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Roma, stupro di Capodanno: il racconto della festa, le intercettazioni e i genitori: «Possiamo risolvere tranquillamente la situazione»

Scrive il gip: dalle conversazioni «non emerge mai, neppure un istante, un segno di pentimento e nemmeno un dubbio sulla la liceità delle azioni commesse»

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Michela Allegri e Alessia Marani
Roma, stupro di Capodanno: il racconto della festa, le intercettazioni e i genitori che «possiamo risolvere tranquillamente la situazione»

È fissato per la prossima settimana l'ultimo interrogatorio di garanzia per i tre giovani arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una minorenne, avvenuta in una villetta nel quartiere Primavalle la notte di Capodanno dello scorso anno. Il confronto con il gip è slittato, rispetto agli interrogatori degli altri due raggiunti
dalla misura cautelare e sentiti nei giorni scorsi, in quanto positivo al Covid. Nel corso degli interrogatori i primi due indagati hanno sostanzialmente respinto le accuse sostenendo che si è tratto di un rapporto consenziente.

Figli di vip, il nipote di un politico, ragazzi di buona famiglia che comprano droga ai Parioli e organizzano festini a base di stupefacenti, alcol, psicofarmaci in una villetta a Primavalle, nei giorni del lockdown. Un party illegale culminato con uno stupro di gruppo in danno di una sedicenne. È la vittima a raccontare ai Carabinieri i dettagli confusi che riesce a ricordare e che hanno consentito di spedire ai domiciliari Patrizio Ranieri e Claudio Nardinocchi, mentre per Flavio Valerio Ralli - accusato di violenza sessuale, non di gruppo - è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

La giovane ha ammesso di avere bevuto e fumato, ma non ricorda di avere assunto sostanze compatibili con le sensazioni provate: «Mi ricordo che andavo da una stanza all’altra, mi sentivo fluttuare non ero più cosciente». E ha detto anche di essere stata contattata da uno degli indagati nei giorni successivi. Ranieri, che subito dopo la presunta violenza sarebbe uscito dalla stanza dove si trovava la sedicenne mostrando a tutti la sua maglietta sporca di sangue, avrebbe incontrato la ragazzina. «Durante questo incontro, durato tra i dieci e i quindici minuti, l’aveva inizialmente accusata di aver messo nei guai i partecipanti alla festa - annota il gip nell’ordinanza di arresto - le aveva detto di aver intrattenuto con lei un rapporto sessuale consenziente, aggiungendo, infine, di volerla proteggere».

L’indagato le aveva anche inviato dei messaggi chiedendole come stesse. E lei, a disagio, aveva risposto in modo evasivo: «Non è che sono la persona più felice del mondo quando mi scrive - ha detto ai carabinieri - perché mi viene quella sensazione che dicevo - di disagio, ndr - mi viene solo con qualcuno, anche solo a vedere delle foto, non è una sensazione che controllo, è il mio cervello che ricollega a quella notte». La sedicenne ha anche aggiunto che Ranieri le avrebbe detto di averla vista rifiutare gli approcci di uno degli altri indagati per stupro - un diciassettenne nei cui confronti procede la Procura dei minori -, «ma non è intervenuto», ha sottolineato.


Quella notte di San Silvestro si era trasformata in un incubo: la minore sostiene di essere stata praticamente abbandonata dalle amiche, che avevano lasciato la festa senza dirle nulla, mentre era in balia del branco.

La mattina dell’ 1 gennaio 2021 si era svegliata all’interno della villetta di Primavalle con indosso «soltanto la gonna e una felpa», non di sua proprietà. Aveva dovuto cercare i suoi indumenti e anche la biancheria intima che indossava la sera prima all’interno delle diverse stanze della casa. «Non stavo pensando chiaramente, non mi ricordo niente di quello che ho fatto - ha detto a verbale - mi ricordo la scena di me che piangevo in macchina quando mi sono venuti a prendere, la mia amica che mi ignorava... io che mi faccio la doccia e io che mi butto sul letto... anzi, io che mi butto sul letto non me lo ricordo neanche».

La ragazzina ha confessato di avere subito anche un’altra violenza in passato. A un’amica racconta che, in quell’occasione, le avevano puntato contro un coltello.
Ma sono le chat e le intercettazioni, insieme alle fotografie trovate sui cellulari e sui social dei ragazzi presenti, quasi tutti minorenni, a dare uno spaccato desolante di un’adolescenza persa tra droghe e sballo. La festa - illegale, perché avvenuta nel pieno dell’emergenza Covid - era stata organizzata via Instagram. Si erano uniti due gruppi: il gruppo “Parioli”, composto principalmente da ragazze, e il gruppo “Primavalle”, i cui partecipanti ponevano come condizione che al party le ragazze fossero in numero maggiore e, preferibilmente, non fidanzate.

«Possono venire solo due ragazzi», dicono ad un certo punto. «Tutti i ragazzi della casa ci hanno provato, penso che la festa avesse proprio questo scopo», racconterà una delle minorenni presenti ai carabinieri.
Le chat sono piene di parole volgari, bestemmie, notizie sull’acquisto di hashish, cocaina, psicofarmaci.

Lo stesso gruppo, il 2 gennaio 2021 era stato rinominato «Festino il 5 o il 6»: una nuova festa era in preparazione. Le conversazioni degli ultimi giorni del dicembre 2020 raccontano di un’organizzazione farneticante e di un lavoro incessante - principalmente delle ragazzine - per procurarsi dosi ingenti di stupefacenti. Una delle più attive, che si occupa di acquistare fumo e polvere bianca, è la figlia di una nota soubrette, mentre il nipote di un politico - che non è indagato - scrive in chat che a portare cocaina è stato il fidanzato della ragazza, mentre a portare il Rivotril sarebbe stata una quattordicenne.


A decidere di sporgere denuncia sono i genitori di un’amica della vittima, che stavano ospitando la ragazza - figlia di un diplomatico spagnolo - durante le vacanze natalizie. Quando il padre dell’amica va a prendere la sedicenne alla villetta la trova in strada, al freddo, in stato confusionale. Lei si vergogna e giustifica i lividi che ha sul corpo dicendo di essere caduta dalle scale. Ma l’uomo non è convinto e chiama il padre di un’altra minore che era alla festa. La versione che riceve è che la sedicenne avrebbe avuto diversi rapporti sessuali, definiti «consenzienti», e che la situazione si sarebbe potuta tranquillamente risolvere «non coinvolgendo le forze dell’ordine, ma instaurando un dialogo con i rispettivi figli».


Il branco, intanto, prova a costruire un’altra verità. Flavio Valerio Ralli dichiara che la vittima quella notte «era sballata, ma sembrava felice». Il ventenne aveva avuto un rapporto con lei nel bagno al primo piano della villetta e contemporaneamente anche con la sua fidanzata, pure lei in condizioni psicofisiche alterate da alcol, droga e psicofarmaci. Il minorenne che aveva messo a disposizione la casa per la festa, convocato in caserma l’11 gennaio, mentre è dai carabinieri, chiama uno degli amici presenti, indiziato della violenza, e chiede di un video che aveva girato Ranieri in cui riprendeva la sedicenne che diceva che era stato piacevole avere un rapporto sessuale: «Eh mo poi invia’, così non succede niente a nessuno», dice.
In una telefonata alla madre di uno dei minori indiziati della violenza, inoltre, Ranieri fornisce una spiegazione edulcorata circa le condizioni in cui versava la sedicenne: «Quella ragazza non c’ha i genitori in Italia, sta a dormì a casa de un’amica e i genitori di questa si so spaventati quanno l’hanno vista la mattina». Mentre all’amico dice di cancellare ogni contenuto multimediale nel telefono, per non lasciare tracce.


Scrive il gip: dalle conversazioni «non emerge mai, neppure un istante, un segno di pentimento e nemmeno un dubbio circa la liceità delle azioni commesse e, tantomeno, una parola di commiserazione nei confronti della vittima», che quella notte era stata ridotta a «completo oggetto dei loro desideri sessuali».


 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA