Cioccolato assolto, mal di testa e fake news sull'alimentazione dei bambini

Domenica 29 Agosto 2021
Cioccolato assolto, mal di testa e fake news sull'alimentazione dei bambini

Niente alimenti vietati e cioccolato assolto, queste le conclusioni di uno studio del Bambino Gesù. Che l'assunzione di cioccolato possa scatenare un attacco emicranico non è mai stato dimostrato. Gli studi «provocativi» - effettuati cioè tramite la somministrazione dell'alimento al fine di provocare l'attacco emicranico - hanno dato esito negativo. A ripercorrere la letteratura scientifica sul rapporto tra alimentazione ed emicrania pediatrica smentendo alcuni falsi miti è una ricerca dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, pubblicata su Nutrients.

Circa il 10% della popolazione pediatrica, un bimbo su 10, soffre di emicrania. L'emicrania pediatrica ha un'origine genetica. In circa il 5% dei bambini che ne soffrono si può sviluppare una forma cronica che ha un notevole impatto sulla qualità di vita.

Tra i fattori scatenanti dell'attacco emicranico sono compresi anche quelli alimentari. Non esiste però una lista di alimenti vietati uguale per tutti. Solo la verifica nel singolo bimbo di un rapporto fra l'assunzione di un dato alimento e la comparsa del mal di testa può far nascere questo sospetto. La stessa cosa del cioccolato vale per il glutammato di sodio, usato nella cucina cinese. Si parla infatti spesso di «sindrome del ristorante cinese» per indicare la comparsa di un attacco emicranico, ma non ci sono evidenze scientifiche, come per i dolcificanti.

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Diverso è il discorso per la caffeina, contenuta in alcune bevande gassate che anche i bimbi consumano, e l'alcol (per gli adulti), la cui possibile azione scatenante l'attacco emicranico risulta meglio documentata. Per quanto riguarda la caffeina, non solo l'eccessivo consumo, ma anche la sua sospensione rapida può scatenare il mal di testa.Secondo i ricercatori è sbagliato togliere questi alimenti a tutti coloro che soffrono di emicrania, ma di volta in volta si deve, secondo quanto Massimiliano Valeriani, responsabile di Degenza neurologica che ha coordinato la ricerca, «chiedere alla famiglia di verificare se esista un rapporto costante fra l'assunzione di un certo alimento e la comparsa, in breve intervallo, di mal di testa.

 

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Solo in questo caso si potrà procedere a togliere quello specifico alimento dalla dieta. Inoltre spesso i bambini emicranici vengono sottoposti a esami per allergie e intolleranze per alimenti come pomodoro, semi (nocciole, arachidi), lattosio, nichel, glutine che però non hanno nulla a che vedere con l'emicrania». Occhio invece al peso in eccesso, che può peggiorare la severità dell'emicrania. In un precedente studio condotto dai neurologi del Bambino Gesù è stato dimostrato che un'elevata frequenza di attacchi emicranici (maggiore di 5 al mese)interessa circa il 65% dei bambini in sovrappeso contro il 35% di quelli di peso normale. 

Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA