Decreto sicurezza bis, lettera aperta al premier Conte: ecco perchè deve opporsi

Domenica 19 Maggio 2019
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Caro Gazzettino,
ho inoltrato oggi questa lettera aperta al premier Conte.

Signor Presidente del Consiglio,
sono un ex-ingegnere libero professionista ora in pensione. Ho appena letto attentamente il Decreto di sicurezza bis che il ministro dell’Interno presenterà domani, 20 maggio, al Consiglio dei ministri. Potrei elencarle molti motivi per cui la bozza di decreto viola apertamente, a mio avviso, la nostra Costituzione, nonché numerosi trattati internazionali firmati dal nostro Paese. Mi limito, anche per non abusare del suo tempo, ad evidenziarne solamente due.

Il primo, per la sua disumanità. All’art.1 si prevede una multa da 3.500 a 5.500 euro per ciascuno degli stranieri “trasportati” dalle imbarcazioni delle ONG.   “Trasportati”, scrive il decreto, signor Presidente, quasi fossero crocieristi e non disgraziati salvati dall’annegamento in mare.   Erano molto meno ipocriti i nazisti quando, nell’autunno 1943, rastrellarono gli ebrei nel ghetto di Roma compensando con tariffe da 5.000 a 1.500 lire le spie che indicavano dove trovare le vittime. Le nuove tariffe del ministro dell’Interno, ampiamente superiori al cambio odierno a quelle dei nazisti, invitano con l’arma della dissuasione a lasciar morire in mare persone che fuggono da guerre, dalla fame, dalle torture dei campi in Libia. Non vedo, francamente, grandi differenze tra queste norme e il comportamento dei nazisti nel 1943-44.

Il secondo, per il suo chiaro obiettivo di limitare gravemente l’equilibrio, previsto dalla Costituzione, tra i diversi poteri dello Stato. All’art. 7 viene prevista l’istituzione di un Commissario straordinario del Governo, proposto dal ministro dell’Interno, che intervenga nella organizzazione degli uffici giudiziari. Ma tale compito, in base alla Costituzione, spetta al ministro della Giustizia. Non basta: il decreto prevede la sottrazione alla Magistratura ordinaria, con trasferimento alla Procura distrettuale, della competenza per il reato di favoreggiamento della immigrazione clandestina; e poi ancora, all’art.2, il trasferimento al ministro dell’Interno di competenze fino ad ora riservate al ministro dei Trasporti.

Il decreto rappresenta insomma un chiaro tentativo di fare un ulteriore passo avanti nella strada di unregime illiberale e di polizia, in cui un numero abnorme di poteri è concentrato nelle mani del ministro dell’Interno, il quale, cosa certamente non trascurabile, è anche capo di un partito politico. Per i motivi sopra elencati le chiedo quindi di opporsi decisamente alla approvazione di detto decreto. Chiunque, membro del Governo o del Parlamento, dovesse approvarlo, si assumerebbe una grave responsabilità di fronte al Paese.
Mario Breda
Padova
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