Libro sul celibato, Ratzinger toglie
la firma ma evita lo strappo

Mercoledì 15 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO L’unico che in questa vicenda scombinata e surreale si sta fregando le mani per l’inaspettata pubblicità è Nicolas Diat, l’editore francese legato agli ambienti della destra cattolica americana che ha pubblicato il libro scritto dal cardinale Robert Sarah e da Benedetto XVI in cui è contenuto l’appello a Papa Francesco a non toccare la disciplina sul celibato sacerdotale, contrapponendo così, in modo tanto sfrontato, i due Papi. 

LEGGI ANCHE Ratzinger, troppo tardi: il libro sul celibato in Francia è già nelle librerie con la sua firma
LEGGI ANCHE Ratzinger sul celibato spiazza il Vaticano e la Chiesa si spacca

Il volume teologico destinato inizialmente ad un pubblico cattolico si è trasformato in 48 ore in un caso editoriale di rara potenza anche perché non si era mai visto uno scontro di questo livello tra i due Papi. Imbarazzi, accuse, sospetti, denunce incrociate. Il segretario del Papa emerito, monsignor Georg Gaenswein, cercando di salvare capra e cavoli, ha imputato al cardinale Sarah di essere scorretto per non avere fatto vedere a Ratzinger le bozze del libro e, soprattutto, la copertina sulla quale appaiono i nomi a caratteri cubitali dei due autori. 

 

TEMPISTICA
Don Georg in tarda mattinata ha fatto sapere che «il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l’uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah». Il risultato di questa frittata è che per togliere dall’imbarazzo Papa Francesco è stato deciso di togliere dal libro il nome di Ratzinger. «Su indicazione del Papa emerito ho chiesto a Sarah di contattare gli editori pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni». Peccato che questa versione non collima perfettamente con quella del cardinale che inizia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa di prima mattina su Twitter dove riversa la sua amarezza per la diffamazione che iniziava a serpeggiare: «Dichiaro solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto editoriale avrebbe preso la forma di un libro». Qualche ora dopo attraverso una lunga nota in francese ripercorreva la vicenda. Tutto ha inizio il 5 settembre al monastero in cui vive anche Gaenswein. In quella occasione Sarah si informa sulla possibilità di scrivere un testo sul sacerdozio, facendo attenzione al tema del celibato, visto che di lì a poco se ne sarebbe parlato durante il Sinodo sull’Amazzonia. «Gli ho detto che anche io avevo iniziato a scrivere una riflessione, aggiungendo: immagino che lei possa pensare che un suo contributo potrebbe non essere opportuno a causa delle polemiche che provocherebbe sui giornali, ma sono convinto che tutta la Chiesa ha bisogno di questo dono, che potrebbe essere pubblicato a Natale o all’inizio dell’anno nuovo». 

 

 

PASTICCIO
Fatto sta che il 20 settembre Ratzinger lo rassicura di avere avviato il lavoro. «Mi aggiunse che me lo avrebbe trasmesso quando la traduzione in in italiano sarebbe stata completa». Ratzinger nonostante i quasi 93 anni è perfettamente lucido, anche se scrive poco per via della vista debole; preferisce dettare i suoi pensieri al segretario o alla segretaria. Il 12 ottobre il cardinale Sarah riceve finalmente il plico confidenziale contenente l’elaborato del Papa emerito. Il mese successivo al monastero arriva la prima bozza del libro con i due testi e, precisa Sarah, il 19 novembre si decide di comune accordo la copertina, una introduzione e una conclusione comuni. Il 25 novembre Ratzinger gli dà l’ok. «Da parte mia sono d’accordo che le testo sia pubblicato nella forma che lei ritiene ha previsto». Era il semaforo verde tanto atteso. Poi l’anticipazione del Figaro, il precipitare delle cose davanti all’incalzare della polemica e alle tifoserie pro-Ratzinger o pro-Bergoglio sempre più radicalizzate. Una sorta di resa dei conti. Sarah ieri era visibilmente affranto. «Perdono sinceramente coloro che mi stanno calunniando o che mi vogliono contrapporre a Papa Francesco. Il mio attaccamento a Benedetto XVI resta intatto e la mia filiale obbedienza a Francesco assoluta». Papa Francesco non ha finora fiatato. Alla messa mattutina di Santa Marta ha però concentrato la sua attenzione - lamentandosi - sul male che fanno «i cristiani incoerenti e i pastori schizofrenici».
 

Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA