Sea Watch, riunione in Capitaneria per sbarco minori. Procura: per ora restano a bordo

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Sea Watch, Unicef: sbarcate i minori. Il Viminale: non scende nessuno. Salvini vuole denunciare l'equipaggio
Per il momento i minori non accompagnati che si trovano sulla nave Sea Watch 3, al largo di Siracusa, non sbarcheranno sulla terraferma. Lo conferma all'Adnkronos la garante per l'infanzia Carla Trommino, che ha partecipato alla riunione che si è tenuta alla Capitaneria di porto di Siracusa. Nonostante ieri la Procura dei minori di Catania abbia chiesto «lo sbarco immediato» ai ministri di Interno e Infrastrutture dei minori non accompagnati, per ora resteranno sulla nave. Anche il Comune è pronto all'accoglienza, ma per ora è tutto bloccato. «Si aspettano ordini dalle autorità», si limita a dire Carla Trommino. Che ricorda che sono «tredici i minori non accompagnati sulla nave, tra cui anche quattordicenni». E che «devono scendere al più presto dalla nave, così come prevede la legge».

«I bambini devono scendere subito da queste navi, non possono essere ostaggi in mare della nostra indifferenza, ostaggi dei governi europei che non riescono a mettersi d'accordo». Lo dice all'Adnkronos Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, in merito alla situazione dei migranti che si trovano a bordo della nave Sea Watch, tra cui ci sono anche molti minori non accompagnati. 

«Non è nemmeno più un problema di governi - spiega Iacomini - Juncker nell'ultimo incontro alla Commissione non ha fatto nessun riferimento a questo problema. I minori sono bambini da 0 a 18 anni perché tutti i paesi hanno ratificato la convenzione del 1989 dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, la convezione più ratificata al mondo e allo stesso tempo più violata». «Questi bambini hanno un diritto alla protezione che viene violato da tutti, da Salvini a Juncker - dice ancora il portavoce dell'Unicef - Questo per noi è inaccettabile, come è inaccettabile che vengano rimandati in Libia, un paese dove c'è un problema di diritti umani violati, abusi su donne e bambini in centri disumani». 

 
 

Il sindaco di Siracusa. «La città di Siracusa è pronta ad accogliere i migranti, continuo a ricevere messaggi e chiamate di persone che intendono sostenere queste persone». Lo ha detto il sindaco Francesco Italia presente alla manifestazione alla rada di Santa Panagia a sostegno dei migranti sulla Sea Watch. «Non si può tenere la Sea Watch in questa condizione a 15 minuti dalla costa - aggiunge - Non conosco le ragioni per cui é stato impedito alla nave di entrare nel porto di Siracusa. Nella sede della Capitaneria di porto è presente il difensore dei diritti dei bambini del comune di Siracusa l'avvocato Carla Trommino per verificare la documentazione relativa ai minori a bordo della Sea watch che potrebbero sbarcare».
 

L'appello delle organizzazioni umanitarie. «È urgente garantire lo sbarco in un porto sicuro ai 47 migranti e rifugiati da 7 giorni a bordo della 'SeaWatch3'». L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l'UNICEF esprimono «grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla Sea Watch». «La situazione a bordo è critica - aggiungono - in quanto, non essendoci abbastanza posto all'interno dell'imbarcazione, alcune delle persone sono obbligate a restare all'esterno, sul ponte. Questa situazione non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo difficile come quello invernale, con basse temperature e mare mosso. Preoccupa in particolare la situazione dei minori non accompagnati, in tutto 13, che si trovano sulla nave e per i quali è d'obbligo attivare quanto prima misure di protezione e tutela adeguate, in linea con le convenzioni internazionali».

Dalla Sea Watch. «Siamo grati alla città di Siracusa e ai suoi cittadini per questo grande segno di solidarietà. Ringraziamo anche Palermo, Napoli, Barcellona, Berlino e tutte le altre città che si sono dichiarate porti aperti. Questa è l'Europa in cui vogliamo vivere, un'Europa solidale». Lo dice John Bayer, presidente di Sea Watch, commentando la manifestazione di oggi alla rada di Santa Panagia (Siracusa) a sostegno dei migranti sulla nave umanitaria. La ong che gestisce la nave ferma a circa un miglio dalla costa siciliana chiede «la fine di questa odissea, in cui soffrono le 47 persone a bordo. Persone le cui condizioni fisiche e psicologiche sono in gioco e che hanno bisogno di aiuto immediato. Pertanto, sollecitiamo l'immediato sbarco di tutti i naufraghi».
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Sabato 26 Gennaio 2019, 11:01






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5 di 42 commenti presenti
2019-01-27 09:01:11
Bravo Salvini, denuncia l'equipaggio di quella nave amico degli scafisti, usa le procure come manganello per gli avversari politici come fanno i comunisti, impara da loro che sono maestri su questo.
2019-01-27 08:43:11
Altro che operazione di salvataggio! I responsabili della nave olandese Sea Watch, con la loro condotta, hanno rischiato di mettere a repentaglio la vita dei 47 migranti a bordo. Le autorità di Amsterdam, stando a fonti governative italiane a stretto contatto con la Commissione Ue, pare che mercoledì - quando le condizioni meteorologiche come ampiamente previsto cominciavano a peggiorare e Sea Watch si trovava tra Lampedusa e la Tunisia - avessero comunicato al comandante dell' imbarcazione di dirigersi verso il Paese nordafricano e di chiedere a Tunisi il permesso di attraccare. Così del resto hanno fatto i pescherecci presenti nella medesima area della nave della Ong: le unità da pesca, nelle stesse ore in cui Sea Watch decideva di puntare la Sicilia orientale, per proteggersi hanno fatto rotta verso Zarzis, da cui distavano circa 75 miglia nautiche, e non verso la Sicilia, lontana 100 miglia da Lampedusa. Il centro di coordinamento della Guardia Costiera olandese, contattato ufficialmente da quello italiano, ha riferito di non aver dato alcuna disposizione a Sea Watch. Quest' aspetto andrà chiarito al più presto. Un dato è comunque certo: Sea Watch, che giovedì ha chiesto disperatamente all' Italia di poter attraccare in Sicilia perché «nel nostro mare si sta abbattendo un ciclone mediterraneo, fenomeno piuttosto raro con onde di 7 metri, pioggia e vento gelido», ha scelto la rotta più lunga per sfuggire all'"apocalisse". Evidentemente l' interesse a sbarcare i migranti a casa nostra era prioritario. Il ministro dell' Interno Matteo Salvini sta raccogliendo tutti gli elementi del caso per valutare una denuncia per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina nei confronti dell' equipaggio della nave olandese. «In Italia non sbarca nessuno, vadano in Olanda o in Germania. Sono in corso esami da parte delle forze dell' ordine sul comportamento di questa Ong che pensa di imporre una sua legislazione in un Paese come l' Italia dove ci sono delle regole che vanno rispettate» ha dichiarato ieri il titolare del Viminale. Salvini, in mattinata, ha anche anticipato il contenuto di una lettera inviata da Palazzo Chigi al governo dei Paesi Bassi, invitato a «predisporre, con urgenza, gli adempimenti relativi all' organizzazione della presa in carico e del trasferimento in territorio olandese dei migranti a bordo di Sea Watch». Concordi con la linea dura anche il vicepremier grillino Luigi Di Maio, il quale ha invocato il sequestro della nave nel caso la bandiera risultasse illegale, «come capitato con la Lifeline», e il ministro pentastellato ai Trasporti Danilo Toninelli, secondo cui la nave essendo intervenuta in acque libiche ha invaso la competenza della guardia costiera di Tripoli. Va registrato che fino a qualche giorno fa, prima che la campagna elettorale per le europee entrasse nel vivo, i "big" di M5S non erano così intransigenti sul tema immigrati. In serata il segretario di Stato olandese per le Migrazioni, Mark Harbers, ha replicato: «Finché non ci saranno accordi europei su soluzioni strutturali per i migranti a bordo dei barconi, i Paesi Bassi non prenderanno parte a soluzioni ad hoc». L' Olanda si è dunque chiamata fuori.
2019-01-26 23:01:05
perche' non vanno al porto della cita' di berlino,che ringraziano.
2019-01-26 20:56:41
L'Italia era un porto sicuro, ora quando sbarcano rischiano di ritrovare le stesse tribu' africane arricchite da quelle slave e sudamericane. Ovviamente devono fare i conti anche con il bisogno di sopravvivenza dei Rom.
2019-01-26 18:49:42
e lo smart uocc allora?