​Navi a Venezia. Ecco perché è impossibile dentro la laguna

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Facendosi più stretto il dibattito sul futuro del porto croceristico a Venezia, si sente sempre ripetere che una decisione diversa da quella proposta dal Sindaco e dalla Autorità Portuale, far giungere le navi alla Stazione Marittima per altra strada, porterebbe alla perdita di 5000 posti di lavoro. Il numero 5000 (in realtà 4200) si rifà a una criticabile ricerca commissionata dalla Autorità Portuale a 4 docenti universitari circa 5 anni fa. La commissione di ricerca aveva come oggetto la domanda: che cosa succederebbe se le navi da crociera inferiori alle 40.000 tonnellate di stazza non potranno più arrivare a Venezia, e non saranno sostituite da nessuna altra forma di trasporto (navi piccole, treno, bus, auto etc), così che la perdita dei turisti croceristi sia una perdita netta? Si tratta, come tutti capiscono, di una domanda capziosa. Il decreto Clini Passera non chiede che vengano cancellate le crociere con navi inferiori alle 40.000 tonnellate ma che venga individuata una via di passaggio alternativa. La via alternativa Contorta S. Angelo è stata bocciata a causa del suo impatto ambientale e così lo saranno le soluzioni che ipotizzano di scavare canali ad essa paralleli, dato che il problema ambientale non cambia. Spostare la Stazione Marittima di una decina o ventina di km, comunque al di fuori della Laguna, invece non porta a una caduta, ma ad un aumento dell'occupazione nelle attività portuali a causa della costruzione delle nuove banchine e edifici connessi del rinnovo dei mezzi di trasferimento del possibile riuso delle vecchie banchine lasciate inutilizzate. Ma la domanda di ricerca a suo tempo posta è doppiamente capziosa perché mette a confronto una situazione che nessuno ha mai auspicato (zero grandi navi senza sostituzione alcuna) con la situazione attuale, supponendo che quest'ultima possa continuare nel tempo. Cosa non vera perché la navigazione entro la Laguna è del tutto incompatibile con il rischio tecnico (fino ad ieri considerato impossibile), con l'inquinamento e con l'aumento della stazza delle navi, cui stiamo assistendo giorno dopo giorno. Vi si aggiunge il riscaldamento del clima, con le sempre più frequenti chiusure del Mose che rende l'ingresso in laguna ancora più problematico. Mose e gigantismo navale sono incompatibili con un porto croceristico interno alla Laguna, in qualsiasi posizione si pensi di collocarlo.

Giuseppe Tattara, Gigi Fabbri e Franco Migliorini
Autori di Venezia. Il dossier Unesco e una città allo sbando
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Domenica 16 Giugno 2019, 13:30






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4 di 4 commenti presenti
2019-06-19 14:23:30
Poco tempo fa ero all'estero e conversavo con alcuni conoscenti di varie nazionalita'. Quando in sottofondo la televisione stava riportando l'impatto di una nave MSC con un motoscafo, uno dei miei commensali ha subito alzato il volume della tv per sentire intera la notizia. Grande e' stato lo sdegno di questi miei conoscenti. Questi stranieri erano sdegnati per il pericolo che deve subire ogni giorno la nostra meravigliosa citta'. Il mio pensiero e' corso immediatamente ai tanti, sindaco, regione, confindustria, sindacati, che invece per i soldi, soldoni e soldini di Venezia non gliene frega un super tubo.
2019-06-18 10:30:01
una citta' che costruisce le grandi navi (e accoglie le grandi petroliere e le grandi portacontainer) ma non riesce a parcheggiarle in modo e posto sicuro dimostra tutti i suoi limiti. diamo via libera al raddoppio del marco polo a tessere fino a quando gli aerei non inquineranno...
2019-06-18 20:35:49
È l’Italia che dimostra i propri limiti. Venezia ha dimostrato per oltre un millennio di saper badare a se stessa. L’Italia durerà mille anni ? È una domanda retorica ovviamente.
2019-06-27 16:46:16
Quando uno scrive "parcheggiare" una nave ,allora si capisce che è una persona che parla con cognizione di causa.Ma non è da meno chi confonde una nave di 110 metri adibita per crociere fluviali o lagunari,per un motoscafo ! Professoroni.........