Saman Abbas, le bugie del padre: «Mia figlia è ancora viva». A Novellara si inizia a scavare

Serviranno alcuni giorni per esumare il cadavere della 18enne uccisa per il rifiuto delle nozze combinate

Venerdì 25 Novembre 2022 di Federica Zaniboni
Saman Abbas, le bugie del padre: «Mia figlia è ancora viva». A Novellara si inizia a scavare

Era il giugno del 2021, quando Shabbar Abbas ai tempi ancora latitante in Pakistan - parlava al telefono con un parente e confessava di avere ucciso la figlia Saman. Un anno e mezzo dopo, mentre i periti nominati dalla Corte d'Assise sono al lavoro per esumare quello che sembra essere il corpo della 18enne, il padre assicura che la ragazza è ancora viva. Scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) nella primavera dell'anno scorso, Saman sarebbe stata uccisa da alcuni familiari perché si ribellava a un matrimonio combinato. A processo sono finiti i genitori, uno zio e due cugini: secondo l'accusa, sarebbero stati loro a strangolarla e a seppellirla in un casolare a poche centinaia di metri dalla sua stessa abitazione.

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Arrestato la settimana scorsa in Pakistan, Shabbar si è presentato ieri davanti al giudice a Islambad. Non solo non avrebbe ammesso la propria responsabilità in merito al presunto omicidio della figlia, ma sosterrebbe addirittura che Saman sia ancora viva. Agli atti del processo, nei mesi scorsi, è finita l'intercettazione di una telefonata in cui l'uomo diceva chiaramente di averla ammazzata. «Io sono già morto, l'ho uccisa io, l'ho uccisa per la mia dignità e il mio onore. Noi l'abbiamo uccisa», ripeteva a un parente dall'altra parte del telefono. Ma adesso, davanti al magistrato, Shabbar dà una versione completamente diversa. Ci sono stati mesi in cui queste parole avrebbero potuto riaccendere una speranza. Difficile, però, adesso che quel corpo è stato ritrovato. Bisognerà attendere l'esito dell'esame del Dna per avere la conferma che si tratti di Saman, ma al momento non sembrerebbero esserci dubbi.
LE RICERCHE
Mentre l'Italia chiede l'estradizione del padre, nelle campagne di Novellara sono partiti gli scavi per estrarre quei resti. A indicare agli inquirenti il punto esatto in cui cercarli era stato proprio lo zio Danish Hasnain, considerato l'autore materiale dello strangolamento.

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Dopo il sopralluogo di mercoledì e il conferimento dell'incarico, ieri sono partiti ufficialmente gli scavi. Sul posto sono al lavoro i periti nominati dalla Corte d'Assise, l'anatomopatologa Cristina Cattaneo e l'archeologo forense Dominic Salsarola insieme ai consulenti delle parti. Tra questi, anche Marzio Massimiliano Capra, conosciuto per essere stato il genetista della difesa nel caso Yara Gambirasio. Ci vorranno alcuni giorni prima che il cadavere possa essere estratto: il casolare è pericolante e abbandonato da anni.
Un'ulteriore difficoltà, poi, è data dal fatto che il corpo non sarebbe stato messo in un sacco, ma semplicemente adagiato nella terra a oltre due metri di profondità, sotto a uno strato di detriti e macerie. Ad avvalorare l'ipotesi che quei resti appartengano alla 18enne, inoltre, il filmato delle telecamere di videosorveglianza che aveva ripreso lo zio e i cugini con delle pale in mano il giorno prima della scomparsa di Saman. Non si esclude che proprio in quel momento fossero diretti verso il rudere per scavare la fossa.
LA MADRE SCOMPARSA
Nel frattempo continuano le ricerche della madre Nazia Shaheen, fuggita in Pakistan col marito poco dopo il delitto e ancora latitante. Nonostante quanto riferito da Shabbar ai federali al momento dell'arresto, e cioè che la donna era ormai scappata in Europa, si ritiene che possa essere ancora nel suo Paese d'origine ed è lì che si stanno concentrando le ricerche. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche Nazia sarebbe stata d'accordo con l'omicidio della figlia ed è a sua volta indagata insieme agli altri familiari.
 

 

Ultimo aggiornamento: 06:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA