Treviso, Elisa uccisa da un tumore in cinque mesi. Le ultime parole ai figli gemelli: «Mamma non tornerà più a casa»

Giovedì 13 Maggio 2021 di Elena Filini
Elisa Armellin assieme al marito Angelo in un momento di felicità prima della malattia

TREVISO - "Bambini, la mamma deve dirvi una cosa". Ha voluto preparare i suoi piccoli, li ha chiamati a sé. Ma come dire a due figli di 10 anni che la mamma sta andando via? Ha indossato il suo miglior sorriso, li ha tranquillizzati, ha cercato di dare un senso a quei mesi di ospedale, flebo, immobilità completa a letto. E alla fine Elisa Armellin, mamma 44enne, ha chiuso gli occhi. Lasciando al marito Angelo, alla sorella Roberta e al fratello Luciano, Christian e Alessio, i suoi adorati gemelli. E' tutta chiusa qui l'eredità di una mamma gentile, l'immagine della bontà. Strappata alla sua famiglia in cinque mesi da un male che non lascia scampo. Un colpo di tosse poco prima di Natale, qualche dolore ai bronchi diventato sempre più frequente. Poi l'arrivo in ospedale, la tac e la diagnosi: tumore ai polmoni. E il declino, dolorosissimo e inarrestabile.

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IL RICORDO
"Elisa ha avuto un decorso veloce e davvero doloroso - ricorda la sorella Roberta - ha alternato settimane in ospedale a periodi a casa. E il Covid purtroppo ha complicato notevolmente le cose". Le cure, che all'inizio avevano fatto sperare in una possibile guarigione, si sono rivelate presto inutili. E il tumore dai polmoni è passato alle ossa rendendo Elisa di fatto incapace di muoversi. "Ha scelto di tornare nella casa della mamma, a Monigo, dove era nata - ricorda ancora la sorella - ma nonostante il male le desse dolori lancinanti, sapeva trovare un sorriso per tutti, una parola buona per noi e gli amici. E una forza enorme per i suoi adorati gemelli".

IL CORDOGLIO
Trevigiana, 44 anni, Elisa aveva frequentato le Serena e poi il Mazzotti. Aveva infine conosciuto Angelo con cui aveva deciso di farsi una famiglia e andare a vivere a Breda di Piave. Faceva la mamma a tempo pieno ed era legatissima ai suoi genitori. "Era nata per essere l'angelo del focolare, era una donna semplice, di saldi principi, l'immagine della bontà- continua ancora la sorella- il suo tratto distintivo era la disponibilità". Ed è proprio Eleonora a ricordare come la sorella abbia tentato di far capire, serenamente e con parole affettuose ai suoi bambini, il triste passaggio. "Ora dovremo essere definitivi con i piccoli, far capire che la mamma non tornerà a casa". Nelle ultime settimane Elisa, completamente allettata era assistita dal marito, che non l'ha abbandonata un attimo dai fratelli, dalla mamma Francesca e dal personale dell'Advar. "Sono degli angeli, delle persone di umanità straordinaria che teniamo a ringraziare di cuore" conclude Roberta. Le amiche ed ex compagne di scuola del Mazzotti la ricordano " combattiva e positiva fino alla fine, non si è mai autocommiserata. Una personadi un coraggio e di una forza esemplare in questi mesi, ha sempre pensato agli altri" affermando, stringendosi alla famiglia, al marito Angelo e ai suoi adorati bambini. Come aveva desiderato Elisa ha chiuso gli occhi nella stanza in cui ha trascorso la sua infanzia. E ora riposerà accanto al papà. I funerali si terranno lunedì mattina alla chiesa di Monigo.

Ultimo aggiornamento: 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA