Siccità, scattano i divieti per l'uso di acqua potabile per giardini, piscine e auto: multe fino a 500 euro Mappa Regione per Regione

Martedì 21 Giugno 2022 di Paolo Ricci Bitti
Siccità, scattano i divieti per l'uso di acqua potabile per giardini, piscine e auto: multe fino a 500 euro

Siccità: se non è già entrato in vigore anche nel vostro comune è solo questione di ore, al massimo di pochissimi giorni. I divieti di usare l'acqua potabile per innaffiare il giardino e per lavare l'auto sono in arrivo. Sono, in realtà, doverosi, logici e comprensibili e sono del resto sempre stati varati anche in stagioni estive ben meno aride dell'attuale che, secondo la Coldiretti, comincia oggi (solstizio d'estate) dopo la sesta primavera più calda dal 1880, ovvero da quando i dati delle temperature sono archiviati con regolare attendibilità.

Emergenza siccità, in arrivo razionamenti notturni? Il Piano

Peraltro, vista l'attitudine tutta italiana di tenere lucente l'auto, è bene ricordare lavare l'auto proprio non si può a prescindere. E' vietato lavarla sia in strada sia nel cortile condominiale: la multa, ovvero la sanzione amministrativa va da 105 a 422  euro. E chi ha il giardino privato? Non è così lineare. L'acqua saponata non deve scolare sul suolo pubblico e non deve finire in canali o tubature per l'irrigazione con il rischio  di inquinare. Scampare ai controlli purtroppo è facile, ma qui bisogna fare leva sul dovere civico perché la carenza d'acqua non è più un rischio remoto ma una certezza dalle conseguenze devastanti. Centinaia di Comuni del Nord, anche del bacino imbrifero del Po, sono già costretti ad alimentare con cisterne  le "botti" di carico degli acquedotti. Uno scenario inedito per queste zone. Una situazione sempre più allarmante che mette in crisi l'agricoltura e rallenta la produzione di energia elettrica proprio quando aumentano i consumi, soprattutti quelli legati al turismo. 

Ora con le ordinanze comunali dubbi non ve ne sono comunque più: per l'auto si possono usare prodotti a secco, mentre per il giardino e l'orto non si può usare l'acqua del servizio pubblico.

Le piscine

Lo stesso vale per il riempimento delle piscine (quelle fuori terra sono sempre più diffuse in diretta proporzione all'aumento delle temperature) per le quali non si può però attaccare il tubo di gomma al rubinetto di casa ma bisogna prima accordarsi con le società di distribuzione.  Oppure bisogna rivolgersi alle imprese che trasportano acqua dolce (nei porti ve ne sono sempre perché servono le navi): il carico di un singolo trasporto con autobotte può arrivare a circa 25 tonnellate (25mila litri), diciamo una piscina fuori terra di 6 metri per 3, e certo ogni metro cubo (una tonnellata) costerà assai di più di due euro (al massimo) che si pagano per mille litri di acqua in bolletta. 

 

 

Sarebbe bene attenersi anche a buone pratiche del risparmio: in media un italiano usa 180 litri di acqua potabile al giorno quando ne possono bastare poco più di 100  (i cadetti dell'Accademia navale imbarcati sull'Amerigo Vespucci dovono arrangiarsi, oltre a quella che bevono, con mezzo litro al giorno per lavare - nell'ordine - i denti e i calzini). Aprire e chiudere i rubinetti quando si fa la doccia, usare gli scarichi del water a doppia possibilità (quando non c'erano veniva consigliato di mettere un mattone nella cassetta)  

Lombardia

E qual è la multa per chi innaffia il giardino con l'acqua potabile: la sanzione varia di Comune in Comune. A Tradate, in provincia di Varese, si va da 25 a 500 euro. Stessi divieti a Pistoia ed Empoli fino al 30 settembre, anzi, ad Emoli la sanzione minima è di 100 euro. 

 

 

Piemonte

«Al momento in Piemonte sono 170 i comuni con ordinanze adottate o in corso di adozione sull'uso consapevole dell' acqua potabile, cioè finalizzato agli scopi alimentari, e di limitazione o divieto di usi impropri e 10, concentrati nel Novarese, quelli che hanno dovuto ricorrere all'interruzione notturna della fornitura». A tracciare il quadro della situazione siccità il presidente della Regione, Alberto Cirio sottolineando che «al momento la situazione è sotto controllo per quanto riguarda gli usi civili dell' acqua potabile, ma abbiamo uno stato di emergenza molto grave per l'agricoltura».

Umbria

Fra i primi comuni a varare divieti fino al 30 settembre c'è Spoleto. L'Umbria, con il bacino imbrifero del Nero, è particolarmente importante anche per Roma con il Tevere che è già ampiemento sotto il livello di guardia.

 

Di Regione in Regione

 

Ma ormai è inutile passare di Comune in Comune: le Regioni sono pronte a varare ordinanze per razionare l'acqua al Nord oltre a ribadire il divieto di riempimento delle piscine e dell'irrigazione dei giardini. È una delle ipotesi, a quanto si apprende da ambienti delle Regioni, sul tavolo della Commissione delle politiche agricole della Conferenza. L'intenzione dei governatori, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe di chiedere in maniera compatta al Governo lo stato di emergenza al Nord. In alcuni territori, inoltre, ci sarebbero già accordi con le aziende energetiche per l'aumento della percentuale di uso di acque lacustri a scopi umani o agricoli.

 

Sardegna

Nonostante il calo delle precipitazioni con punte del -30% da metà dicembre a marzo, la siccità non fa paura in Sardegna dove, grazie ad un maggiore accumulo dovuto alle scorte fatte dalla seconda metà di ottobre a metà dicembre, nelle dighe è presente l'80% dell'acqua invasabile. In termini assoluti il volume complessivo è pari a circa 1,480 miliardi di metri cubi, tanto che il comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino dell'Isola non ha previsto alcuna restrizione, in nessun comparto, per questa estate. Già a maggio erano stati definiti i volumi idrici che garantiscono una gestione ottimale della campagna irrigua ai Consorzi di Bonifica. Ora, con l'aumento della popolazione residente nella stagione turistica, non ci saranno problemi neppure sull'uso idropotabile. Certo non mancano alcune piccole criticità, monitorate ogni 15 giorni, come gli invasi della zona nord occidentale dell'Isola che appaiono un pò più carenti rispetto alle scorte medie (Bidighenzu, Alto Temo e Cuga). «La situazione è buona e in linea con le medie degli ultimi anni - spiega all'Ansa l'ingegnere Paolo Botti, direttore del Servizio tutela e gestione delle risorse idriche, vigilanza sui servizi idrici e gestione della siccità dell'Autorità di Bacino - abbiamo 20 mln di mc in più in più rispetto al 2021, con una situazione migliore degli ultimi eventi del 2016 e 2017, e molto diversa rispetto al sistema Po, visto che le nostre utenze sono servite all'80% sistema degli invasi (laghi), alle opere interconnessione realizzate negli anni e alla legge del 2006 che ha creato la governance del settore. La stagione irrigua è salva - conclude - con margini sicurezza rispetto alle medie trentennali, come anche quella potabile: se anche non piovesse per un anno non avremo problemi».

Sicilia

Un vertice tecnico per verificare eventuali criticità ed emergenze sul fronte dell'approvvigionamento idrico in Sicilia. La riunione è stata convocata dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci per domani pomeriggio, alle 18, a Palazzo Orléans, a Palermo. «La crisi idrica che allarma le regioni del Nord Italia - sottolinea il governatore - per fortuna non presenta gli stessi valori in Sicilia. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a qualunque evenienza. Quello che abbiamo fatto in questi cinque anni per far fronte alla penuria d'acqua, nei centri urbani e nelle campagne, non ha precedenti in termini di iniziative e di risorse stanziate». All'incontro prenderanno parte i direttori dei dipartimenti regionali dell'Ambiente, dell'Agricoltura e dell'Acqua e dei rifiuti, il segretario generale dell'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, i vertici dei due Consorzi di bonifica, il direttore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico e il capo della Protezione civile regionale.

Friuli-Venezia-Giulia

Nonostante i primi razionamenti di acqua lungo il fiume Meduna, in provincia di Pordenone, la situazione resta assolutamente di emergenza. È quanto emerge dal Consorzio di Bonifica Cellina Meduna che da lunedì ha ridotto da due a una sola ora per ettaro al giorno l'irrigazione nei campi bagnati con l'acqua del torrente. Secondo quanto si apprende, non soltanto le riserve si stanno progressivamente prosciugando, ma non ci sono nemmeno previsioni di precipitazioni le temperature si stanno progressivamente alzando. Giovedì è in programma un summit per capire quali misure straordinarie adottare e se estendere il razionamento idrico anche lungo il Cellina, l'altro grande corso d'acqua montano che alimenta i canali del Consorzio. Nella giornata di ieri, sempre a causa della siccità, si sono anche registrati almeno quattro incendi di sterpaglie e campi coltivati, ad Arba (Pordenone), Coseano (Udine), San Giovanni al Natisone (Udine) e Manzano (Udine). I danni sono stati limitati soltanto grazie al tempestivo intervento dei Vigili del fuoco. Quanto al razionamento idrico, è già in corso da due settimane anche nella zona del Consorzio irriguo del Cividalese, in Friuli.

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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