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Pedopornografia, professore smascherato: colossale archivio di immagini. Il mistero della sim usata da un 14enne

Il prof di 65 anni è residente a Cisterna di Latina, il ragazzo a Sezze

Giovedì 23 Giugno 2022 di Marco Cusumano
Pedopornografia, professore smascherato: sequestrato colossale archivio di immagini

Un enorme archivio con immagini e video legati alla pedopornografia è stato scoperto dagli investigatori della polizia postale che indagano su una vasta rete che utilizza il web per scambiare il materiale.

L’indagine, affidata al sostituto procuratore della Repubblica di Roma Pantaleo Polifemo ed estesa a livello nazionale, ha toccato anche la provincia di Latina dove sono state effettuate diverse perquisizioni per individuare l’enorme mole di file illeciti, tentando di ricostruire la rete di scambio. Nel mirino, in particolare, un ex insegnante di 65 anni, da poco in pensione, che vive a Cisterna di Latina. Gli agenti sono piombati a casa sua per effettuare una perquisizione che ha dato esito positivo: l’uomo custodiva una notevole quantità di file con immagini e video particolarmente scabrosi, con protagonisti anche minorenni. Il tutto, secondo la ricostruzione, veniva recuperato attraverso una fitta rete di canali Telegram all’interno dei quali viene pubblicato il materiale pedopornografico che poi rimbalza tra i computer e i telefonini di migliaia di persone. Una vergognosa rete gestita da criminali che, in alcuni casi, si occupano anche di produrre filmati violenti in base alle richieste degli “utenti”, così come emerso da altre indagini.


Il blitz della polizia nella casa dell’ex insegnante non è stato l’unico. I poliziotti hanno localizzato anche un’altra utenza, una sim mobile utilizzata per scaricare materiale pedopornografico, individuando l’intestatario residente nel Comune di Sezze. Al momento gli investigatori hanno però scoperto che il reale utilizzatore della sim è il figlio dell’intestatario, un ragazzo di appena 14 anni. Il materiale salvato è stato sequestrato e ora la posizione del giovane sarà vagliata dalla competente Procura dei Minori. 


L’indagine, che interessa diverse regioni italiane, è in pieno svolgimento e si mantiene il giusto riserbo per evitare che l’attività investigativa venga compromessa dalla diffusione di dettagli. Gli investigatori, notando un flusso di dati particolarmente intenso, hanno concentrato l’attenzione anche su una serie di utenze della provincia di Latina, dove sarebbero indagate altre persone, oltre all’ex insegnante di Cisterna e al ragazzo di Sezze.
La piattaforma di Telegram, considerata tra le più “sicure” da un punto di vista tecnico, si conferma anche la più utilizzata per lo scambio di materiale illecito in gruppi che cambiano continuamente nome, nel tentativo di sfuggire agli investigatori. Ma stavolta la fuga “virtuale” è stata inutile.
 

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA