Terremoto all'Aquila, scosse di magnitudo fra 3.7 e 3.4, gente in strada

Sabato 7 Dicembre 2019
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Terremoto all'Aquila nella notte con tre scosse di magnitudo fra 3.7 e 3.4: la paura è tornata a materializzarsi alle 22.55 di un tranquillo sabato in pre-clima natalizio. Un tonfo, sordo, e il solito, tristemente noto, tremore, stavolta, forse, un po' più lungo, almeno a sensazione di molti. Il terremoto torna a fare capolino nell'Aquilano, con due scosse ravvicinate, a poca distanza l'una all'altra. La prima, appunto, alle 22.55, magnitudo 3.7 secondo le rilevazioni Ingv. La seconda, poco dopo, alle 23.16, leggermente più lieve: 3.4. Epicentro a nord della città, nei pressi del Comune di Barete, nell'Alto Aterno. In mezzo una serie di piccole repliche. 

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L'INCUBO Tanto è bastato per far ripiombare nell'incubo il capoluogo abruzzese distrutto dal sisma del 2009 (magnitudo 6.3) e ancora alle prese, dopo oltre dieci anni, con una complessa ricostruzione. Timori amplificati dalle immagini del recente sisma albanese, che ha riportato alla mente qui drammatici giorni del 2009. Un nervo scopertissimo anche alla luce della scossa dello scorso 7 novembre, magnitudo 4.4, nella zona di Balsorano, sempre in provincia dell'Aquila, ma distante una settantina di chilometri in linea d'aria, al confine con il Lazio. 

«C'è stata paura ma rimarremo a dormire nelle nostre case perché dopo il terremoto del 2009 sono sicure». Così ha commentato Claudio Gregori, consigliere comunale di opposizione di Barete. Ex vicesindaco, Gregori ha sottolineato che non si registrano danni a persone e a cose e che la gente non si è riversata per strada. I due terremoti pare, dunque, che non abbiano provocato danni, anche se hanno avuto un'area di risentimento piuttosto vasta, estesa dalla profondità dei due eventi: 13-14 chilometri, sempre secondo le stime di Ingv. Si sa, più la profondità è elevata e più si allarga la zona coinvolta.

In questo caso i due terremoti sono stati distintamente avvertiti all'Aquila, in particolare a nord, nell'alta valle dell'Aterno, già tristemente coinvolta dalle scosse del 18 gennaio 2017. Ovviamente i due eventi sono stati percepiti nel vicino Reatino, nel Teramano, anche nella bassa Umbria, fino all'Ascolano. Tutta l'area coinvolta è stata sollecitata moltissimo dal 2009 ad oggi. In particolare, però, tracciando un cerchio con raggio di cinque chilometri intorno a Barete si scopre che le scosse superiori a magnitudo 3 sono state 32, in questi dieci anni. La più forte, magnitudo 5, si è verificata proprio il 18 gennaio 2017, in quella maledette giornata in cui furono ben 4 i terremoti superiori al quinto grado Richter, nel giro di poche ore. Poi un 3.8 e un 3.7, sempre in quella stessa giornata. Bisogna dunque tornare proprio a quel 18 gennaio 2017 per trovare un evento di pari intensità rispetto a quello della scorsa notte. Più in generale i terremoti intorno a Barete si sono verificati quasi sempre in corrispondenza delle scosse maggiori: 2017 e, ovviamente, 2009.

AREA GIA' COINVOLTA
L'area, dunque, è stata praticamente sempre sollecitata, stretta tra due sequenze importanti, L'Aquila e tutto il Cratere 2016-2017 che è partito da Amatrice, per estendersi a Norcia e poi coinvolgere la valle dell'Aterno. Non ci sono state segnalazioni di danni, d'altronde pur nella comprensibile paura, l'intensità può essere considerata bassa. Nonostante questo, però, molti hanno deciso di prendere precauzioni per la notte o, addirittura, di restare per qualche ora in auto, nonostante le temperature comincino a farsi molto rigide. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 14:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA