Napoli, rapinatori morti in strada, confessa vittima della rapina: «Non volevo ucciderli ma solo prendere la targa»

Giovedì 1 Aprile 2021
Napoli, rapinatori morti in strada, confessa vittima della rapina: «Non volevo ucciderli ma solo prendere la targa»

Giuseppe Greco ha ammesso di aver raccontato il falso e ha chieso più volte scusa alla famiglia delle vittime: «Non volevo ucciderli, volevo solo prendere la targa». Il 26enne è stato sottoposto questa mattina nel carcere di Poggioreale all'interrogatorio di garanzia dopo il fermo per il duplice omicidio di Ciro Chirollo e Domenico Romano, avvenuto a Marano venerdì scorso. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri, Greco ha speronato con la sua Smart lo scooter Tmax con a bordo i due uomini che poco prima lo avevano rapinato del costoso rolex.

 

La confessione 

Stamani, sostenuto dal suo avvocato Domenico Della Gatta, e alla presenza del sostituto procuratore Paolo Martinelli, Greco, ancora in stato di choc, ha confessato al gip di Napoli Nord Nicola Paone di aver tamponato lo scooter con a bordo Chirollo e Romano, ma di non aver avuto «alcuna intenzione di ucciderli». «Volevo solo prendere la targa».Il giovane, che con la fidanzata gestisce un sito internet di vendita di capi di abbigliamento, ha spiegato di aver detto falsità circa le fase successive alla rapina - aveva raccontato che i banditi gli avevano preso il rokex e l'auto - «per paura di ritorsioni, per non deludere la mia fidanzata e la mia famiglia. Ho sbagliato, cercate di capirmi, sto male vi prego aiutatemi» ha implorato al magistrato.

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Greco ha raccontato che dopo aver subito la rapina da parte di Chirollo e Romano, questi ultimi si erano allontanati. «Anch'io volevo tornarmene a casa, poi li ho incrociati alla rotonda di San Rocco, a meno di un chilometro di distanza dal punto della rapina, e a quel punto ho pensato di inseguirli, ma non per ucciderli, ma per la targa; in prossimità di una curva, li ho tamponati e ho perso il controllo della mia Smart, che dopo qualche metro si è fermata. L'auto non funzionava più, così sono sceso, e non sono passato sopra i loro corpi come ho letto.

Poco dopo ho incontrato un ragazzo in scooter che mi ha riaccompagnato sul luogo della rapina e poi a casa. Quindi, con mio fratello, mi sono recato dai carabinieri. Sono sconvolto. Se volete vi accompagno sul posto». Il pm, al termine dell'interrogatorio durato un'ora e mezza, ha chiesto al Gip di disporre il carcere, mentre l'avvocato Della Gatra ha fatto richiesta dei domiciliari, magari con braccialetto elettronico. Il Gip deciderà nelle prossime ore.

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