Cts disse: «Alzano e Nembro zone rosse». Bufera su Conte: «Ma ho saputo del verbale il 5 marzo»

Venerdì 7 Agosto 2020
Coronavirus, il Cts propose zona rossa per Alzano e Nembro il 3 marzo

Si riaccende il faro (e la polemica) sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro, i due comuni della Bergamasca, diventati simboli dell'emergenza Coronavirus in Italia, un capitolo caldo su cui la Procura di Bergamo va avanti con l'indagine che riguarda anche le morti nelle Rsa e la anomala riapertura, lo scorso 23 febbraio, del pronto soccorso di Alzano. Viene desecretato il verbale del Comitato tecnico scientifico che il 3 marzo chiedeva «misure restrittive» per le due città. Il governo, con una «scelta politica» rivendicata a più riprese dal premier Giuseppe Conte, l'8 marzo decide di chiudere l'intera Lombardia. 

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La distanza tra le due date porta la Lega a chiedere le dimissioni di Conte. E ad aumentare la polemica c'è uno stralcio di interrogatorio pubblicato nel libro «Come nasce un'epidemia» di tre giornalisti del Corriere della Sera: il premier avrebbe detto ai pm di non aver «mai visto» quel documento del Cts. Anche se, notano fonti di governo, era a conoscenza del problema, tanto da chiedere un approfondimento il 4 marzo. Il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta, dopo una richiesta di accesso agli atti al Pirellone ha ottenuto e reso pubblico parte del verbale con cui il 3 marzo il comitato tecnico scientifico nazionale, dopo aver visto i dati sui contagiati da Coronavirus forniti da Regione Lombardia all'Istituto Superiore di Sanità, propose di isolare i due Comuni. 

«Del verbale del 3 marzo sono venuto a conoscenza il giorno 5: non riferisco di quel che ho detto ai pm di Bergamo, ho il vincolo del segreto istruttorio. Alcuni fatti li ho anticipati: il giorno 3 è il verbale, ne vengo a conoscenza il 5 e a margine del Cdm facciamo una valutazione sulla proposta di adottare una cintura rossa per Alzano e Nembro». Così il premier Giuseppe Conte a chi gli chiede di commentare il verbale del Cts nel quale si proponeva la chiusura di Alzano e Nembro a causa del Covid.

Cts e documenti secretati, ira Salvini

Salvini: governo criminale. L'atteggiamento seguito dal Governo nel dichiarare il lockdown, «se fosse confermato» quanto emerge dai verbali del Cts «sarebbe un atteggiamento criminale». Lo ha affermato Matteo Salvini, segretario della Lega, a un'iniziativa a Firenze per la candidatura di Susanna Ceccardi alla presidenza della Regione Toscana. «Se dai verbali dei medici - ha proseguito - emergesse che non si è fatta da parte del Governo la zona rossa dove si doveva, e si è chiusa tutta Italia dopo quando non si doveva, sarebbe un doppio danno, per i morti di Bergamo e per la crisi economica nel Sud Italia. Quindi, se così fosse, ci sarebbe qualcuno che prima dovrebbe chiedere scusa e poi dimettersi».

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Questo, insieme ai verbali desecretati ieri, ha alimentato la polemica. Matteo Salvini ha attaccato il premier Giuseppe Conte sulla decisione - alcuni giorni dopo - di chiudere tutta Italia. «Se io vado a processo il 3 ottobre per avere trattenuto poche decine di immigranti per qualche giorno su una barca, allora - ha commentato - portiamo Conte e i suoi al Tribunale internazionale perché hanno sequestrato mezza Italia». «Parlare dopo è molto più facile che fare durante» gli ha risposto il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, convinto che l'Italia abbia gestito l'emergenza con risultati migliori di altre democrazie occidentali. «Chiudere» l'Italia, ha rivendicato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, fu una «scelta coraggiosa che ha fatto risparmiare 600 mila vite»

La polemica sulla zona rossa

Proprio a «limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue», è scritto nello stralcio del verbale del Cts, di cui la Regione aveva già dato notizia il 6 aprile scorso in piena polemica se spettasse al Pirellone o meno isolare l'area, doveva servire l'istituzione della zona rossa nei due comuni che si trovano «in stretta prossimità di Bergamo». «Ciascuno dei due paesi - si legge nell'atto - ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un'unica catena di trasmissione. Ne risulta pertanto che l'R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un'indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio».

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Il documento, che ha provocato una levata di scudi della Lega contro il Governo Conte, in prima linea Matteo Salvini con la richiesta di dimissioni dell'esecutivo, e ha portato il comitato "Noi denunceremo" a chiedere di desecretare tutti i verbali del Cts, è uno dei tanti acquisiti dal pm di Bergamo durante la loro trasferta romana per sentire il premier e, tra gli altri, i ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza. Audizioni che con quelle dei vertici di Regione Lombardia, di alcuni imprenditori e con la mole di carte raccolte, fanno parte del filone di inchiesta con al centro quei giorni in cui si discusse della zona rossa in Val Seriana e se il non averla imposta comporti o meno responsabilità penali e in capo a chi. E questo considerando che Giuseppe Conte, davanti ai magistrati oltre ad aver spiegato di non aver mai ricevuto quella nota del 3 marzo, non ha negato di essere lui ad aver deciso. Eppure, per far luce sul caso, non si escludono approfondimenti "temporali" con l'incrocio di quel documento del Cts e di quelli dei giorni successivi e l'arrivo dell'esercito e il suo ritiro nel giro di poco tempo dall'area. Come trapela da fonti ben informate, uno dei nodi dell'indagine è anche sapere chi ha dato la disposizione di schierare i militari e perché poi è stata fatta marcia indietro.

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Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 00:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA