Treni, caos distanziamento, mail di Trenitalia: solo 50% dei posti disponibili

Domenica 2 Agosto 2020
Caos treni tra ordinanze anti Covid contrastanti, cancellazioni, regioni ribelli e passeggeri disorientati

Affollatissimi, pieni a metà o addirittura cancellati: non potrebbe essere più varia la situazione oggi sui treni italiani dopo l'alternarsi di ordinanze sul distanziamento fra i passeggeri e il convoglio di polemiche che ne è scaturito. Resta infatti obbligatorio il distanziamento sui treni ad Alta Velocità. Lo stabilisce una ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che, a poche ore dal via libera del Mit all'utilizzo di tutti i posti a sedere, tira la frenata rapida. «Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela - spiega il minstro accogliendo le preoccupazioni di esperti ed enti locali -. È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora». 
 

Lo scontro negato

 
 

Le ricostruzioni su presunte divergenze con il ministro De Micheli relativamente al distanziamento sui treni a lunga percorrenza sono del tutto infondate. Ogni decisione è stata assunta nella piena condivisione e con l'obiettivo di tutelare la sicurezza dei viaggiatori». Lo afferma Nicola Del Duce, portavoce del ministro della Salute, Roberto Speranza.

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La mail di Trenitalia
«Ti informiamo che su tutte le Frecce e gli Intercity resta confermato il distanziamento e il limite del 50% di posti da occupare a scacchiera. Trenitalia, su ordinanza del Ministro della Salute, ha infatti sospeso l'applicazione delle misure precedentemente attuate in coerenza con quanto previsto dal Dpcm dello scorso 14 luglio che consentivano la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni AV e a Media e Lunga Percorrenza in presenza di specifiche condizioni». Lo ha comunicato in mattinata la società con una mail ai passeggeri, confermando le misure applicate finora a bordo treno, compresa la misurazione della temperatura alla partenza «nelle stazioni dove fermano Frecciarossa e Frecciargento».

Lombardia
Ma resta forte la confusione, anche perché regioni come la Lomabrdia vanno per i loro binari acuendo le polemiche.
«Perché la Regione Lombardia non ha ancora ritirato l'ordinanza che elimina il distanziamento sociale sul Trasporto pubblico locale, consentendo così il riempimento al 100% dei posti a sedere?». Lo scrive in una nota il coordinatore dell'esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli. «Il Comitato tecnico scientifico del governo - spiega - ha precisato che l'abolizione del distanziamento sociale è una decisione sbagliata e presa 'senza aver ricevuto il parere dello stesso Comitatò, quindi chiediamo alla Regione Lombardia di intervenire immediatamente per reintrodurre il distanziamento sociale in tutti i mezzi di trasporto». «Siamo felici che il ministro Speranza abbia firmato un'ordinanza che ripristina il distanziamento sociale sui treni - continua - ci domandiamo però perché questo distanziamento valga per i treni ma non per tutti gli altri trasporti pubblici e privati, aerei compresi. La salute pubblica è una questione seria che non può essere affrontata in maniera così disomogenea. Per questo chiediamo con urgenza che il Governo chiarisca anche questi aspetti. Non si capisce perché il virus dovrebbe circolare meno sugli autobus, i tram e le metropolitane, rispetto ai treni».

I viaggiatori
Lo 'stop and go', accompagnato dalle inevitabili polemiche, nel primo finesettimana d'agosto, le stazioni di nuovo affollate di passeggeri in partenza tra timori e voglia di vacanze. «Ma proprio quando partiamo noi? Siamo preoccupati», osserva Filomena mentre aspetta col marito il treno per Napoli alla Centrale di Milano. «Preferisco si mantenga il distanziamento», aggiunge Elena, che accompagna il figlio adolescente al treno per la montagna. I controlli all'ingresso dei gate sono ordinati anche a Torino Porta Nuova: «in treno si corrono gli stessi rischi che ci possono essere su un mezzo pubblico in città, almeno qui ci controllano la temperatura», dice un padre con la famiglia al seguito. Percorsi obbligati, dpi, consegna gratuita con igienizzante e protezioni anche a Roma Termini: «il nostro vagone era quasi pieno. Avevamo tutti le mascherine, speriamo possa bastare per essere sicuri», dicono Sara e Marco, arrivati da Venezia con Italo. Sui convogli, però, i passeggeri segnalano un po' di nervosismo.

Italotreno
Ecco i treni cancellati oggi da Italotreno dopo l'alternanza delle disposizioni anti Covid sul distanziamento dei passeggeri: 9919/9921; 9975; 9927/9929; 8111/8113; 8143; 8126; 8131; 8135. Per «ottemperare a quanto previsto» dall'ordinanza «emessa improvvisamente ieri dal ministro della Salute che reintroduce, con decorrenza immediata, l'obbligo di distanziamento nei treni ad Alta velocità» Italo - è stata « costretta, suo malgrado, a cancellare 8 treni della mattina e numerosi biglietti per i treni del pomeriggio, arrivando a coinvolgere circa 8000 passeggeri che non hanno potuto fruire del biglietto già acquistato». Italo, si legge in una nota, «si è già attivata per rimborsare i passeggeri nel più breve tempo possibile e sta lavorando per ridurre al minimo eventuali disagi per i prossimi giorni confidando nella comprensione dei suoi clienti». Le otto tratte cancellate riguardano collegamenti nord-sud come la Torino-Salerno e Torino-Reggio Calabria o la Milano-Napoli, ma anche tre collegamenti previsti in giornata tra Milano e Ancona.

Milano
È tranquilla comunque la situazione alla stazione Centrale di Milano, dove questa mattina si sono presentati i vacanzieri in partenza per mare e montagna. Qualche coda alla biglietteria, mentre gli altoparlanti segnalano i treni di Italo cancellati: tre in mattinata, due diretti a Salerno ed uno ad Ancona.

«Non c'è niente da fare, il concetto che le regole esistono per essere rispettate evidentemente è troppo ostico per il cervello bacato di molti...», scrive su Facebook Silvia, in viaggio sul Frecciarossa da Milano a Pescara. «Buona parte degli occupanti della mia carrozza non comprende che la mascherina va indossata a coprire naso e bocca, non come una collana o un braccialetto... Il distinto signore con borsa da manager al seguito, con cui ho appena avuto un diverbio, non la vorrebbe proprio mettere, se ne frega. Per fortuna i posti sono ancora distanziati...». E lo resteranno ancora per un bel pò. «In tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro - spiega il ministro Speranza - che l'obbligo delle mascherine. Sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus».

Gli esperti
Del resto, un recente studio dell'Università di Southampton, in collaborazione con Accademia cinese delle Scienze, China Academy of Electronics and Information Technology e Chinese Centre For Disease Control and Prevention, rileva che è necessaria una distanza di oltre un metro per un'ora di viaggio insieme. E che, dopo due ore di contatto, una distanza inferiore a 2,5 metri potrebbe essere insufficiente per impedire la trasmissione. «Sono un ottimista, ma che vuole essere prudente», afferma il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano: «il virus sarà tra noi ancora a lungo...», ricorda allineandosi alle osservazioni del Comitato tecnico scientifico, che ieri ha accolto la possibilità di far viaggiare i treni ad Alta Velocità al 100% dei posti con «molta preoccupazione». L'organismo tornerà a riunirsi giovedì prossimo, per valutare su richiesta dal Ministero dei Trasporti il nuovo piano dei treni. Anche in quella occasione, secondo quando si apprende, esprimerà «decisa contrarietà» all'abolizione del distanziamento. Nel frattempo l'ordinanza del ministro Speranza riporta indietro di 24 ore le lancette dell'orologio e lascia tutto invariato. Perché, osserva ancora Pregliasco, «in molti cittadini c'è la speranza che sia finito tutto», ma non è ancora così.

Le reazioni
«Consentire l'abolizione del distanziamento sui treni ad Alta velocità è un grave errore. Si rischia di vanificare tutti i sacrifici fatti finora». Lo afferma Stefano Pedica, del Pd. «Nel momento in cui è fondamentale tenere alta la guardia contro il coronavirus, invece che si fa? Si fa passare il messaggio -aggiunge- che tutto può tornare alla normalità, cosa che purtroppo ancora non possiamo permetterci. Mi auguro che Speranza intervenga tempestivamente e ripristini le vecchie regole perché così non va bene per niente».

Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 09:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA