«Il terrorista br Franceschini invitato al convegno su Moro? Vergognosa oscenità»

«Il terrorista br Franceschini invitato al convegno su Moro? Vergognosa oscenità»
“Il co-fondatore delle Brigate rosse invitato a salire in cattedra di fronte agli studenti a un convegno su Aldo Moro? Siamo sconcertati, e non finiremo mai di indignarci di fronte a queste situazioni che sono una vera oscenità. Un insulto intollerabile alla memoria delle Vittime del terrorismo, qualcosa che non ha nulla a che fare con la cultura, con la libertà di espressione, e meno che mai con l’educazione. L’unica seria opera di educazione sarebbe che un soggetto con un tale vergognoso curriculum citi uno ad uno i nomi di ciascuna delle persone massacrate dalla violenza,  dall’odio dei terroristi; che citi uno ad uno i nomi di vedove, orfani, di ciascuno dei Familiari a cui è stata distrutta la vita da una banda di criminali senza scrupoli che hanno sempre e solo voluto sovvertire lo Stato con la prepotenza e la prevaricazione; che chieda perdono ancora e ancora, e non basterà mai. Gli organizzatori di questa iniziativa devono assolutamente rivedere le proprie intenzioni e togliere a questo soggetto l’onore di potersi rivolgere ai nostri giovani come fosse qualcuno che si è guadagnato per merito il rispetto di vedersi affidare un microfono per rivolgere un qualsiasi tipo di insegnamento”.

E’ il durissimo commento di Mirko Schio, Presidente della  Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), alla notizia che Alberto Franceschini, co-fondatore delle Brigate Rosse, è stato invitato a partecipare a un incontro sulla figura di Aldo Moro promosso dal consiglio regionale e dall'Ufficio scolastico regionale della Puglia, in programma per giovedì 14 marzo. “E’ letteralmente nauseante – si infuria Schio – vedere come si esalti sempre la figura dei carnefici, dando loro visibilità in un modo o nell’altro, e mai quella delle Vittime. Nascondersi dietro alla presunta volontà di studiare o approfondire i fatti da un punto di vista storico, politico o culturale non vale a nulla, anzi, è un’ulteriore offesa al ricordo e alla dignità di chi ha versato il proprio sangue per questo Paese, nonché all’intelligenza e alla sensibilità di tante Famiglie innocenti, che pure meriterebbero la considerazione di uno Stato le cui Istituzioni perseverano, purtroppo, a mostrarsi in simili casi ingrate e noncuranti. Spesso, è bene ricordarlo, la forma è sostanza”.
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Lunedì 11 Marzo 2019, 20:39






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1 di 1 commenti presenti
2019-03-12 12:57:10
Che tipo di arricchimento potrebbe mai portare a un convegno, a un incontro, a un seminario, a un "tavolo di studio", questa persona? Io credo proprio nessuno. Cosa potrebbe mai avere questa persona da "insegnare" a chi? Nulla. L'invito rivoltogli, e' evidente, ha mero scopo "provocatorio". Ma chi l'ha deciso, chi l'ha direttamente o indirettamente avvallato, dovrebbe chiedersi se fosse davvero il caso...dovrebbe chiedersi: "e se fosse successo nella mia famiglia di avessi avuto una persona barbaramente uccisa da un terrorista rosso?"