Terremoto a Firenze, la paura dei residenti: «Noi svegliati dalle scosse, siamo fuggiti IN strada»

Lunedì 9 Dicembre 2019
Terremoto al Mugello, la paura dei residenti: «Noi svegliati dalle scosse, siamo fuggiti di casa»

«Ci siamo svegliati alle prime scosse di terremoto verso le 3.30, ma poi quando è arrivata quella più forte, che poi abbiamo scoperto è stata di magnitudo 4.5, siamo usciti dalle case, abbiamo avuto una gran paura, non siamo più rientrati». Così alcuni abitanti di Barberino del Mugello descrivono il sisma che la notte scorsa ha colpito il loro territorio.

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Alcune decine di loro non possono ancora rientrare in casa, altri, che vivono anche nei comuni vicini, non possono accedere ai negozi e agli uffici che possiedono in paese e che si trovano nelle strade di cui è stato vietato l'accesso per motivi di sicurezza. «Le prime scosse verso le 3.30 ci hanno svegliato di colpo - racconta un giovane di Barberino, Gabriele Carpini, che lavora in uno degli esercizi che hanno potuto aprire - ci siamo messi in allarme, così quando poi è arrivata la scossa forte siamo tutti corsi fuori casa. Tutto il paese si è concentrato in piazza Cavour dove erano già arrivati Protezione civile e vigili del fuoco. È la piazza centrale, hanno fatto togliere tutte le auto in sosta dal parcheggio. E siamo rimasti tutti lì ad aspettare al freddo e mentre pioveva».
 


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Mentre erano riuniti in piazza gli abitanti hanno parlato tra loro delle scene appena vissute nelle proprie case: cedimenti di intonaci, cadute di oggetti, libri, soprammobili, e arredi, porte che sbattevano e persiane che 'ballavano'. «Io abito in una frazione vicina al capoluogo - racconta Isa Gramigni -. All'inizio del terremoto ci siamo svegliati ma ci siamo anche riaddormentati, ma poi quando è arrivata la scossa grossa siamo usciti subito di casa con pochi vestiti indosso e molta paura». Anche nel pomeriggio prosegue la raccolta di segnalazioni di danni al comando locale dei vigili del fuoco, allestito in piazza Cavour.

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Notevole la preoccupazione di chi è in coda perché si tratta di coloro che abitano nelle vie in cui non è possibile accedere finché non saranno fatte le verifiche tecniche sugli edifici. Molti temono di non poter tornare in casa per molti giorni e intanto, con pazienza e in modo ordinato, danno il proprio nome ai vigili del fuoco in attesa di sapere cosa devono fare.
 

Ultimo aggiornamento: 17:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA