Tiziana Cantone, la salma sarà riesumata: fu vittima di revenge porn, indagine per omicidio

Venerdì 28 Maggio 2021
Tiziana Cantone, la salma sarà riesumata: si uccise per il revenge porn, ora indagine per omicidio

A distanza di quasi 5 anni dalla morte sarà riesumato e sottoposto ad accertamenti il corpo di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli che sarebbe morta suicida il 13 settembre 2016 dopo essere stata vittima di «revenge porn», un gesto estremo maturato dopo la diffusione virale, a su ainsaputa, di alcuni suoi video privati su alcune chat e sul web.

 

Riesumazione

 

La riesumazione è stata decisa per eseguire esami che non furono ritenuti necessari per le indagini all'epoca dei fatti. Il pm Giovanni Corona della Procura di Napoli Nord ha deciso di imprimere un'accelerata all'indagine per omicidio volontario contro ignoti aperta nei mesi scorsi sulla scorta degli elementi consegnati dall'Emme-Team, il pool di avvocati e consulenti con sede a Chicago a cui Teresa Giglio, madre della 31enne che non si è mai rassegnata all'ipotesi del suicidio, si è affidata oltre un anno fa per scoprire «la verità sulla morte di mia figlia».

 

La mamma non ha mai creduto al suicidio

 

Teresa non ha mai creduto al suicidio di Tiziana, trovata senza vita con una pashmina legata al collo, e non si è data per vinta quando l'inchiesta per istigazione al suicidio della Procura di Napoli Nord si concluse il 13 dicembre 2017 con l'archiviazione decisa dal Gip. Grazie agli elementi raccolti dai consulenti di Emme-Team, di cui fa parte anche Salvatore Pettirossi, attuale legale della Giglio, le indagini hanno avuto però nuovi elementi a disposizione. Nell'estate 2020 la Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per frode processuale, ipotizzando, così come sollecitato dai nuovi indizi, una presunta manomissione dell'Ipad e dell'Iphone di Tiziana, avvenuta mentre gli apparecchi erano custoditi dalla polizia giudiziaria: almeno 19 le anomalie segnalate che avrebbero ridotto l'iphone e l'Ipad a una tabula rasa.

 

Fascicolo per omicidio volontario

 

Lo scorso gennaio, invece, il sostituto procuratore Giovanni Corona ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario basandosi sempre sugli elementi raccolti e consegnati dall'Emme-Team. Indizi raccolti a fine 2020, dopo il dissequestro della pashmina di Tiziana. Grazie ad ulteriori analisi sull'indumento infatti è stato consentito di isolare sul foulard due Dna maschili su cui indagare: una novità assoluta, visto che dalle indagini effettuate subito dopo il fatto dai carabinieri era emerso che a toccare la pashmina era stata solo la zia di Tiziana che soccorse la giovane quando la ragazza era ormai morta, sfilandole il foulard dal collo.

Altro elemento emerso dalle indagini riguarda l'iphone di Tiziana, che fu trovato a poca distanza dal corpo esanime della ragazza. I consulenti della Giglio hanno infatti scoperto che l'apparecchio è stato acceso, sbloccato e utilizzato per navigare sul web, per oltre un'ora, dopo il sequestro seguito al ritrovamento del cadavere. Gli investigatori avevano sempre sostenuto l'impossibilità di scandagliare i dati sul telefono in quanto inaccessibile a causa del pin.

Non solo. Anche il consulente nominato dalla Procura, tre giorni dopo, disse di non essere stato in grado di accedere ai dati del cellulare, sempre a causa dalle password. E invece, anche in quell'occasione, il dispositivo - secondo i consulenti della Giglio - sarebbe stato accesso, sbloccato e usato per navigare, per circa 45 minuti. Un ultimo elemento che, come i precedenti, è stato consegnato agli inquirenti, riguarda l'ex fidanzato di Tiziana: il suo cellulare, quando i carabinieri erano nell'abitazione dov'è stato trovato il cadavere, era in zona, si è agganciato, infatti, a una cella telefonica del posto. La riesumazione dovrebbe avvenire nella prima decade di giugno.

 

 

Sexting, foto hard e minacce alla ex: condanna di un anno e 8 mesi a un quarantenne

 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 11:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA