Spionaggio, la Procura militare di Roma dispone il carcere per l'ufficiale di Marina Walter Biot

Giovedì 15 Aprile 2021
Spionaggio, la Procura militare di Roma dispone il carcere per Walter Biot

Doppio titolo di detenzione per Walter Biotl'ufficiale di Marina accusato di aver passato documenti classificati  ad un funzionario dell'ambasciata russa e arrestato il 30 marzo scorso. Dopo la reclusione disposta dalla magistratura ordinaria per i reati di rivelazione di segreti militari, procacciamento di notizie segrete, esecuzione di fotografie, tutto a scopo di spionaggio, è arrivata anche la richiesta, ottenuta, di misura cautelare mossa dalla procura militare di Roma«La misura si inserisce nel contesto - spiega il gip - delle indagini preliminari svolte in coordinamento» con la procura ordinaria «con la quale sono in corso costanti contatti volti al reciproco scambio di informazioni, in vista dell'acquisizione di tutti i dati utili alla completa e rapida definizione dei complessi problemi connessi alla giurisdizione». Tutto ciò, «fermo restando che già al momento, dal punto di vista della Procura Militare, sussistono sufficienti elementi per riconoscere la sussistenza dei reati militari sopra indicati, di sicura esclusiva competenza dell'Autorità giudiziaria militare».

Il procuratore militare ha chiarito che questo parallelismo di indagini non è nuovo nei loro ambienti ma non verrebbe notato perché legato a casi che «non hanno la stessa rilevanza mediatica». Parole che arrivano proprio nel giorno in cui la difesa di Biot ha chiesto al Riesame ordinario di pronunciarsi sulla competenza giurisdizionale. «Non vogliamo la duplicazione dei procedimenti: a nostro avviso il giudice naturale è quello militare. Ci troviamo di fronte a un conflitto di giurisdizione senza precedenti», afferma l'avvocato Roberto De Vita. Il tribunale della Libertà si è riservato di decidere entro pochi giorni su questo aspetto ma anche sulla istanza di scarcerazione.
 

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Nei giorni scorsi la Procura militare aveva disposto il sequestro del materiale già acquisito dalla procura ordinaria: si tratta dei documenti e dei supporti tecnologici, che restano nelle disponibilità di entrambe le procure, trovati nell'ufficio di Biot e presso la sua abitazione. De Vita al Riesame ha depositato anche una memoria difensiva di 40 pagine. «Si tratta di un documento che aiuta la comprensione generale tra atti classificati e segreti. Abbiamo messo a disposizione anche una consulenza tecnica -afferma il penalista - che dimostra che i video non sono completi e non sono giuridicamente e tecnicamente utilizzabili perché mancanti del provvedimento di autorizzazione alle intercettazioni». Su quest'ultimo aspetto la Procura ha depositato al Riesame le normative che autorizzano l'uso di telecamere all'interno dei luoghi di lavoro. Per quanto riguarda i telefoni cellulari trovati nella disponibilità di Biot, il difensore spiega che le «cinque utenze telefoniche trovate dagli inquirenti sono di Biot, della moglie e dei tre figli e lui risulta intestatario di tutto. Abbiamo, infine, dimostrato che i tre pc e un tablet sono dispositivi utilizzati dai figli per la Dad e mai da lui».

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA