Brexit, Coldiretti: con esercito salvi 3,6 miliardi di export Italia

Lunedì 4 Ottobre 2021
SHOWCASE - Brexit, Coldiretti: con esercito salvi 3,6 miliardi di export Italia

«Il Made in Italy in Gran Bretagna nel 2021, a causa delle difficoltà generate dalla Brexit, per la prima volta da almeno un decennio, risulta in calo (-2%)». È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat in riferimento alle difficoltà di approvvigionamento Oltremanica per benzina e cibo. «L'arrivo dell'esercito e la concessione di nuovi visti per gli autotrasportatori stranieri, per garantire le forniture di cibo e benzina,- si legge- salva anche 3,6 miliardi di export annuale di agroalimentare».

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La Gran Bretagna - sottolinea la Coldiretti - si classifica al quarto posto tra i partner commerciali dell'Italia per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino, con il prosecco in testa, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono - continua Coldiretti - i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell'olio d'oliva. Importante anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano.

Nel primo semestre del 2021 le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna sono calate, in netta controtendenza all'aumento del 12% che si è registrato in valore sul mercato mondiale secondo l'analisi della Coldiretti su dati Istat. A pesare è stato - precisa la Coldiretti - il calo delle spedizioni dall'Italia di pasta (-27%) salsa di pomodoro (-14%), di formaggi (-6%) e vini e spumanti (-2%). A frenare l'export alimentare nazionale in Uk secondo l'analisi della Coldiretti sono le difficoltà burocratiche ed amministrative che interessano le nuove procedure doganali e riguardano anche l'aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli.

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La mancanza di trasportatori - continua la Coldiretti - pesa sulla filiera agroalimentare con la Gran Bretagna che produce appena la metà del cibo che consuma ed è costretta pertanto a ricorrere alle importazioni dall'Unione Europea (30%), dalle Americhe (8%), dall'Africa (4%), dall'Asia (4%), da altri paesi del mondo. Le difficoltà nei rapporti tra Gran Bretagna ed Unione Europea., conclude l'organizzazione, rischiano peraltro di favorire l'arrivo di cibi e bevande extracomunitarie non conformi agli standard sicurezza Ue ma anche contraffazioni ed imitazioni dei prodotti alimentari Made in Italy, dal Parmigiano al Chianti. 

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA