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Strage di Viareggio, l'ex ad di Fs Moretti condannato a 5 anni. La sentenza appello-bis

Giovedì 30 Giugno 2022
Strage di Viareggio, Moretti condannato a 5 anni in appello. La sentenza

L'ex Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana Mauro Moretti è stato condannato a 5 anni nel processo di appello bis per la strage ferroviaria di Viareggio (Lucca) del 29 giugno 2009. La condanna è stata emessa per disastro ferroviario colposo, incendio e lesioni colpose. È invece stato estinto per prescrizione il reato di omicidio colposo, secondo le indicazioni della Cassazione. 

Il processo vedeva sul banco degli imputati 16 persone tra cui gli ex vertici di Ferrovie dello Stato (oltre a Mauro Moretti anche Michele Mario Elia, Vincenzo Soprano e Mario Castaldo) e i dirigenti e tecnici di aziende ferroviarie addette alla manutenzione dei carri merci, austriache e tedesche. A tutti è stato contestato il reato di "disastro ferroviario colposo", solamente per l'ex ammistratore delegato Mauro Moretti sono state aggiunte e accuse di incendio e lesioni colpose. 

Il processo bis 

Nel primo appello Moretti era stato condannato a 7 anni. Successivamente però la Cassazione aveva annullato la sentenza di secondo grado e disposto un nuovo processo per i 16 imputati. 

In questo secondo caso la procura generale aveva chiesto 6 anni e 9 mesi per Moretti, che diversamente dal precedente processo non ha rinunciato ad avvalersi della prescrizione per il reato di omicidio colposo. 

 

La difesa «Sentenza deludente» 

La difesa attende le motivazioni della sentenza che saranno rese pubbliche tra 90 giorni. «La sentenza è molto deludente. Una condanna a 5 anni per un processo senza prove é veramente un teorema e questo non può che dispiacerci. Tradisce un'interpretazione di questa storia che non é quella reale. Leggeremo le motivazioni» ha detto il difensore di Mauro Moretti, avvocato Ambra Giovene. 

Moretti, indignazione in aula per le dichiarazioni 

Questa mattina le dichiarazioni di Mauro Moretti avevano suscitato l'indignazione dei parenti delle vittime presenti in aula. L'ex Amministratore Delegato di Ferrovie aveva contestato le ricostruzioni processuali che lo accusavano di aver contenuto i costi dell'azienda mancando il rinnovo del parco carri: «Da amministratore delegato di Rfi, non potevo essere autore della politica di investimenti sul trasporto ferroviario merci né passeggeri. Non me lo consentiva la legge. Ogni politica in merito era compito di Trenitalia e delle altre imprese ferroviarie».

«La mia colpa fondamentale, espressa subliminalmente, sarebbe quella di essere l'autore di una precisa politica aziendale diretta ad investire nell'Alta Velocità, anche in
termini di sicurezza, a scapito delle merci».

La strage di Viareggio 

Il 29 giugno 2009 un treno merci che trasportava un carico di gas Gpl deragliò nei pressi della stazione di Viareggio. Nell'esplosione del gas morirono 32 persone, molti abitanti delle case circostanti allo scalo ferroviario.

Al termine del processo su 16 imputati sono stati condannati 13 persone. Tre gli assolti: i dirigenti Favo, Maestrini e Lehmann.  

Ultimo aggiornamento: 18:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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