«Jihadisti rimpatriati da lunedì». La Turchia avvisa l'Ue, nelle carceri mille combattenti

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«Jihadisti rimpatriati da lunedì». La Turchia avvisa l'Ue, nelle carceri mille combattenti
«Che vi piaccia o no, che ritiriate o no le loro cittadinanze, vi rimanderemo i membri dell'Isis, che sono la vostra gente, vostri cittadini». A partire da lunedì, la Turchia inizierà a espellere verso i Paesi d'origine i jihadisti del Califfato catturati in questi anni nel suo territorio o in Siria. Dopo giorni di avvertimenti, il ministro dell'Interno Suleyman Soylu ha annunciato che il governo di Recep Tayyip Erdogan è pronto ad avviare i rimpatri. «Sono vostri, fatene quello che volete», ha detto a muso duro rivolgendosi «all'Europa», dopo aver già minacciato di espellere anche i miliziani cui era stata tolta la cittadinanza dagli Stati di provenienza.

Per Ankara è una prima risposta agli alleati Nato, accusati di averle voltato le spalle nell'offensiva contro le milizie curde in Siria, «schierandosi con i terroristi». Non è stato precisato quali saranno i Paesi inizialmente coinvolti, né come Ankara intenda forzare la mano in caso di mancato accordo con gli Stati di destinazione, visto che diversi accordi internazionali, tra cui la Convenzione di New York del 1961, vietano l'espulsione di apolidi. Oltre 100 sono i presunti jihadisti cui la Gran Bretagna ha ritirato il passaporto, tra cui figure note come Jack Letts, alias Jihadi Jack, o Shamima Begum, fuggita in Siria a 15 anni per unirsi all'Isis. Casi analoghi riguarderebbero Francia e Olanda. L'ultimatum non dovrebbe invece preoccupare l'Italia.



Nelle prigioni turche, si apprende da fonti qualificate di intelligence e antiterrorismo, non ci sarebbero infatti combattenti del nostro Paese. Dalle ultime informazioni disponibili, i foreign fighter che hanno avuto un legame con l'Italia sarebbero circa 140, di cui una cinquantina morti. Gli italiani e i naturalizzati italiani sarebbero però solo 25 e di questi 4 risultano deceduti e 8 già rientrati in Europa e costantemente monitorati dagli apparati di sicurezza. In Siria è stato invece arrestato, dopo esser stato catturato dai curdi e dagli americani, Samir Bougana, italo-marocchino di 24 anni partito nel 2013 per andare a combattere prima con Al Qaeda e poi con l'Isis. L'uomo è già in carcere in Italia.



Nei campi di detenzione sotto controllo curdo, almeno fino all'offensiva di Ankara, tra Al Hol, Ayn Issa e Roj, si troverebbero invece almeno 4 combattenti italiani: Alice Brignoli e suo marito italo-marocchino Mohammed Koraichi con i 3 figli, Sonia Khediri, italo-tunisina e moglie di Abu Hamza al Abidi, figura di spicco del Califfato ucciso in combattimento, e Meriem Rehaily, 23enne padovana di origine marocchina, condannata per arruolamento con finalità di terrorismo. Anche loro avrebbero 2 figli ciascuna. Nelle carceri turche sono al momento detenuti complessivamente 1.149 jihadisti legati al Califfato, mentre almeno 242 sono i foreign fighter di 19 Paesi catturati in Siria dall'inizio un mese fa dell'operazione militare Fonte di Pace e pronti a essere rimandati a casa.


 
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Venerdì 8 Novembre 2019, 19:06






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5 di 20 commenti presenti
2019-11-09 12:30:10
Spero che tra qualche anno qualcuno riesca a ricostruire una parvenza di verità e di interessi che si intrecciano in quelle martoriate zone, nel frattempo se i jadisti rientrano in Italia sarà bene metterli in gabbia e buttare via le chiavi, che che ne dica la corte costituzionale.
2019-11-09 09:20:06
Non sorvolerei sull'accondiscendenza russa in merito. Erdogan sta facendo il lavoro sporco di Putin. il nostro problema è che essendo e restando il ventre molle non avremmo supporto da est né da ovest.
2019-11-09 10:17:42
Il lavoro sporco lo fanno i terroristi per noi cercando di ridurre la Siria come l' Iraq,Trump l' ha detto chiaramente "restiamo in Siria per difendere il petrolio",dal legittimo proprietario. Dopotutto la Turchia non farebbe altro che rimandare i terroristi al mittente.
2019-11-09 10:41:42
non c'è nessun "noi" goavegas. Se vedi differenze fra Trump p Putin o Erdogan o lo stesso Al Assad allora sei nei loro giochi. Quando sali al potere tu smetti di essere di destra, di sinistra, cristiano, mussulmano, terrorista o americano o qualsiasi altra cosa tu sia stato prima. Sali al potere e infili le dita nelle corde del burattinaio. Fine della breve triste storia umana. Attualmente, in Siria, il petrolio è gestito ufficiosamente dallo stato islamico, che il petrolio possa ancora essere il movente è decisamente improbabile. Bisogna solo tenere buono Putin adesso.
2019-11-09 12:21:16
Se in Siria ci fosse stata una rivoluzione,come volevano farci credere,ora non avremmo il problema dei terroristi. Una guerra costa,ti sei mai chiesto dove li trovano i soldi l' ISIS o Al Quaeda o i Talebani,ti ricordi chi li ha creati in Afghanistan negli anni 80. In quanto a differenze vedo Assad che vuole il suo paese liberato dagli invasori,Alleati e terroristi vari,mentre Trump ed Alleati non vogliono andarsene,noi Italiani non abbiamo voce in capitolo ma semplicemente eseguiamo gli ordini di Washington e Bruxelles a testa bassa e senza replicare.