Zanardi, il dolore del camionista: «Non dormo, spero di poter abbracciare Alex»

Lunedì 22 Giugno 2020
Zanardi, il compagno di corsa: «Pensavamo fosse tranquilla pedalata, in futuro chiudere le strade»

Doveva essere una «tranquilla pedalata», invece per Alex Zanardi la corsa del 19 giugno si è trasformata in un dramma. «Noi vedevamo la staffetta come una tranquilla pedalata tra amici e dunque non c'era necessità di chiudere la strada», anche perché «la pedalata non era competitiva», «queste cose purtroppo succedono, è la fatalità. Forse in futuro però le strade andranno chiuse comunque». Così Enrico Fabianelli, 36 anni appassionato ciclista di Castiglion Fiorentino (Arezzo), una diagnosi di sclerosi multipla nel 2010 e 15 anni ininterrotti in bici, che venerdì 19 giugno era nella staffetta con Zanardi.

L'atleta, poi, tiene a precisare quanto segue: «La staffetta Obiettivo Tricolore non è una corsa e per questo non necessitava di autorizzazioni. La strada non andava chiusa e io non ho fatto trapelare nessun dubbio sull'organizzazione come insinuato da più parti. Obiettivo Tricolore, ripeto, non è una gara e sta andando avanti per dare un segnale di forza ad Alex Zanardi, che tiene tantissimo a questa staffetta». 

Il dolore del camionista. «Quello che è accaduto fa male, non si vive, non si dorme la notte». Lo ha detto, con voce spezzata dal dolore, l'autotrasportatore Marco Ciacci, 44 anni, residente a Castelnuovo Berardenga (Si), che si trovava alla guida dell'autocarro contro cui è andato a urtare Alex Zanardi. «Sono giorni difficili, non riesco a dormire, passo le mie giornate a pensare a quel momento - ha raccontato il camionista a Sienanews - Forse quel giorno sarebbe stato meglio restare a casa, non mi sarei mai voluto trovare in quella strada. Adesso non rimane che sperare, non mi sento una vittima ma spero un giorno di poter riabbracciare Alex Zanardi». L'autotrasportatore è indagato dalla Procura senese per il reato di lesioni gravissime da incidente stradale. «È un atto dovuto», ha spiegato il procuratore capo Salvatore Vitello.
 

 

I medici. «Ci vuole pazienza, molta pazienza». Così il direttore sanitario dell'Aou senese Roberto Gusinu commenta l'ultimo bollettino sulle condizioni mediche di Alex Zanardi, ricoverato alle Scotte a seguito di un grave incidente in handbike.

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«Non posso escludere nulla, le valutazioni neurologiche verranno fatte solo quando i clinici ne valuteranno l'opportunità dopo aver esaminato alcuni parametri, a seguito della riduzione della sedazione. Un passo che ora non è ancora il caso di fare. Ci vuole pazienza, molta pazienza», aggiunge.

«Noi dobbiamo anche tutelare l'ospedale, che è sotto stress perché non dobbiamo dimenticarci che si tratta di una struttura Covid. Siamo comunque in una situazione di emergenza, manteniamo alta la guardia ma c'è sempre il timore che qualcuno porti il virus all'interno dell'ospedale. Cerchiamo di preservare gli equilibri, tutto il personale sente la pressione. Siamo abituati alla pressione perché questa è un'azienda a livello nazionale. Di conseguenza facciamo il massimo per poter mantenere questo equilibrio».
 

 

L'ultimo bollettino. La terza notte di degenza in terapia intensiva è trascorsa senza variazioni. Le condizioni cliniche rimangono quindi invariate nei parametri cardio-respiratori e metabolici mentre resta grave il quadro neurologico». Questo il bollettino delle 12 dell'atleta paralimpico ricoverato a Siena dopo un grave incidente in handbike.Decorso clinico regolare e stabile anche la notte scorsa in ospedale per il campione che da oggi va ad affrontare una settimana-chiave per la guarigione dai gravi traumi dell'incidente in handbike a Pienza (Siena) il 19 giugno. Sempre tenuto in coma farmacologico, Zanardi prosegue il lento recupero iniziato dopo l'intervento neurochirurgico nel policlinico senese.

 


 

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 00:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA