Sport e Dpcm, palestre e impianti restano aperti, ma scatta la settimana dei controlli Come funziona

Lunedì 19 Ottobre 2020

La stretta per il mondo dello sport, c'è ma il Dpcm approvato ieri sera dal Governo lascia aperte le palestre e le attività sportive che in esse si svolgono, ma con l'avvio di una settimana di controlli per verificare che centri sportivi e palestre si siano adeguati alle prescrizioni di sicurezza anti Covid-19 emesse ormai mesi fa, pena la chiusura del settore. Si tratta di rispettare le linee guida elaborate dall'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, declinate poi per le singole discipline dalle rispettive federazioni sportive tramite appositi protocolli di applicazione, che in certi casi sono stati anche più volte aggiornati. Le linee guida prevedono tutte le azioni da fare prima dell'apertura, nel periodo di attività e dopo la chiusura delle strutture e particolare attenzione viene dedicata a:

 

PRESENZE E INGRESSI - Viene consigliato l'utilizzo di 'soluzioni tecnologichè che consentano la possibilità di tracciare gli accessi alle strutture. Soluzioni che consentono di regolamentare gli accessi con appuntamenti prenotabili per evitare il rischio di assembramenti o il mancato rispetto delle misure di distanziamento. Va nello stesso senso l'esigenza di riorganizzare l'attività per ridurre il numero di operatori sportivi. e utenti, contemporaneamente presenti. Ingressi in fila distanziati, mascherina sia in fila fuori sia dentro, e rilevamento.

PREPARAZIONE E INFORMAZIONE - È ritenuta 'fondamentale assicurare, nei settori di specifica competenza, la massima informazione dei lavoratori e di tutti gli operatori dei siti sportivi delle linee guida e della predisposizione di tutti gli elementi necessari per assicurare il rispetto delle loro disposizioni e la tutela della salute pubblica.

PREVENZIONE E PROTEZIONE - Misure finalizzate alla gestione del rischio di contagio all'interno del sito sportivo, adottate sulla base delle specificità emerse dalla fase di analisi del rischio e intese quali dotazioni minime ai fini del contrasto al contagio in relazione alla situazione epidemiologica. Tra quelle imprescindibili ci sono la sanificazione, con l'uso di disinfettanti e presidi specifici, anche e soprattutto per gli attrezzi, e la protezione generale, tipo quella data data barriere in plexiglass, e personale, con l'uso di mascherine ed eventualmente di guanti. Da seguire con attenzione sono poi le ormai normali pratiche di igiene: lavarsi frequentemente le mani; mantenere la distanza interpersonale minima di un metro, preferibilmente due; non toccarsi mai occhi, naso e bocca con le mani; starnutire e/o tossire in un fazzoletto o nella piega interna del gomito; non lasciare in luoghi condivisi gli indumenti; non consumare cibo negli spogliatoi. Per gli spostamenti nella struttura, con mascherina obbligatoria, servono percorsi alternati destra-sinistra nei corridoi, verso e dallo spogliatoio, e con più disinfettanti per le mani.

Ultimo aggiornamento: 19:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA