I medici di famiglia al dg Dal Ben: «Ecco la verità sulle visite ai pazienti sintomatici»

Lunedì 28 Settembre 2020

Apprendiamo che alcune direzioni generali della Sanità del Veneto hanno intrapreso una comune azione di disinformazione nei confronti dell’attività della Medicina Generale; affermano che la Medicina di Ffmiglia non gestirebbe in modo adeguato la prescrizione dei tamponi per la diagnosi di SARS-COV 2; nello specifico il medico si sottrarrebbe all’impegno di vistare i pazienti sintomatici limitandosi a prescrivere di default i tamponi.

Ci stupisce che a questa campagna si sia accodato il Direttore Generale della Aulss 3 Serenissima dott. Giuseppe Dal Ben.  Il Collega sa benissimo che, nel caso di paziente sintomatico, la stessa normativa attualmente vigente prevede che il medico, dopo il triage telefonico, debba predisporre la ricerca del virus in quanto non è possibile, clinicamente, differenziare la COVID-19 da una qualsiasi altra sindrome virale; ciò ovviamente a piena tutela del percorso diagnostico terapeutico del paziente, della tutela della salute del Medico e della garanzia di assicurare agli altri suoi assistiti la continuità dell’assistenza sanitaria tanto necessaria in un periodo così complesso.

Con la Direzione Generale e con la Direzione Sanitaria stiamo attivamente lavorando per affrontare, responsabilmente e in sicurezza, il problema dei tamponi anche ipotizzando varie forme di coinvolgimento attivo della Medicina Generale, pur sempre nell’ambito di protocolli che devono tener in primario ed assoluto conto la sicurezza dal rischio biologico dei pazienti e del personale degli studi medici.                                                  

Stiamo affrontando contemporaneamente, in condizioni emergenziali, le evidenti complessità della prossima campagna vaccinale, dando estrema dimostrazione di responsabilizzazione, di coinvolgimento e di assoluta disponibilità da parte della medicina generale: perché questo attacco in un momento tanto delicato?

Chiediamo al direttore Giuseppe dal Ben una risposta immediata e chiarificatrice; non è infatti possibile collaborare seriamente se non si dimostra il rispetto delle competenze, la reciproca fiducia e affidabilità e il pieno rispetto delle ormai assodate indicazioni scientifiche in una così complessa patologia e negli ancor più complessi relativi risvolti sociali.

Dott. Maurizio Scassola
Segretario Generale Provinciale FIMMG di Venezia

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 16:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA