Caserta, malato di SLA protesta all'Asl: «Senza assistenza preferisco il suicidio»

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Caserta, malato di SLA protesta all'Asl: «Senza assistenza preferisco il suicidio»
«Se non è possibile vivere in maniera dignitosa, preferisco il suicidio assistito». Sono forti le parole che Antonio Tessitore, 43enne originario di Villa Literno, ha pronunciato oggi, davanti alla sede dell'Asl di Caserta. Malato di Sla da 15 anni, l'appello che lancia alle istituzioni, carico di frustrazione, è per il malfunzionamento della gestione delle misure di supporto offerte a chi, come lui, non può essere autosufficiente. 

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«Allo stato attuale», ha spiegato Tessitore, «il personale assegnatomi è di sole tre persone nell'arco delle 24 ore». Non abbastanza. «La formazione inoltre avviene a mio carico, e si protrae per tempi indefiniti, dipendenti dalle capacità degli operatori che mi assistono». Ma Tessitore non alza il dito contro gli operatori sanitari. Il punto sarebbe che l'Ambito sociale, formato dai Comuni, non eroga fondi alla cooperativa titolare del servizio.



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Un problema di non poco conto, se si pensa che proprio da lì dovrebbe provenire addirittura la metà dei fondi da assegnare ai progetti assistenziali per chi deve convivere con la malattia. «Ciò ovviamente si ripercuote sul personale, non avendo la coop i soldi per poter assumere o inquadrare in maniera stabile i dipendenti; e a pagare il conto più salato siamo noi pazienti».

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Nel 2017 l'uomo aveva chiesto al tribunale di Napoli Nord, la revoca del suo amministratore di sostegno, perché «da quando c'è questo istituto devo rendere conto di qualsiasi movimento finanziario, anche delle spese straordinarie di cui necessito, nonostante io sia in grado di intendere e volere». Le parole di Tessitore ricordano quelle che, solo pochi giorni fa, un altro malato di Sla, Gianfranco Bastianello, aveva rivolto a Papa Francesco. «Quando il dolore fisico ti fa urlare ma non puoi perchè non hai voce e il dolore resta facendoti impazzire», aveva detto l'uomo, «Caro Papa Francesco allora comprendi che c'è un'unica via d'uscita, andartene».

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Venerdì 4 Ottobre 2019, 18:37






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