culture e religioni diverse». 

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