Latina, concorsi truccati alla Asl. Arrestato anche il segretario Pd Moscardelli. L'ordinanza e le intercettazioni

Giovedì 1 Luglio 2021 di Vittorio Buongiorno
Latina, concorsi truccati alla Asl. Arrestato anche il segretario Pd Moscardelli

Questa mattina, militari della Guardia di Finanza e agenti della Squadra Mobile della Questura di Latina hanno dato esecuzione a una nuova un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip di Latina per la vicenda dei concorsi truccati. Il provvedimento è stato notificato a Claudio Rainone, classe 1962, dirigente Asl, già agli arresti domiciliari e a un politico locale, indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Si tratta del segretario provinciale del Pd, Claudio Moscardelli.

Concorsi truccati alla Asl, le indagini

Le indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Latina alla Sezione anticorruzione della Squadra Mobile e al Nucleo di Polizia Economico finanziaria della Guardia di Finanza si riferiscono in particolare alle irregolarità riscontrate nella procedura concorsuale riguardante il Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di 23 posti di collaboratore amministrativo professionale – Cat. D, indetto in forma aggregata tra la ASL di Frosinone, Latina e Viterbo.

Il 21 maggio scorso, all’esito delle prime risultanze investigative, il Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, rispettivamente presidente e segretario della commissione per il concorso in argomento, erano stati colpiti da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, poiché vario titolo indagati dei reati di falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

In particolare, dalle indagini è emesco che Rainone, in qualità di Presidente della Commissione del citato concorso, nei giorni precedenti alla prova orale, rivelava gli argomenti che sarebbero stati oggetto di esame.

Nel proseguo delle indagini, sono stati identificati con certezza sei concorrenti, che hanno beneficiato di tali rivelazioni, indagati a vario titolo dei reati di abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. I nuovi approfondimenti investigativi hanno permesso di riscontare come due di questi candidati venivano segnalati da un politico locale, appunto il segretario provinciale del pd Claudio Moscardelli, il quale con lo stesso dirigente dell’Asl di Latina s’impegnava, in cambio, a promuovere presso la Regione Lazio, la di lui nomina a direttore amministrativo dell’Asl, incarico che in effetti il citato ha rivestito quale facente funzioni dal mese di Dicembre 2020 al mese di Aprile 2021.

In tale contesto, Rainone, in veste di presidente della commissione rivelava ai predetti candidati gli argomenti che avrebbe proposto alla prova orale, nonché ritardava l’approvazione della graduatoria dello stesso concorso al fine di posticiparla rispetto alla sua nomina di Direttore Amministrativo, in modo tale da potere individuare lui stesso i luoghi di destinazione lavorativa dei neo assunti.

Moscardelli è stato tradito dai contatti con Claudio Rainone. Nei telefoni sequestrati è stato trovato un messaggio addirittura del maggio 2019 in cui chiedeva se ci sarebbe stato un concorso alla Asl pontina. E un altro, un anno dopo, in cui tornava alla carica per sapere quando sarebbe stato pubblicato il bando. «Importante  chiosa il gip Giuseppe Cario - l'interesse del Moscardelli evidentemente preoccupato, dato l'elevato numero di posti banditi dalla Asl Rm 1 (cioé 326) che il concorso che vede l'Asl di Latina quale capofila (23 posti) possa essere pregiudicato e non più svolgersi».

Più volte parla di «nostro concorso» e quando Rainone deve contattare due dei candidati per concordare le domande per la prova orale è a Moscardelli che chiede i numeri di telefono. Gli inquirenti lo sanno perché da mesi tengono sotto controllo il cellulare di Claudio Rainone nell'ambito di un'altra inchiesta.

Rainone fa due telefonate il 7 ottobre del 2020. Contatta Giuseppe Tomao, esponente Pd, all'epoca presidente del consiglio comunale di Minturno, e Matteo Di Domenico, figlio di Pina Rosato che è tutt'ora presidente del Consilgio comunale di Gaeta ed è anche lei esponende dem. Le telefonate sono imbarazzanti. Rainone chiede: «Mi dica un pensierino che possa essere diverso rispetto all'ultimo, laddove per lei non fosse un problema». Sono "pensierini", chiosa il gip Cario «che fanno passare gli esami». E, fatte le telefonate, Rainone rende conto a Moscardelli e, nota il gip subito dopo «passa all'incasso» e chiede conto «della sua utilità, della sua progressione di carriera».

Ormai è notorio, Rainone voleva diventare direttore amministrativo della Asl di Latina, «a discapito dell'allora preposta D.ssa Eleonora Di Giulio» annota il gip nell'ordinanza. Moscardelli lo rassicura. Ma Rainone lo pressa e adombra il fatto che, se la Di Giulio resta al suo posto, «non vorrei che le destinazioni le desse lei, hai capito?». Parla delle destinazioni dei vincitori del concorso da 23 posti e «prospetta ulteriore utilità che può assicurare loro - scrive il gip - oltre il superamento delle prove, ache in relazione all'assegnazione delle sedi». Se la cosa non viene fatta a stretto giro - dice parlando la telefono con Moscardelli - compromettiamo alcuni lavori e non avrebbe più senso.

Per il gip Moscardelli è l'istigatore. Rainone i candidati neppure li conosce - nota il gip Cario - gli dà del lei al telefono. Ed è invece Moscardelli a far presente che Tomao, dopo aver avuto la destinazione a Formia viene spostato a Terracina, «sede quest'ultima - annonta il gip - che evidentemente non gradisce». Moscardelli «vuole per Tomao una sede comoda», scrive il gip. «Tomao a Formia ci tengo tantissimo» arriva a scrivere su wapp a Rainone. Le pressioni sono tali che il 15 dicembre la Di Giulio viene trasferita a Frosinone e Rainone prende il suo posto come facente funzioni. Un trasferimento voluto dalla politica: «perché i politici locali non la vogliono» come avrebbe detto il direttore sanitario della Asl Giuseppe Visconti, frase che viene riportata a Rainone da un altro esponende del Pd, Roberto Masiero.

Insomma, secondo il gip, il quadro è lampante: sono tutti felici e contenti, Moscardelli ottiene quello che voleva per i suoi protetti, e anche Rainone centra l'obiettivo di diventare direttore sanitario. Il 30 maggio scorso Moscardelli in una nota aveva dichiarato di essersi speso per rimediare alla penuria di medici e infermieri oltre che nell'interesse di precari. «Nell'intento - commenta il gip - di coprire la sua reale attività, svelata dalle intercettazioni e dalla messaggistica, che descrivono invece altro scenario fatto di favorimento dei candidati a fronte di promessa accettata di favorimento della scalata del presidente di commissione».

E' per questo che questa mattina gli è stata notificata l'ordinanza cautelare che dipsone gli asserti domiciliari, ritenuta dal gip «appena sufficiente».

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Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA