Tumori, 2 centri su 10 per il sequenziamento sono al Sud: forte il divario con il Centro Nord per l'analisi dei geni

Martedì 7 Settembre 2021
Tumori, 2 centri su 10 per il sequenziamento sono al Sud: forte il divario con il Centro Nord per l'analisi dei geni

Sempre più forte il divario tra Nord e Sud anche nella medicina. Più di 8 strutture su 10 che usano le tecniche di sequenziamento genico di nuova generazione (che modificano la scelta di una più corretta terapia nei pazienti oncologici) è nel Centro Nord Italia. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Pathologica, presentato al VII incontro nazionale del Gruppo di patologia molecolare e medicina predittiva della Società italiana di anatomia patologica e citologia diagnostica, che si svolge in forma virtuale da oggi al 10 settembre. La Rete nazionale di laboratori ad alta tecnologia, attivata nel 2017, ogni anno realizza oltre 17.660 test (in media 654 per centro) utilizzando queste tecniche per la diagnostica dei tumori.

 

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«Il sequenziamento di nuova generazione è una tecnologia innovativa sempre più utilizzata nei centri diagnostici per la valutazione simultanea di numerose alterazioni molecolari e la selezione dei pazienti per l'oncologia di precisione», spiega Antonio Marchetti, ordinario di anatomia patologica e direttore del Centro di diagnostica molecolare oncologica dell'Università di Chieti. Dal 2017, le attività della Rete nazionale Ngs Siapec sono state progressivamente implementate. Al lavoro hanno partecipato 30 centri, 17 al Nord, 7 al Centro e 6 al Sud. Il rapporto laboratorio diagnostico/popolazione è di 1/1,6 milioni di abitanti al Nord, 1/1,7 milioni al Centro e 1/3,4 milioni al Sud o nelle isole. Tredici centri sono considerati altamente produttivi (da 500 a 2.500 test eseguiti ogni anno), 6 presentano una produttività media (da 200 a 500) e 11 si caratterizzano per scarsa attività o sono definiti in fase di implementazione (meno di 200 test). La produttività è strettamente connessa alla disponibilità di procedure automatizzate. Inoltre, ai responsabili dei centri è stato chiesto se il laboratorio fosse connesso funzionalmente a un «Molecular Tumor Board» (Mtb), cioè al gruppo multidisciplinare per la gestione dei dati molecolari e il trattamento dei pazienti. Due terzi dei centri sono connessi a un Mtb, ma solo nel 30% dei casi quest'ultimo è ratificato con decreto regionale. I professionisti più frequentemente coinvolti nel core team del Mtb sono il patologo, l'oncologo, il biologo molecolare, il genetista, il farmacologo e il bioinformatico. Specifiche figure con competenze bioinformatiche sono presenti solo nel 40% dei centri. 

Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA