Variante Delta, Pregliasco: «Nuova impennata di contagi dopo le vacanze, per i non vaccinati sono guai»

Giovedì 12 Agosto 2021 di Simone Pierini
Variante Delta, Pregliasco: «Nuova impennata di contagi dopo le vacanze, per i non vaccinati sono guai»
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Una nuova impennata di contagi dopo le vacanze, un po' come avvenne lo scorso anno a settembre con il rientro degli italiani dalle mete estive, acuita dalla maggiore virulenza della variante Delta. A prevederlo è il virologo Fabrizio Pregliasco che all'Adnkronos Salure commenta così l'andamento dell'epidemia. «Aumentano le regioni italiane in zona rossa secondo l'Ecdc? Dipende da quanto in alto metti l'asticella. Comunque è una situazione di partenza peggiore dell'estate scorsa e quindi con un rischio, con la ripresa delle attività, che tutto ciò che si sta scambiando nei contesti di vacanza porti a un ulteriore rialzo dei contagi dopo le ferie». Ha ammesso Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano, commentando l'ultimo aggiornamento della mappa con cui il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) fotografa le aree più a rischio Covid e l'andamento in Ue.

 

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Pregliasco: a rischio se non vaccinati

«È chiaro - sottolinea il virologo - che noi abbiamo voluto gestire il turismo, la parte economica, ma del resto non esiste la bacchetta magica. Il virus è un'onda che si sta stabilizzando, potrà esserci magari un leggero calo - prevede l'esperto - o comunque non quell'incremento verticale che abbiamo visto, però poi - avverte - un altro colpo di coda più avanti» potrebbe arrivare. «Il problema è che ci sono un sacco di contatti e ogni contatto interumano - torna a ripetere Pregliasco - rappresenta un rischio con livelli di probabilità variegati. Nemmeno due vaccinati all'aperto hanno il rischio zero ma se sei in mezzo alla movida, senza mascherina e fra pochi vaccinati, sono guai».

 

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Il codice viola in Israele

«È una cosa carina». Così Pregliasco commenta la reintroduzione in Israele, a partire dal 18 agosto, del 'codice viola' che prevede nelle aree commerciali la presenza massima di una persona ogni sette metri quadrati. «Il famoso metro di distanza - spiega all'Adnkronos Salute il medico - non basta con la variante Delta. E c'è il ruolo ormai recuperato della trasmissione aerea: è vero che il droplet manda la maggiore quantità di concentrazione del virus ma non c'è una misura precisa di fin dove arrivi. La misura è una mediazione con la fattibilità. Il metro e 80 è quello del droplet più grosso ma le altre particelle rimangono nell'aria nei contesti chiusi». Dunque, se all'aperto basta stare a 2 metri, al chiuso «serve il ricambio d'aria». Per l'esperto il 'codice viol'a potrebbe anche essere mutuato. È invece «impraticabile» il Green pass dai 3 anni in su imposto nello Stato ebraico sempre dal 18 di questo mese. «È difficile fare tamponi in quantità industriale, diventa impegnativo. I costi - conclude Pregliasco - sarebbero troppo alti».

 

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Vaccinare gli under 12

«È necessario vaccinare gli under 12 perché la variante Delta è molto più contagiosa e quindi è un virus quasi diverso nella sua capacità diffusiva e i giovanissimi sono gli apripista nella continuità di presenza di altre infezioni. Bisogna superare questi dubbi dei genitori che spesso la comunicazione alimenta». Ha dichiarato il virologo che si pone in disaccordo con chi sostiene che in questa fascia di età il rischio superi il beneficio. «L'1% dei bambini - ricorda il virologo - ha degli effetti rispetto al virus e quindi sta male. Ventotto sono morti, e non sono pochi. Poi - aggiunge - c'è il problema della Mis-C, la sindrome infiammatoria multisistemica» spesso scatenata dal Covid nei più piccoli e «il dubbio sugli effetti del Long Covid anche per loro». Quindi, chiarisce l'esperto, «è davvero un elemento che va considerato dal punto di vista di un loro rischio. E in più - ribadisce - c'è il fatto che ovviamente facilitano la diffusione del virus nella comunità. Magari in un prossimo futuro, in campagne di vaccinazioni di richiamo, non dovranno essere richiamati. Ma questo dipenderà dall'andamento epidemiologico futuro. In questa fase - conclude Pregliasco - dobbiamo considerare l'immunità di comunità come elemento fondamentale».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA