La mamma di Matteo contro Salvini: «Non capisco, chi è malato come mio figlio non tornerebbe mai in classe»

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Vaccini, la mamma di Matteo a Salvini: «Proposta che non capisco, chi è malato come mio figlio non tornerebbe mai in classe»

di Camilla Mozzetti

Mamma Sara ha da poco finito di fare il bagnetto al piccolo Matteo, il bambino romano di 8 anni affetto da leucemia, che potrà tornare in classe solo quando un suo compagno avrà ultimato i richiami vaccinali. E con le mani ancora umide la madre del bimbo risponde al telefono: «Su Salvini e la lettera scritta al ministro? Mi sono spaventata tanto e ho pensato: non è possibile. Mi veniva da piangere».





Signora Attili cosa l’ha turbata di quella lettera?
«Mi sono detta: mi rema tutto contro. L’obbligo dei vaccini va esteso e non il contrario. Cosa voleva fare? Salvini facesse qualcosa affinché vengano vaccinati tutti: non dimentichiamoci che alcune malattie, come la poliomielite e il vaiolo, sono state debellate grazie al vaccino».

Pensa che la richiesta del ministro dell’Interno avanzata alla responsabile della Sanità, per differire gli obblighi in scadenza il prossimo 10 marzo e permettere ai bambini non vaccinati da 0 a 6 anni di entrare a scuola, rappresenti un passo indietro?
«Penso di sì, invece di sminuire le vaccinazioni perché non cerca di fare qualcosa per garantirle? Ci sono tanti bambini che vanno alla materna e sono nelle condizioni di mio figlio, se Salvini si facesse un giro nei reparti oncoematologici non so come ne uscirebbe: ci sono dei piccoli che neanche camminano perché sono attaccati alle pompe che fanno la chemio e ci sono bambini di due o tre anni che magari ne sono usciti e potrebbero tornare a scuola. Io li invidiavo lo sa?»

Chi? Quei bambini?
«Sì, i piccoli della materna perché mi dicevo: “vedi però loro sono più fortunati, perché se c’è qualcuno non vaccinato possono allontanarlo”».

Crede che il ministro abbia peccato di superficialità?
«Ha azzardato a fare una dichiarazione del genere».

Tra le motivazioni addotte da Salvini c’è quella di evitare dei traumi, non creare bambini di serie A e di serie B...
«Non si tratta della scuola dell’obbligo, non credo che tra bambini di quell’età possano nascere delle discriminazioni, che sono dei meccanismi che scattano quando invece sono un po’ più grandi. Posso capire la componente traumatica e dire: evitiamola. Ma ricordiamoci anche che il bambino non vaccinato rischia di morire se il genitore, ad esempio, si prende la meningite. In Africa ci sono mamme che si fanno i chilometri a piedi per portare i bambini a vaccinarsi noi per fortuna abbiamo i consultori, deputati a farli anche gratuitamente. Se un genitore dice: “non faccio il vaccino perché porta l’autismo” non ci sto, lo capisco invece se ha un problema di salute che glielo impedisce».

Perché il ministro dell’Interno secondo lei è intervenuto sull’argomento?
«È politica, non sono molto appassionata, ma credo che sia un modo per racimolare voti».

Salvini è anche un padre. Da genitore a genitore cosa gli direbbe?
«Di fare un po’ il papà di tutti i bambini e di cercare di tutelarli al meglio, proteggendoli come farebbe con i suoi figli».

E cosa dovrebbe fare lo Stato?
«Una legge più chiara: mettere l’obbligo da zero a 14 anni, tutelando così tutta la scuola, compresa quella dell’obbligo. Mettere delle regole certe proprio come si fa con i bambini quando si dice loro di non salire in piedi sulle sedie. Il divieto non vale solo per la sedia della propria cucina, ma per tutte quelle che incontra. In tanti Paesi, dal Lussemburgo alla Svizzera, se non hai le vaccinazioni a scuola non vai. Entrambi mi sembrano Paesi civili. Da noi invece è un cane che si morde la coda».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 7 Marzo 2019, 00:37






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4 di 4 commenti presenti
2019-03-07 17:26:26
Il primo commento ruzante, pensa che chi ha dei problemi di salute non deve importunare gli altri, infatti si evince che non deve avere una vita normale, tentare di avere una vita normale, rafforzando le sue difese immunitarie, non deve poter giocare, essere educato culturalemte, poter andare al cinema, ecc. Asseredndo che per lui è troppo pericoloso e non vede vie di uscita. Non cito più libri sui diversi argomenti, ho visto che è inutile. Ma ruzante dall'altto della sua cattedra di immunologia ci spiega le sue soluzioni. Nessun tentennamento nessuna idea che il gruppo vaccinato possa essere un'argine al proliferare delle malattia, NO! per lui la strada è rimanere a casa! Così dovrebbero rimanere a casa chi non è in grado di camminare perchè non c'è l'ascensore, o perchè il condominio non da l'autorizzazione ad una pedana. Non dovrebbero andare a scuola i bambini con problemi di handicap... ecosì via. Si dirà non hai capito niente io mi riferivo solo a questo casa a questo bambino. Già oerchè leggendo hai scoperto solo questo caso il resto che non viene scritto non deve avere la sua attenzione. Poi abbiamo notte fonda altro che luna. Dall'alto della sua conoscenza decreta imperituro che non sono i bambini non vaccinati a poter trasmettere le varie esantematiche, pericolose o meno (approposito devo scrivere cosa s'intande per esantamitiche). No assolutamente il rischio sono i bambinivaccinati con due cose che farebbero ridere.... l'ignoranza dilaga e sveglia i vaccinati cioè coloro che gli anticorpi fanno si di non ammalarsi siano gli untori finendo con sveglia urlato visto che è in maiuscolo. Questi sono i no vax gli i proseliti dei 5MS ha ragione chi definisce questa non cultura come le religioni oscurantiste.
2019-03-08 12:27:05
Mah, hai messo tante (troppe) cose assieme. L'ascensore se lo installi non fa male a nessuno, quindi mettiamoli pure, ma il vaccino può in alcuni casi avere delle conseguenze drammatiche, quindi ben venga la libera scelta. Si puo e si deve trovare una soluzione pratica di compromesso che permetta ai genitori che non vogliono vaccinare di mandare i bambini a scuola, come pure ai genitori di bambini immunodepressi di mandarli a scuola. Magari rimescolando le classi, ora come ora non saprei. Comunque la sicurezza che puo' ottenere quel bambino immunodepresso e solo una sicurezza molto parziale e relativa verso poche malattie. Ad esempio il Tetano non si passa, l'epatite B se non fai scambi di siringa o rapporti sessuali e' quasi impossibile prenderlo, la Polio/Difterite in occidente non ci sono piu da 30 anni, etc. Al contrario molte malattie pericolose che non hanno come controparte il vaccino potrebbero arrivare dai compagni di classe anche se tutti vaccinati. In questo caso invece i genitori accettano volentieri il rischio, non capisco. Non si puo' pretendere che una persona rischi gli effetti collaterali del vaccino per proteggere tuo figlio. Gli effetti collaterali/avversi esistono, non facciamo negazionismo. Se succedesse ad uno di quei 5 bambini di ritrovarsi con un evento avverso, la mamma del bambino immunodepresso si sentirebbe a posto con la coscienza per aver spinto quei genitori a vaccinare anche se quei genitori preferivano adottare un principio di precauzione?
2019-03-07 10:02:17
Ma cosa pensano questi genitori, di poter rendere la classe un ambiente sterile come una sala operatoria? E con il resto dell'ambiente scolastico come la mettiamo? Insegnanti, dirigente scolastico, segreteria, bidelli, genitori a colloquio, rappresentanti editoriali, periti, operai... La scuola è un ambiente pubblico alquanto trafficato. E il tragitto casa-scuola? Capisco che sia dura, ma credo che in certe situazioni non vi sia altra soluzione che tenere a casa il proprio bambino.
2019-03-07 09:54:06
Quando l'ignoranza dilaga... Non saranno certo i non vaccinati a trasmettere le malattie a suo figlio, cara signora, bensì proprio i vaccinati che lei tanto esalta!!! SVEGLIA!!!