Un asteroide più grande della Tour Eiffel passerà "vicino" alla Terra l'11 dicembre

I calcoli della Nasa dicono che il corpo celeste si avvicinerà fino a 3,9 milioni di km dalla Terra, circa dieci volte la distanza tra la Terra e la Luna

Martedì 30 Novembre 2021
Un asteroide enorme (più grande della Tour Eiffel) passerà "vicino" alla Terra. E per la Nasa è «potenzialmente pericoloso»

La distanza è infinitamente grande. E per questo i rischi sono nulli. Ma l'11 dicembre un asteroide che la Nasa definisce «potenzialmente pericoloso» passerà "vicino" alla Terra: si chiama 4660 Nereus, è grande poco più della Tour Eiffel ed è più grande del 90% degli asteroidi conosciuti. In realtà per "vicino" si intende una distanza di 3.9 milioni di chilometri dalla Terra, circa dieci volte la distanza tra la Terra e la Luna. Per sicurezza comunque gli scienziati della Nasa monitorano con molta attenzione la situazione. Anche perché, spiega la Nasa, l'impatto di un asteroide di quelle dimensioni avrebbe effetti devastanti per il nostro pianeta.

La missione Dart

4660 Nereus è stato scoperto dagli astrofisici nel 1982. Fa parte del gruppo Apollo. Ha un'orbita solare che dura 664 giorni. Nei giorni scorsi intanto è partita Dart (Double Asteroid Redirection Test), la prima missione spaziale con l'ambizioso obiettivo di dimostrare la possibilità di proteggere il pianeta da un eventuale asteroide pericoloso. Lanciata questa mattina dalla base californiana di Vandenberg con un razzo Falcon 9 della SpaceX, la sonda della Nasacon è diretta verso un sistema di due asteroidi composto da Didymos, il più grande, attorno al quale ruota il piccolo Dimorphos.

Quando Dart sarà arrivata a destinazione, fra 11 mesi, dovrà colpire come un proiettile Dimorphos per modificarne l'orbita. A osservare il tutto sarà un piccolo satellite fotoreporter tutto italiano, LiciaCube, dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi): dovrà filmare l'impatto per valutare la riuscita della missione. Seppur molto rari, eventi catastrofici come l'impatto di comete o grandi asteroidi sono sempre possibili (ne sanno qualcosa i dinosauri) e di tanto in tanto arriva qualche avvertimento, come l'impatto di Tunguska nel 1908 o quello di Cheliabinsk del 2013.

Perché allora non provare a capire se sia possibile fare qualcosa per deviare un eventuale asteroide in rotta di collisione con la Terra? Il primo test del genere è la missione Dart. «È un banco di prova importantissimo in cui valuteremo la possibilità di poter deviare un asteroide attraverso l'impatto con una sonda», ha detto Barbara Negri, responsabile dell'unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell'Asi, nell'evento organizzato dall'Asi in occasione del lancio. Dart impiegherà 11 mesi per raggiungere Dimorphos, dal diametro di 170 metri. Lungo il suo viaggio la sonda sarà accelerata da un mix di motori a propulsione tradizionale e degli innovativi propulsori a ioni per impattare l'asteroide a una velocità di 21.000 chilometri orari. Si stima che l'urto produrrà una variazione quasi impercettibile della velocità di Dimorphos, di appena 0.4 millimetri al secondo: una piccola variazione, ma che nel tempo si tradurrà in uno scostamento sempre più evidente dalla traiettoria iniziale.

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«Una missione semplicemente straordinaria», ha commentato l'astronauta Luca Parmitano, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Circa 10 giorni prima dell'impatto entrerà in scena LiciaCube, il piccolo satellite tutto italiano che, una volta separatosi da Dart, si muoverà autonomamentente per filmare l'impatto con le sue due telecamere Leia (Liciacube Explorer Imaging for Asteroid) e Luke (Liciacube Unit Key Explorer). Realizzato negli stabilimenti di Torino di Argotec per conto di e in collaborazione con l'Asi, LiciaCube sarà il satellite italiano ad operare più lontano dalla Terra e sarà gestito da una squadra tutta italiana che comprende Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Politecnico di Milano, le Università di Bologna e Parthenope di Napoli e l'Istituto di Fisica Applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze. «Siamo davvero orgogliosi di essere a bordo di una missione della Nasa così ambiziosa e di futura utilità per la difesa planetaria», ha detto David Avino, amministratore delegato di Argotec. «Il prossimo appuntamento - ha proseguito - è fissato per l'autunno 2022 quando, dal nostro centro di controllo di Argotec a Torino, supporteremo in tempo reale le attività del satellite».

Il presidente dell'Inaf Marco Tavani si è detto «davvero felice che l'Italia contribuisca in modo significativo a questa missione con il nano-satellite LiciaCube e con suo il team scientifico coordinato dall'Inaf», con Elisabetta Dotto. Dart è la prima di due missioni del più vasto programma Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment) che punta a verificare se l'impatto di sonde kamikaze, usate come dei proiettili contro gli asteroidi minacciosi, possa davvero essere una strategia vincente. Nel 2024 sarà infine il momento di Hera, una missione Nasa ed Esa che andrà ad analizzare da vicino il sistema di asteroidi visitato da Dart per misurare in dettaglio quanto la missione sia stata efficace nel deviare la traiettoria di Dimorphos.

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