Obbligo vaccino, prof come i sanitari. I presidi: «Perché noi? Il 92% è immunizzato»

I docenti: non ci siamo mai tirati indietro. I dirigenti chiedono una corsia preferenziale per la terza dose

Giovedì 25 Novembre 2021 di Lorena Loiacono
Obbligo vaccino, prof come i sanitari. I presidi: «Perché noi? Il 92% è immunizzato»

In classe si entra solo con il vaccino anti-covid, vale per tutto il personale scolastico: docenti, bidelli e presidi. L'obbligo vaccinale stabilito ieri dal Cdm scavalca quindi quello del Green pass. L'obbligo è previsto infatti anche per il personale addetto alla sorveglianza, alla pulizia e alla mensa.
«Non ci siamo mai tirati indietro sui vaccini - ha commentato Maddalena Gissi, segretario Cisl scuola - ci affidiamo alla scienza. Non abbiamo mai sottovalutato questa situazione e abbiamo sempre incentivato i colleghi alla vaccinazione. Ovviamente pretendiamo garanzie per le condizioni di reale fragilità, presenti in tutti i settori lavorativi. Siamo d'accordo». Si tratta di una decisione presa per alzare i livelli di sicurezza messa in campo nelle scuole fino ad oggi, visto che negli istituti i casi positivi si moltiplicano di giorno in giorno: un'impennata che interessa soprattutto i bambini delle scuole elementari per i quali, ad oggi, non è ancora previsto il vaccino. Al primo caso positivo si effettuano i tamponi ed emergono puntualmente nuovi positivi che, di fatto, diventano veicoli di contagio anche in famiglia perché spesso sono asintomatici. E allora, per tutelare quanto più possibile sia la didattica sia il personale scolastico, arriva l'obbligo.

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I numeri della scuola

Ad oggi, secondo i dati diffusi dal ministro all'istruzione Patrizio Bianchi, il 94% del personale scolastico ha ricevuto almeno la prima dose e il 92% ha avuto anche la seconda. In quel 2% di differenza ci sono molti docenti che hanno avuto il covid quindi sono fermi alla prima somministrazione. Nel restante 6% ci sono i fragili e, poi, tutti coloro che hanno scelto di non vaccinarsi e vanno a scuola con un Green pass generato dai tamponi. Per loro, su cui tanto si è discusso in merito al costo dei test e alla richiesta da parte di alcuni di renderli gratuiti, ora il cerchio si chiude: o fanno il vaccino o perdono lo stipendio. Senza vaccino infatti è prevista l'immediata sospensione dal diritto di svolgere l'attività lavorativa «senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento».

E allora bisogna accelerare i tempi per le somministrazioni, anche per la terza dose: «E' fondamentale istituire una corsia preferenziale per la terza dose - sottolinea il presidente dell'Anp, l'associazione dei dirigenti scolastici, Antonello Giannelli - credo si debba andare verso l'obbligo generalizzato e non solo per alcune categorie come quella scolastica, in gran parte vaccinata».
 

Ultimo aggiornamento: 07:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA