Ufo, l'Areonautica: «Tre avvistamenti nei cieli italiani». Ecco dove

Domenica 11 Luglio 2021 di Cristiana Mangani
Ufo, l'Areonautica: «Tre avvistamenti nei cieli italiani». Ecco dove

Il 6 maggio scorso qualcosa di strano nel cielo deve esserci stato, se alle 5 del mattino a Caltanissetta un cittadino ha segnalato la presenza di «un oggetto di forma sferica, di colore bianco, più alto di un volo di linea». E diverse ore più tardi, alle 21,25, a Firenze c'è chi ha denunciato di aver visto «numerosi corpi leggermente ovali, piccoli e luminosi, sempre di colore bianco». Stessa velocità, stesse caratteristiche, anche se comparsi prima al Sud e poi al Nord d'Italia. Sono gli Ovni, quelli che l'Aeronautica militare definisce Oggetti volanti non identificati. A Roma, a due passi da Porta Pia, accanto al Palazzo dello Stato maggiore, si trova il luogo dove tutte queste segnalazioni vengono custodite e verificate.
Del passaggio luminoso di maggio, l'Aeronautica dice che, a riscontri fatti, «l'evento non è stato associato ad attività di volo o di radiosondaggio ed è stato pertanto catalogato come Ovni. Tuttavia, l'avvenimento presenta forti analogie con il noto effetto starlink che ha interessato i cieli dell'intero territorio nazionale in quella settimana». Non c'erano satelliti, invece, quando alle 7,58 del 14 gennaio di quest'anno, a Bernareggio (provincia di Monza e della Brianza) un cittadino ha assistito al passaggio di qualcosa che sembrava «come una pennellata grossa bianca e nera, obliqua in cielo».

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IL MONITORAGGIO
Per molti anni questo tipo di segnalazioni sono state considerate top secret - e alcune, forse, lo sono ancora. La raccolta e la pubblicazione è iniziata nel 1979 quando, in seguito all'ondata di avvistamenti, l'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti «ha designato l'Aeronautica militare quale Organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli Ovni». Il Reparto generale sicurezza pubblica sul suo sito tutte le indicazioni che arrivano. I dati dell'avvistamento vengono confrontati con la presenza in quel momento e in quello spazio aereo di aeromobili civili o militari o di palloni sonda usati per le rilevazioni meteorologiche (radiosondaggio). Mentre sono i Centri ufologici, quelli incaricati di studiare il fenomeno. Insomma, il tema è sempre molto attuale, soprattutto se si valuta che anche negli Usa i famosi dossier che riguardano gli omini e le astronavi continuano a destare profondo interesse.
In Italia, nel 2019 e nel 2020, il cielo è sembrato particolarmente affollato. E qualche anno fa un pilota dell'Aeronautica ha dichiarato di aver avvistato e anche inseguito con il proprio aereo, nei cieli di Latina, un oggetto luminoso. Alla fine, però, ha dovuto abbandonare perché rischiava di rimanere senza carburante. Il Cun, Centro ufologico nazionale, ha fatto sapere che le segnalazioni sono aumentate: 380, con un incremento del 57% rispetto alle 241 del 2019. «Il 41% - hanno spiegato - sono da attribuire al passaggio dei satelliti Starlink con un flap nei mesi di marzo (29 avvistamenti) e aprile (75)». Le regioni interessate da più segnalazioni sono state il Lazio, con 30, la Toscana (27), la Lombardia e l'Emilia Romagna (entrambe con 23).

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IL RAZZO VERDE
Quando l'Aeronautica decise di aprire per la prima volta i suoi archivi, a raccogliere i dati sono stati due giornalisti, Vincenzo Sinapi e Lao Petrilli, nel libro Ufo, i dossier italiani. Un volume che è una ricognizione diretta del fenomeno condotto sui documenti riservati. Significativo l'avvistamento di un pilota del volo Itavia Ciampino-Treviso che parla con la torre di controllo e con molta titubanza avverte di aver visto «come un razzo verde circa un miglio sulla nostra destra». Il controllore di volo assicura che non c'era nessun aereo in volo in quell'area. Il pilota ringrazia e fa per salutare quando viene bloccato dallo stesso controllore di volo: «Attenzione, c'è un Malta Airways su Ancona che dice che hanno visto pure loro lo stesso fenomeno e c'è un terzo, un quarto aereo che pure lo ha avvistato». Allora il pilota del volo Ciampino-Treviso si fa coraggio e afferma: «Io non lo volevo dire sennò uno passa per pazzo ma ho avuto l'impressione che facesse proprio una puntata su di noi».

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